Archivi tag: Papa Francesco

Il magistero di Papa Francesco: tradizione e novità

di Fabiano D’Arrigo

Papa Francesco, a mio avviso, è stato un importante papa, un papa che ha saputo aprire la grande tradizione cristiana alle novità ed alle problematicità della fluida società contemporanea.
E una volta sopite le discussioni, che hanno caratterizzato il suo pontificato, se ne riconoscerà sicuramente il valore.
Jorge Mario Bergoglio nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 e viene battezzato il giorno di Natale. Continua a leggere→

Per Papa Francesco una poesia di gratitudine di Rita Pacilio

Il continuo fermento intellettuale intorno al nome di Papa Francesco continuerà per generazioni e le sue innovazioni educative riguardo a tematiche sociali (sogno, speranza, pace, cura per il Creato, amore, fratellanza, gioia, misericordia, memoria) avranno una eco resistente e all’infinito.

“Carissimo Padre, resterai l’interlocutore di molti. Questa volta, anziché una lettera da Casa Santa Marta, aspetterò una benedizione dal Paradiso. Per te, una mia poesia”. (rp) Continua a leggere→

Si vis pacem, para pacem. Ma questo è lo spirito della divisione!

L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede contesta la decisione del Vaticano di “mettere insieme donne ucraine e russe nel portare la Croce durante la Via Crucis”. Dopo l’ambasciatore è la Chiesa greco-cattolica ucraina a contestare il Papa tramite l’arcivescovo di Kiev Svjatoslav, che trasmette alla Sede Apostolica “la grande indignazione e il rifiuto di questo progetto”. Sviatoslav è certo di parlare anche a nome dei “fratelli cattolici di rito latino” e confida che le sue richieste “vengano ascoltate”. Il commento di Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, è che “Francesco è un pastore non un politico”. Io rimango allibito sia dal diplomatico che vuole insegnare a una guida religiosa a fare il suo mestiere sia dall’intellettuale cattolico che sminuisce la portata politica del gesto. Questo invece oltre che un gesto religioso è un tangibile gesto politico di pace che i leader mondiali sono impotenti a esprimere. Per questo mi auguro che papa Francesco respinga queste ingerenze e che le richieste non siano ascoltate. Continua a leggere→

Si vis pacem, para pacem. «Ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà»

Oggi è la Domenica delle Palme, giornata che per il mondo cristiano è simbolo di pace. E di pace è tornato a parlare papa Francesco, concludendo il suo discorso con l’invocazione: “Si ripongano le armi, si inizi una tregua pasquale ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere. No. Una tregua per arrivare alla pace attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti, che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie?”. Parlando a “un Occidente che si dice culturalmente ‘cristiano’, senza più avere nulla a che fare con l’insegnamento di Cristo”. Nello stesso giorno il patriarca Kirill invita alle armi: “In questo periodo difficile per la nostra patria, possa il Signore aiutare ognuno di noi a unirci, anche attorno al potere… È così che emergerà la vera solidarietà nel nostro popolo, così come la capacità di respingere i nemici esterni e interni e di costruire una vita con più bene, verità e amore”. Mi sembra opportuno proporre in questa giornata una riflessione di Tomaso Montanari sul rapporto fra cristianesimo e guerra. Continua a leggere→

Si vis pacem, para pacem. Investire in armi sporca l’umanità

Propongo dei brani di discorsi di papa Francesco, che in questa settimana ha parlato tre volte sulla guerra in Ucraina condannando in modo assoluto la corsa agli armamenti e il ricorso alla guerra come modo di risoluzione di conflitti. Anzi, dai suoi discorsi emerge sia la condanna della guerra come pazzia sia l’avvertimento che è necessario un modo diverso di governare il mondo. I media non hanno dato alle sue parole lo stesso rilievo che hanno dato ai discorsi di Zelensky o di Draghi, che negli stessi giorni esaltava l’impegno del governo italiano di portare le spese militari al 2% e di inviare armi all’Ucraina. Eppure, a stare alle statistiche, il 79,6% della popolazione residente in Italia risulta cristiano (in particolare il 74,6% cristiano cattolico). I cattolici stanno con Draghi o con il Papa? Continua a leggere→

Francesco che tremava

di Michele Caccamo

La piazza turrìta ci è apparsa all’improvviso in mezzo al mare.

Quel Gesù della peste riappariva, nella sua bellezza allegorica, come un sogno nobile ma ormai incapace di fare qualcosa.  A guardarlo tutti quanti abbiamo pensato di aver perso il solo amico che avevamo nel Paradiso. 

Francesco tornava a essere uomo, perché era sopraggiunta la verità, e ne aveva paura. San Pietro era di un vuoto colossale. 

L’abbiamo lasciata vuota, che la morte fosse libera di riempirla. 

Aveva perso le grancasse, la sembianza del Credo. Qualcuno ha anche pensato che ci avremmo poi potuto mettere un altro circo.

 

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Corvi e profeti

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“Elia, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio d’Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io».
A lui fu rivolta questa parola del Signore: “Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Verrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare». Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente”(1Re 17,1-6).

I corvi, a volte, sono gli unici a far vivere la profezia.

questa disparità è un vero scandalo!

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da qui

ha colpito molto anche me, che non sono certo un fan dell’istituzione Chiesa Cattolica Apostolica Romana, questo grido di papa Francesco in favore delle donne. Alcune parole presenti in quest’ultimo discorso hanno fatto il giro di tutti i media nazionali, e forse anche mondiali, non so.
Ma io sospetto, e in verità spero, che abbia fatto sobbalzare sui loro augusti scranni anche tutti i più rigorosi porporati della suddetta istituzione, perché credo che anche nelle loro teste, che son per lo più tutt’altro che sprovvedute, si sia insinuato l’orrendo sospetto: non sarà per caso questo un preliminare, un annuncio, un avviso ormai quasi esplicito dell’abolizione dell’assurda esclusione delle donne dal sacramento dell’ordine? Non sarà? Continua a leggere→

TRA PAPI E FIDANZATI

Ho quasi avuto più papi che fidanzati. Da che sono nata mi hanno accompagnata nel mio cammino ben 5 papi, l’ultimo fresco di nomina. I fidanzati veri, cioè quelli seri, non semplici filarini, sono stati invece… bè, meno.
Al momento della mia nascita era da poco asceso al soglio di Pietro Papa Montini, ossia Paolo VI. Per la precisione solo quattro mesi prima della mia venuta al mondo, così che lui era giusto lì ad accogliermi, e per una quindicina d’anni è rimasto al suo posto. Continua a leggere→