Gabriele Amadori, Il giro più corto (con una nota di Salvatore Ritrovato, Raffaelli, 2021)
L’obolo non sulla bocca gelida
per il transito di Acheronte
né al barcaiolo del Bou Regreg
nel tragitto tra derelitti sull’esile barca.
Basta il confine in fiore delle ginestre
nell’acceso meriggio
a pagare il battito d’ali
degli angeli traghettatori.
I versi di Gabriele Amadori sono legati all’idea del poeta-viator che, come scrive Salvatore Ritrovato nell’interessante prefazione al testo, «raccoglie e interpreta ogni segnale che l’angolo di mondo che lo ospita». Una lirica cognitiva, dunque, levigata e granitica, capace di annotare e osservare l’angelo necessario della realtà.




