“Effekappa”, di Franz Krauspenhaar

Recensione di Giovanni Agnoloni

Definire Franz Krauspenhaar un poeta è riduttivo, e non solo perché è anche un romanziere.
Ce lo dimostra la sua nuova pubblicazione, la raccolta poetica edita da Zona, che ha per titolo le sue iniziali, Effekappa. Quasi un imperativo consonantizzato, che si fa personaggio e declina se stesso e il proprio grumo gutturale in una varietà di sfumature che sono lirica, flusso di coscienza e dialogo intimo.
FK è ego, un ego spropositato. Ma è anche Sé, o aspirazione al Sé. È ferita aperta, nucleo di oscurità rappresa in un attimo di consapevolezza pura. FK è un monaco zen che s’incazza, un uomo sconvolto che scopre, nella ritualità dei suoi gesti, contratti e magari iracondi, di essere saggio. Perché l’illuminazione arriva quando decide lei, a dispetto di ogni tecnica.
FK vive ogni momento, si dà tutto, ai dadi per il brodo come alle cicche di sigaretta, ai ricordi di bagni in vasca dell’infanzia come all’immagine di una donna-Anima, capace di venirlo a prendere e a salvare.
FK è Milano, ma è anche l’ombra di quella Mitteleuropa che diede i natali a un altro FK, il celeberrimo Franz Kafka, che divide a metà con lui la copertina del libro. Quello, figlio di un’epoca dove la scissione dell’uomo dal suo centro era cominciata da relativamente poco, con la devastazione psicologica portata dall’industrializzazione. Questo, col nome tedesco ma l’accento de Milàn, figlio di un’era postmoderna dove già rendersi conto di essere lacerati sarebbe un risultato. FK sa di esserlo, e canta (con raffinatezza da scrittore avvertito) a una luna che, se c’é, come minimo lo ignora.
Però è bella. Maledettamente bella.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

14 pensieri su ““Effekappa”, di Franz Krauspenhaar

  1. annamaria papi

    Caro Agnoloni.che bella reecensione.Bella sintetica vera attuale. Col linguaggio a 5D. Mi spinge mi obbliga mi stimola a leggere FK. Il mitteleuropeo sotto la Madunina.Thanks!
    Anna Maria Papi

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  2. Stefano Costa

    Continuo a credere che quella di Franz sia una voce struggente e abrasa, senza sconti.
    Non ho ancora il libro (che mi procurerò) per cercare in esso ciò che serve, a tratti, per continuare a credere che la letteratura sia cosa viva. Viva e indispensabile.
    Complimenti e un abbraccio a entrambi, Franz e Giovanni.

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