I pesci sono migranti liberi, e non hanno nessun ingresso sbarrato. E fanno il pallone, e si inseguono come fossero i fiati dell’organetto, e si addormentano felici.
Io ho spesso avvicinato il mio palmo alle loro bocche, per cercare di raccoglierne l’eredità quando avevo paura del naufragio e di poter rimanere perduto come un oggetto. E mi giravano intorno, senza spostare polvere: come in guerra, sulla terra, mio Dio.
Sott’acqua il mare sembra sicuro, non è arricciato e non sente l’assalto dei motori; senza il contatto con le dita umane resta puro in ogni lato, come la fede o come dovrebbe l’amore fra i popoli. Continua a leggere







