Archivi autore: fabrizio centofanti

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Un nuovo samizdat, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

Se di Giampaolo Centofanti

Se il sistema impone i propri orientamenti tacitando, dove non perseguitando, ogni altra pur pacifica e dialogante voce è possibile trovare contributi ad un’autentica ricerca? Un criterio decisivo è valutare un periodico dal pluralismo che lascia esprimere. Talora intuizioni non allineate si trovano nelle note di commento, per esempio su Facebook, in alcuni video su Youtube. Ma in certi casi anche per queste vie voci profonde vengono silenziate, pure su media che si proclamano paladini della aperta condivisione. Nello spegnimento diffuso a causa dell’omologazione del pensiero unico chi per un pervicace dono del cielo cerca ancora la verità spesso deve spulciare in questi anfratti. E ancor più cercare, per un credente prima di tutto nella preghiera, il contatto dal vivo con chiunque possa segnalarsi come portatore di piste innovative.
http://gpcentofanti.altervista.org/dove-viene-il-regno-di-dio/

Mi piace

Oggi domina il “mi piace”: la gioia sembra consistere in questo segno grafico che può assumere diverse forme: un sorriso, un cuoricino. Il Vangelo dice, invece, che la gioia sta nel cercare ciò che piace a Dio: solo il Cuore di Cristo è in grado di rispondere al nostro desiderio più profondo.

Il poeta perennemente innamorato. Rainer Maria Rilke nella traduzione di Raffaela Fazio


Da “Rainer Maria Rilke. Silenzio e Tempesta. Poesie d’amore a cura di Raffaela Fazio” (Marco Saya Edizioni), di prossima pubblicazione.

«[…] L’amore, secondo Rilke, è l’opera suprema di cui le altre non sono che la preparazione, la più alta testimonianza dell’uomo. Massima sfida tra le sfide che la vita presenta, esso comporta la disponibilità ad assecondare il movimento che lo rinnova incessantemente, e richiede un continuo lavoro sulla propria interiorità. Spirito e carne, indissociabili in questo processo, partecipano allo stesso mistero, un mistero che pervade ogni cosa e ogni creatura e che va al di là di qualsiasi morale.

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Tutti i giorni

Vorremmo sempre una risposta, una conferma, una gratificazione. Scalpitiamo se si tratta di attendere, ci spazientiamo se i risultati tardano. “Mettiti davanti a Me come una terra bagnata dalla rugiada”, dice il Cristo alla Bossis. “Ma la rugiada non c’è tutti i giorni”.

La poesia della settimana. Rabindranath Tagore

74. Sensibilità

Sono spina a me stesso,
logorato in me stesso,
trovo in me stesso
soltanto pena.
Perché cerco appoggio
presso tutti?
Non ho casa, non ho casa,
io non ho casa!
Una sensibilità
così acuta, così meschina
ahimè, non riesce a sopportare
un pizzico di disonore.
Prima fiorisce
ai piedi di tutti,
piccola, affinché
nessuno sappia.
È meglio stare nell’oscurità
imbrattato di polvere:
non voglio, non voglio
questo orgoglio misero.
Starò dissolto
nella mia povertà,
non vagherò in cerca
della grazia di tutti.
Se il cuore trova pace in sé stesso,
Il giaciglio della polvere umile
diventerà un nido di felicità.

Robindronath Tagore, Duro e tenero, Milano, Fabbri Editori, 1991, p.125.

Dimmi cos’è

Cos’è importante, nella vita? La famiglia, gli amici, il lavoro; ognuno ha un suo elenco dettagliato, che comprende perfino le “cose”: il cellulare, l’automobile, la casa ai monti o al mare. Il Cristo dice alla Bossis: cosa ti resta da fare sulla terra se non amare il tuo prossimo per Me? Come dire: al fin della licenza, Io tocco.

Silvia Belfiore, lo spirito del pianoforte contemporaneo

di Guido Michelone

Esistono figure di artisti in Italia che meriterebbero una diversa attenzione per i valori culturali che esprimono al massimo grado e che vivono sulla loro pelle con intensità, passione, intelligenza. Una di queste è la pianista, musicologa, performer Silvia Belfiore, unica donna in Italia a suonare esclusivamente musiche colte contemporanee, come dimostra un fresco cd giapponese dal titolo Contemporary Piano Works (edito dalla Da Vinci Classics), tutte anteprime mondiali di musiche scritte fra il 1968 e il 2001 di autori come Giacinto Scelsi, Aldo Brizzi, Horatiu Radeluscu, Nicola Cisternino, Ernest Helmut Flammer, di varie scuole riferentesi alla fase della post-dodecafonia, che talvolta flirta con la corrente minimalista spettrale; a parte Scelsi – ormai un ‘classico’ noto in tutto il mondo, su cui Silvia lavora come studiosa sin dall’università -, gli altri compositori appartengono perlopiù alle ultime generazioni, diversi tra loro per cultura, stile, asse spaziotemporale, ma racchiusi in una performance discografica da unicum virtuosistico anche laddove il silenzio agguanta i suoni. 

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Siamo


Siamo luce, perché veniamo da Dio. Poi siamo bravi a seppellirci nelle tenebre, a nascondere anche l’ultimo barlume di vita e di sapienza. Ma ogni giorno è un richiamo, un invito a risplendere. Più darai luce, più ne conserverai, dice il Cristo alla Bossis.

A occhi aperti, di Jean Aquaviva

Estratto del libro “A occhi aperti”, di Jean Aquaviva, Zona editrice, 2019.

Sinossi: “Il critico d’arte di origini còrse Daniel Sinclair, che vive nel quartiere milanese di Brera, è uno studioso della pittura post-impressionista. Impegnato nella scrittura di un saggio su Van Gogh, si reca a Copenaghen in compagnia di Sonia, la sua amante. Qui incontra lo scrittore francese Pennac – il cui nonno paterno è còrso – e l’amico psicoterapeuta David, grazie ai quali il ricordo delle radici famigliari assume il carattere di una vera e propria riconciliazione con il passato. Daniel si sposta poi in Francia, a Tolosa e ad Albi, ospite degli amici Andrea e Sara, per approfondire lo studio di Toulouse-Lautrec: ma l’artista basca Marika spariglia le carte in tavola. Una serie di avvenimenti porterà Sinclair a vedere il volto feroce, senza veli o deformazioni, delle sue relazioni con l’altro. Su tutta la vicenda si riverberano i quadri dei due artisti prediletti, quasi numi tutelari che accompagnano il protagonista nel suo percorso catartico, di maturazione e consapevolezza.”

L’arte degli angeli

Entrati alla Cinemathèque, ci sediamo a metà della sala, Marika al centro, io alla sua destra e Andrea a sinistra. Con il passare del tempo ho la sgradevole sensazione di sentirmi di troppo, perché Marika e Andrea confabulano a lungo tra di loro in attesa che inizi il film.

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