Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

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Alberto Toni, Vivo così.

Cuculo
Alberto Toni, Vivo così, Nomos Edizioni.

Di Rosa Salvia

La poesia di Alberto Toni è a mio avviso una forma eretica di esistenzialismo (ne è conferma questa nuova raccolta) che trova riscontro nell’antinomia filosofica fra determinismo e libertà: dove la libertà è affidata all’imperfezione, all’asimmetria, al dubbio, alla “precarietà ermeneutica” come precisa Mario Santagostini nella prefazione al libro. Peraltro il ricorso alla levità della linea “antinovecentesca” e “postermetica” (Saba, Penna, Caproni) porta nel pieno della ricerca stilistica più moderna e anticonvenzionale. Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. 3.

Destini
B) C’è molta tenerezza nelle pagine in cui racconti momenti che risalgono all’infanzia, all’adolescenza. Sono pagine attraversate da un sentimento di presagio, stagioni della vita in cui tutto doveva ancora accadere ma al tempo stesso era come se fosse già tutto previsto. Risalta il contrasto con l’amarezza che stilla invece da altri frammenti di vita più legati all’attualità del momento. Continua a leggere→

Buon cibo tra piccolo e grande schermo

schena e ravera LIBRO
di Guido Michelone

Sull’onda di quanto propone l’Esposizione Universale di Milano, Expo 2015, dedicata ai temi dell’alimentazione mondiale, anche l’editore cerca di offrire un apporto culturale sul medesimo argomento, persino in un settore particolare come il cibo nel cinema. Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. 2.

povertà
B) Le parole della felicità inaugura una serie di scritti molto lunga e che continua tuttora. Gli argomenti trattati in questo saggio li ritroveremo anche nei racconti e romanzi venuti dopo. Cambierà la forma, lo stile, non la sostanza.
Se la scrittura è per te un mezzo di comunicazione teologica perché ad un certo punto hai pensato che raccontare storie fosse un modo più efficace e immediato per arrivare al cuore di chi legge? Continua a leggere→

68. L’arte della vita

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da qui

Da ciò che abbiamo detto, si può evincere che la vita di ogni uomo o donna, sulla Terra, è un’opera d’arte: un’elaborazione personale delle categorie del bello, del buono e del vero, in vista di un riconoscimento della propria identità e di un dono da trasmettere agli altri, perché anch’essi diventino se stessi. Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. Intervista di Barbara Pesaresi a Fabrizio Centofanti. 1.

overnature.com-381
B) Le parole della felicità è un piccolo saggio edito nel 2005. Il titolo sembra contenere la promessa di una conquista certa. Ma già nell’introduzione aggiusti il tiro e parli di possibilità, infatti scrivi: “Lo scopo di questo piccolo libro è offrire delle chiavi per entrare in contatto in modo originale con le parole della fede nelle quali si nasconde la possibilità, per l’uomo, di essere felice”. Chiudi con questa riflessione: “La felicità, in fondo, è qualcosa che già esiste. Qualcosa per cui, forse, non abbiamo ancora trovato le parole.”
Sembra esserci una contraddizione tra la promessa iniziale e la considerazione finale. O forse è la consapevolezza che ogni tentativo teorico di spiegare qualcosa di così inafferrabile come la felicità, anche se supportato da una esperienza personale, ha in sé un angolo cieco dove la percezione di chi ascolta o legge registra un vuoto? Continua a leggere→

L’enigma Manzoni

Manzoni

di Augusto Benemeglio

Nel 230° anniversario dalla sua nascita, vogliamo ricordare Alessandro Manzoni, che per chi lo conobbe a fondo, scrive Pietro Citati, fu un enigma. Un enigma che a tutt’oggi non si è risolto, “non tanto perché riesca a nascondere dietro un riserbo senza eguali i pensieri che più gli stanno a cuore, ma per la singolare forma della sua mente, che combina le qualità più discordanti tra loro”. Continua a leggere→

Encefalo dramma

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da qui

Sugli scontri in occasione dell’Expo si è detto di tutto, al punto da produrre una reazione di rigetto per qualunque ulteriore commento. A me, tuttavia, rimane un dubbio: come mai non si è riusciti ad arrestare chi avrebbe potuto fornire indicazioni su mandanti e motivi dell’azione? Perché i protagonisti più decisi hanno potuto agire indisturbati, dalla vestizione/svestizione delle tute nere al rapido e indolore dileguarsi, una volta eseguita la missione? A chi può servire il varo prevedibile di leggi restrittive, col conseguente effetto repressivo d’ogni forma di vera opposizione? Il potere di pochi continua a prevalere sul volere di molti, senza che alcuno se ne accorga.