Con le mani che gli tremano Erre invecchiato di colpo sta leggendo il giornale. Un litigio familiare con i dispetti e i bronci che ne sono seguiti ha fatto precipitare le borse, Londra –8,6, Tokio –12,4. Ma niente paura: il prossimo asteroide non ha una possibilità su 12 di centrare l’Europa, ma solo una su 15. Del resto le massime autorità mondiali dei 3 monoteismi sono sul punto di proclamare congiuntamente che Dio non è unico ma (soltanto) prevalente.
Continua a leggere
Archivi autore: robertorossitesta
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 84
Da giovane ho scritto e letto intere biblioteche sul tram. Salivo prima delle sette al capolinea, un posto libero lo trovavo sempre; tiravo fuori libro taccuino e biro e via andare, unità centrale accesa, periferiche tutte collegate e pronte all’uso.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 83
Erano marito e moglie, due grandi cantanti. Quando lei s’ammalo ed entrò in agonia lui pregò in questo modo: “Signore, se la mia donna guarisce non canterò più”.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 82
Quando andavo a scuola c’era un compagno di classe che in greco e filosofia se la cavava come chiunque altro, ma in più aveva un grandissimo occhio e due mani d’oro; cosicché, quando prendemmo la maturità, invece d’iscriversi all’università andò a bottega. Gli anni passarono e ci perdemmo di vista.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 81
Assistito dal critico d’ordinanza, in una bella sala ahilui troppo vasta, uno dei nostri poeti assettatuzzi legge i suoi preziosi parti davanti a venticinque lettori… no, magari: davanti ai soliti quattro gatti.
Che questa volta sono cinque: in ultima fila, fra una selva di sedie vuote, siede un giovanissimo e arruffatissimo gatto nero che, senza perdersi una parola dell’assettatuzzo e del critico, sembra prendere appunti su una sua cartuccella o pizzino.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 80
Stamattina entrando in ufficio mi sono subito reso conto che c’era qualcosa di diverso. Guardando meglio ho notato che un angolo della scrivania era tutto sbocconcellato, e che, dalla medesima parte, quasi metà della mia poltroncina in finta pelle, dopo più di trent’anni di tacito e apprezzato servizio, mi aveva lasciato senza dare preavviso.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 79
Suonano alla porta. Erre va ad aprire. È il postino, che gli chiede:
“Scusi, lei è Erre?”.
“Sì, ma…”
“Qui c’è una lettera per lei.”
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 78
Un uomo avvezzo a tormentarsi con troppe domande disse a un vecchio sacerdote, suo amico:
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 77
C’era una volta un corvo abilissimo nel trovare formaggio, ma del tutto incapace di resistere alle lusinghe.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 76
Dopo aver camminato tutto il giorno un uomo e una donna si erano persi. Lei, testarda, non aveva mai voluto chiedere indicazioni; lui ne aveva chieste, ma ricevendone di sempre differenti, che si annullavano l’un l’altra, quindi inutilizzabili.
Continua a leggere
VIVERE ARDENDO E NON SENTIRE IL MALE (2007) di Roberto ROSSI TESTA
VIVERE
Va il fiume con lentezza
esasperante e tronfia.
Ma d’un tratto si gonfia,
rompe gli argini, esonda,
dilaga distruttore: Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 75
In televisione passano immagini di capi di stato, alcuni dei quali dittatori sanguinari, che se ne stanno tutti insieme appassionatamente, fra strette di mano e sorrisi. “Così va il mondo”, borbotta Erre, disgustato dalla visione e dalla reale provenienza della cena che sta consumando. Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 74
Oramai sono vecchio, ma per fortuna ho messo da parte abbastanza denaro per ritornare là da dove sono partito, per morirvi sereno. Sull’aereo, mentre guardo il mare in basso e in alto il cielo, il cuore mi martella all’impazzata.
Continua a leggere
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 73
Erre chiese ad Elle: “Per qualcuno il segno della rinnovata Alleanza era solo un arcobaleno, l’annuncio dell’inizio della seconda guerra mondiale nient’altro che un’aurora boreale. Che cosa rispondere a costoro?”
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 72
Al risveglio da un sonno più fondo e buio del solito ho notato sul mio avambraccio destro, quasi all’altezza del gomito, il segno come di un morso. Dormo solo, e non posso essermi morsicato da me, perché il segno è sull’esterno dell’avambraccio.
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 71
Mi sveglio alle tre, di soprassalto, dopo aver sognato, come ormai da anni, un aereo da guerra abbattuto da una tromba d’aria, e un frigorifero bruciato da un ragazzino che gli ha sparato contro con un’arma giocattolo.
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 70
Per lunghi, lunghi anni abbiamo cinto d’assedio questa città, oggi espugnata. Io stesso, che ora son vecchio, venni qui che la prima barba mi spuntava appena; e vi trovai dei compagni che ci avevano speso la loro giovinezza, e senza mai lasciare l’impresa e il campo vi si erano fatti vecchi. Ma oggi, oggi la città è espugnata.
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 69
Due sono stati gli eventi cruciali di questa mia vita di viaggiatore. Avvennero dopo aver letto un piccolo libro che mi aveva prestato un altro viaggiatore come me, una sera, intorno al fuoco. Un libro del quale ho dimenticato il titolo e l’autore, e sulle cui affermazioni, al momento, alzai le spalle.
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 68
Quasi quarant’anni fa, quando stava in quarta ginnasio, a Roberto avvenne un fatto che minacciò di fargli franare anche quella poca terra che aveva sotto i piedi, e su cui si reggeva a stento.
Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 67
Mariella e Francesco sono marito e moglie, ma da tempo non vivono insieme. Dopo il matrimonio l’omosessualità latente di Francesco è esplosa ed i due, civilmente, hanno deciso di rifarsi una vita, non senza continuare a sentirsi e qualche volta anche a vedersi.
Continua a leggere

