Archivi categoria: Critica letteraria

In Itinere – Davide RACCA

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In Itinere – Davide RACCA

Davide Racca
(Caserta, 1979)

*

Il discorso poetico di Davide Racca, complessivamente inteso (dalla scrittura alle arti figurative, dalla parola al segno e all’installazione), è animato da una forza tellurica, primigenia, da un universo di anticipazioni che confluiscono, inconsciamente, nella definizione di un itinerario particolarissimo, inquadrabile in un’ottica che Emilio Villa avrebbe definito da “opera totale”: “totale” non in quanto sistema di segni definiti una volta per sempre, ma in quanto sguardo che si fa specchio dell’origine, ricerca del momento fondante, non per seguirne la metamorfosi in una forma che si cristallizza, quanto piuttosto l’orizzonte genetico che, pur tendendo, “naturalmente”, alla forma finita, non rinuncia alla traccia di alterità, a quel “substrato di ordine” che ogni magma caotico reca in sé come tensione, come possibilità e, infine, come permanenza.
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Mauro Ferrari, il sogno della poesia

1.

Una seconda possibilità – è questa l’illusione. Non ce ne può essere che una. Noi lavoriamo al buio, facciamo ciò che possiamo, diamo ciò che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione e la nostra passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte.” Henry James, in The Middle Years, esige per l’arte lo statuto di complemento della vita – e forse di sostituto.
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Guglielmin letto da Alborghetti

Stefano Guglielmin – LA DISTANZA IMMEDICATA – (Le Voci della Luna Editore, 2006)

Note di lettura di Fabiano Alborghetti

Un tema portante de La distanza immedicata aveva già trovato luogo nel libro precedente, Come a beato confine (Book, 2003) dove già veniva trattato il tema sia del confine che della separazione tra due estremità confluenti nella specularità con cui queste si guardano: in un verso infatti – che poi darà il titolo all’intera raccolta – si dice “a nuovo rivo egli s’avvia/ come a beato confine”, un passaggio verso nuove mete (cifr. Sebastiano Aglieco) , un transito – non un approdo – una ricerca sulla natura dell’io, entità alla ricerca di un baricentro.

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Libri giuntimi degni di menzione (Rubrica 1)

Volumi di Marco Merlin, Francesco Marotta, Matteo Fantuzzi, Sabrina Foschini.

Come vi avevo preannunciato nel mio blog all’atto della chiusura, così come in altre sedi, il dedicarmi più a voi che a me è ormai diventata parola d’ordine per il sottoscritto (anche se un qualche rigurgito di ‘narcisistico’ trasporto ancora, qui e là, fa capolino, ma si sa, non si può cambiare dalla sera alla mattina un’impostazione virulentemente ‘aggressiva’, per anni e anni più che altro fomentata da situazioni altre capitatemi, ma nel certo cullata da un Io travagliato comunque predisposto alla scazzottata e al ‘turpiloquio’, infatti bisogna dare il tempo alla ‘bestia’ che si plachi, poi che si svapori, come nebbia al sole “…in quel nuovo mattino… alla vista dell’Unica Bellezza”, così da tentare di prepararmi alla vecchiaia o alla morte con maggiore serenità).

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Paola Castagna

Paola Castagna è nata a Mantova nel 1969 dove vive e lavora.
Inizia a scrivere intorno ai quattordici anni, in questa tenerissima età il suo era un gesto meccanico, scontato ma negli anni la scrittura diviene parte integrante del suo vivere.
Vi si rifugia, diventa il suo segreto, la sua intimità chiusa in un cassetto:attraverso la poesia si sente salva e viva.

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Baci & carezze # 1

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di Giovanni Choukhadarian

Le prime carezze di quest’a. D. MMVII sarebbero andate a Letizia Muratori, La vita in comune, Torino, 2007. Non vanno, perché il libro promette e non mantiene. 3 storie inverosimili, sesso pochissimo e mal raccontato, lingua qualsiasi e, quel che è peggio da uomo. Niente carezze alla dolce Letizia, baci d’intensa virilità a Salvo Formisano, L’accordatore di destini, Padova, 2007. Giulia Belloni, la Divina Editor, ha tratto fuori dal suo tailleur pantalone di Giorgio (nel senso dell’Armani) questo noirista psicologico napoletano d’immane cultura, malcelata da un sense of humour degno di Bruno Pesaola. Da leggere e regalare! Et c’est ainsi qu’Allah est grand.

(Nella foto: Bruno Pesaola)

Non ho niente contro il mondo

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Poesie di Roberto Ceccarini con presentazione di Giacomo Cerrai

Roberto Ceccarini (a.k.a. RedMaltese) è un runner che ogni tanto si ferma e scrive poesie, o viceversa. Voglio dire: non è soltanto uno che ha idee, un appassionato operatore culturale (e qui, in quest’epoca che vede deperire l’editoria classica nella sua propria scarsità e lentamente emergere un’editoria liquida – per dirla con Bauman – ma non priva di valori, bisognerebbe forse ripensare un ruolo per chi democraticamente “muove le acque” della cultura poetica e non). Non è soltanto questo, dicevo, ma anche (in più) uno che verifica in proprio una dimensione poetica per-corribile, anzi “abitabile”. Mi piacerebbe approfondire questo concetto a cui sono molto legato, ma parliamo di lui. Continua a leggere→

SCRITTURE # 4 – Biagio CEPOLLARO

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di Francesco Marotta

“senza prodigio non vai
da nessuna parte ché quello
che non ti fu dato all’inizio
non cesserà mai di mancare”
 
Biagio CEPOLLARO
(Napoli, 1959)

Ha pubblicato, per la poesia: Le parole di Eliodora, Forlì, 1984; la trilogia De Requie et Natura
(che comprende: Scribeide, Lecce, Manni Editore, 1993; Luna persciente, Roma, Mancosu Editore, 1993; Fabbrica, Genova, Zona Editrice, 2002); Emendamento dei guasti, Marzoli, 2001; La poesia: Vale, Poesia Italiana E-book, 2003; Versi Nuovi, Salerno, Oedipus Edizioni, 2004; Lavoro da fare, Poesia Italiana E-book, 2006.
Per la saggistica e la critica: Perché i poeti (1986-2001), E-book, 2004; Biagio Cepollaro e la critica (a cura di Giorgio Mascitelli), E-book, 2005; Blogpensieri (V Supplemento a “Poesia da fare”), E-book, 2006; Note per una critica futura, E-book, 2006.
 

Tra i promotori del Gruppo ’93, ha fondato, insieme a Mariano Baino e Lello Voce, la rivista Baldus. Dal 2003 cura il sito www.cepollaro.it , il blog Poesia da fare e relativi Quaderni (trasformato dal 2005 in rivista mensile on line), e dal 2004 l’iniziativa italiana Poesia Italiana E-book. Nel 2006 ha fondato con Andrea Inglese la rivista on line Per una critica futura.
 

TESTI

Da: LAVORO DA FARE (2006)

 http://www.cepollaro.it/LavFarTe.pdf

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Il lampo della bocca

di Sebastiano Aglieco

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Devo l’intuizione del mio blog RADICI DELLE ISOLE, a un’antologia di poesia del novecento del tutto particolare, il cui metodo di indagine propongo qui come esempio di esplorazione delle consonanze, nel tempo e nello spazio. E’ difficile riscontrare dei giudizi in questo libro, quanto piuttosto sguardi che s’incrociano. Prova abbastanza rara nel panorama odierno, che meriterebbe un dibattito più appropriato.
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Epifanie di lumi

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Postfazione di Luigi Metropoli a: Francesco Marotta, Per soglie d’increato, Bologna, Edizioni Il Crocicchio, 2006.

Sapienza e profezia, parola e visione, «pensiero e canto», queste le coordinate che tracciano la sfuggente spazialità di Per soglie d’increato. Lo scintillio, il chiarore del pensiero, si fonde con il baluginare, il barbaglio, le «epifanie di lumi»; il dialogo (che in sé contiene per residuo etimologico il logos, la razionalità), incontra lo stupore, estatici squarci che aprono «il varco al volto / irrivelato delle cose». Continua a leggere→

Sylvia Plath (di Francesca Matteoni)

L’OSSO DELLA LUNA
Morte e rinascita in Sylvia Plath

di Francesca Matteoni

“Entrerò in una lunga oscurità”
Three Women, SYLVIA PLATH

La poetessa americana Sylvia Plath (1932-1963) ha lasciato ad un pubblico sempre crescente un vasto corpo di testi tra prose e poesie, che la proiettano ben oltre la sua breve e tragica parabola vitale (morì suicida a Londra nell’appartamento che fu del poeta irlandese William Butler Yeats), testimoniando una costante ricerca e abnegazione alla scrittura. Un talento immaginifico e doloroso, che, sviluppatosi in pochi anni, ci ha regalato una voce a tratti esasperata/esasperante, ma unica e incisiva, capace d’incarnare in sé l’energia necessaria del fare poetico, quando esso diventa rivelazione dell’io e del mondo.
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SCRITTURE #3 FLAVIO ERMINI

“sono occhi le parole a cui il cielo è sottoposto”
…
“…sguardo interiore di chi, pur nell’inquietudine, è ancora a caccia di orizzonti” (1)

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FLAVIO ERMINI
(Verona, 1947)

Poeta, narratore e saggista, ha pubblicato per la poesia e la narrativa: Roseti e Cantiere (1980), Epitaphium Blesillae (1982), Thaide (1983), Idalium (1986), Segnitz (1987), Delosea (1989), Hamsund (1991), Antlitz (1994), Karlsár (1998), Poema n. 10. Tra pensiero (2001); per la saggistica: Il moto apparente del sole (2006), Antiterra (2006).

Dirige la rivista di ricerca letteraria “Anterem”, fondata nel 1976 con Silvano Martini. Fa parte del comitato scientifico della rivista di studi filosofici “Panoptikon” e della rivista di critica letteraria “Testuale”. Per Moretti&Vitali dirige la collana di saggistica narrativa “Narrazioni della conoscenza” e, con Stefano Baratta, i quaderni di psicoanalisi e filosofia “Convergenze”. Fa parte del comitato scientifico delle riviste “Osiris”, “Panoptikon” e “Testuale”.

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LO SPEZIALE – Paolo FICHERA

di Francesco Marotta

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Il luogo delle tracce.

Note per una traversata de “Lo speziale” di Paolo Fichera.

L’arte dello speziale è scienza di terra, germogli e giorni, vita che si cerca e si rivela in altre forme, sapienza di un artigianato arcaico che affonda le sue radici nel “poiein” originario: dove la creazione (l’atto della rimembranza e della nominazione) prende corpo e si definisce nell’accostamento degli elementi primari che sostanziano il reale nella sua fisicità. La dialettica tra “alto” e “basso”, tra ansia di trascendenza e ricerca/inveramento dell’assoluto tra i segni del reale (“fare di carta cenere e spezia/l’abbraccio fertile dei morti”) è un divenire del senso in geografie di un altrove remoto, una vita che la pupilla accosta nel suo distendersi tra due polarità che si allontanano nell’istante della loro maggiore vicinanza: mano e segno, lingua e forma si rincorrono, si riflettono e si guardano negli specchi mutanti che la parola “seme” contiene: nella consapevolezza (sentita, prima ancora che pensata) che solo l’unione della mano e del segno permette l’affiorare (e il fiorire) della coscienza.
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Filologia di una morte. Su “Philologia Pauli” di Massimo Sannelli

La morte di Pasolini è un lascito fragoroso, ancora a distanza di decenni, un’eredità pesante e gravida, un avvenimento che tuttora scuote intellettuali, storici, giornalisti, e divide quell’informe invenzione mediatica che s’usa definire opinione pubblica. Un Pasticciaccio brutto, un crimine maturato nei bassi fondi di borgata e nella depravazione – secondo la versione ufficiale tramandataci dai tg in bianco e nero e dalle colonne ormai ingiallite dei giornali dell’epoca.

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Il viaggio del re morto

Il prestigioso Premio Todaro-Faranda per narrativa inedita, indetto dalla Cassa di Risparmio di Bologna e dall’Università di quella città (in giuria il Prof. Pasquini, ordinario alla Facoltà di Lettere, e gli scrittori Nerino Rossi e Raffaele Nigro – premio che vinsi nel 1996 con il romanzo “Il morbo”, poi edito da Diabasis nel 2002), nel 2006 ha visto come vincitrice-trionfatrice Giovanna Passigato con il romanzo “Il viaggio del re morto”, ora edito dalla Bononia University Press (si veda il sito della casa editrice qui).

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NOTIZIE DALL’ESILIO Mariella MEHR

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Mariella Mehr, Notizie dall’esilio (Nachrichten aus dem Exil, 1998), edizione italiana curata e tradotta da Anna Ruchat (con traduzione in lingua rom di Rajko Djuri?), Milano, Effigie Edizioni, collana Poesia, prima edizione, 2006.
[Mariella Mehr, autrice di romanzi, poesie e opere teatrali, è nata a Zurigo da una famiglia zingara di ceppo Jenische nel 1947. In Italia sono usciti i romanzi Steinzeit (Età della pietra, Aiep, 1995), Brandzauber (Il marchio, Tufani 2001) e Labambina, Effigie Edizioni, 2006.]

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SCRITTURE #2- Nanni Cagnone

di Francesco Marotta 

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“Ora si ascolta,
nel mondo rimasto,
cosa su noi compiuta
in taciturne rovine.”
(1992)

Nanni Cagnone
(Carcare, 1939)

Tra le sue opere: A, in altre parole B. An essay on painting, La Bertesca, Genova, 1970; What’s Hecuba to Him or He to Hecuba? OOLP, New York, 1975; L’arto fantasma. Essays on poetry, Marsilio, Venezia 1979; Andatura, Società di Poesia, Milano, 1979; Vaticinio, SEN, Napoli, 1984; Notturno sopra il giorno, Severgnini, Milano, 1985; Hopkins: Il naufragio del Deutschland, Coliseum, Milano 1988; Armi senza insegne, Coliseum, Milano, 1988; Comuni smarrimenti, Coliseum, Milano, 1990; Anima del vuoto, Palomar, Bari, 1993; Avvento, Palomar, Bari, 1995; The book of giving back, Edgewise, New York, 1998; Il popolo delle cose, Jaca Book, Milano, 1999; Enter Balthazar, Edgewise, New York, 2000; Pacific time, ES, Milano, 2001; Doveri dell’esilio, Night Mail, Genova-Pavia, 2002; Questo posto va bene per guardare il tramonto, Night Mail, Newton-Pavia 2002; L’oro guarda l’argento. Opere scelte, Anterem, Verona 2003; Index Vacuus. Poems, Edgewise, New York 2004.
Acconsentire al mistero. La libertà di Nanni Cagnone.
(di Enrico Cerasi. In L’oro guarda l’argento. Opere Scelte, Verona, Anterem Edizioni, Itinera, vol. X, 2003)

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Fame di lavoro che muove al fondo

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di Gian Ruggero Manzoni

Il prestigioso e ormai consolidato concorso annuale indetto dalle Edizioni FARA di Rimini, già alla sua V tornata, ha visto vincitore nel 2006, per la sezione poesia, Giuseppe Cornacchia, che ha proposto alla giuria (composta da Pizzo, Montebelli, Camporesi, Metropoli, Gezzi, Rosenberg, Lozito, Pasqualone, Sannelli e Ramberti) un insieme titolato “Ottonale”, poi riportato per intero nella bella antologia, curata da Alessandro Ramberti, titolata “Sei Autori 3 x 2”, compendio del Premio stesso, uscita, appunto, nel dicembre dello scorso anno. Continua a leggere→

Scritture – Giuliano Mesa

SCRITTURE # 1 – Giuliano MESA
di Francesco Marotta

“È tutto un ascoltare, dal di dentro della vita,
un presagio di dove la vita andrà o è già andata”.
(Biagio Cepollaro)

Giuliano Mesa
(Reggio Emilia, 1957).

Tra le sue opere: Schedario, poesie 1973-1977, Geiger, Torino, 1978 (seconda edizione nella collana di e-book di Biagio Cepollaro, 2005); Poesie per un romanzo di avventure e altre poesie, in Il sesto poeta, Milano, Spirali, 1982; I loro scritti, Quasar, Roma, 1992; Improvviso e dopo, Anterem, Verona, 1997; Da recitare nei giorni di festa, in Resistenze 2, Roma, Arlem, 1997; Quattro quaderni, Zona, Lavagna, 2000; Nuvola neve, 2003; Chissà. Poesie 1999-2000, 2004. E’ tra i curatori di Ákusma. Forme della poesia contemporanea, Metauro, Fossombrone, 2000.

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