————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–ma è stata censurata.
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Exhibitionpost / Gerhard Richter
Una piccola selezione di opere dell’artista tedesco Gerhard Richter – Dresda, 1932.
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Ascolta, è già notte fonda… # 4

La memoria costruisce templi contro la morte.
Dio non è che materia filata dai ricordi.
(Da: Poema dei Doni – 2007) Continua a leggere
Ascolta, è già notte fonda… # 3
Ascolta, è già notte fonda… # 2
John BERRYMAN – Dream Songs (Canti Onirici)

52.
Silent Song
Bright-eyed & bushy-tailed woke not Henry up.
Bright though upon his workshop shone a vise
central, moved in
while he was doing time down hospital
and growing wise.
He gave it the worst look he had left. Continua a leggere
Ascolta, è già notte fonda… # 1
Ingeborg BACHMANN – Anrufung Des Großen Bären

Großer Bär, komm herab, zottige Nacht,
Wolkenpelztier mit den alten Augen,
Sternenaugen, Continua a leggere
“E se poi resto sola parlo con l’albero”
Walter Angelici

Gli Emigranti hanno una fissità che incede. Tutto è immobile eppure tutto si muove. Il figlio incastonato al ventre della madre, appendice bluastra e compimento. Il gallo, portato in braccio come un povero vessillo, che grida dalla cresta fiammeggiante tra i volti prosciugati di silenzio.
Il colore di Angelici ferisce. Nell’aureola solare in cui la Martire annega e dissolve una corporeità già quasi trasfigurata, nelle nervature melanconiche e spente di un Gelsomoro che ha l’eminenza fiera e stanca del sopravvissuto. Continua a leggere
1967 Vs 2007
“Summer of Love: Art of the Psychedelic Era” è la mostra presentata dal Whitney Museum, un museo di arte contemporanea dell’Upper West Side di New York. Due piani interamente dedicati all’arte del 1967 e degli anni immediatamente successivi. Si arriva a stento al 1970. Forse tutto si ferma con Woodstock. Ci sono quadri, pitture, sculture, video installazioni, fotografie di Isaac Abrams, Richard Avedon, Lynda Benglis, Richard Hamilton, Elliott Landy, Robert Indiana, Yayoi Kusama, Richard Lindner, and John McCracken, tra gli altri, e c’è persino Jimi Hendrix presente come pittore con il suo unico acquerello. Tra l’altro piuttosto notevole. Ma a parte questo? L’impressione è che si fosse di fronte ad un insieme di documenti storici molto importanti dal punto di vista documentaristico, e anche in questo caso non si tratta di pezzi di prima scelta.
VISIONE
VISIONE
Sono entrato in una classe per una supplenza.
Improvvisamente mi ha investito una specie di fastidio. Vedevo, come nei cimiteri, delle piccole tombe bianche che emanavano l’odore di una rosa che sta marcendo; caramelle, gomma da masticare ormai amara. Piccoli banchi, disposti con un ordine studiato, millimetrico, con la stessa puntigliosità di un falegname che deve misurare i suoi mobili. E anche i bambini erano ben disposti, allineati, la schiena dritta, gli occhi un po’ assenti ma tranquilli. Anestetizzati.
Questo è un rapporto di amore
German Carmona Sanchez, campesino e muratore di Malinalco.
Io conosco le erbe. Ho imparato da piccolo perché i miei genitori le conoscevano. C’è l’erba per guarire i reumatismi. Il tepozan serve per far passare i bruciori. La prodigiosa. La epazote serve per cucinare, dà sapore alla trota quando si cuoce alla brace, e la radice di epazote è molto buonissima per ristabilirsi al mattino quando la sera prima uno si sbornia: si può anche combinarla, nell’infuso, con le foglie di arancio e di limone. La levatrice conosce le erbe clauchiaua e choniquil che ristabiliscono dopo il parto, quando le donne partorendo rimangono con le articolazioni fiacche. Del carrisillo, che è una canna si usano le foglie.
I papaveri, di Marina Pizzi
La liberazione dai nazi-fascisti
ho visto il tuo saluto su di un cipresso
il 25 aprile di questo anno parso sperso
a morirne
linciata di morirne da acrobata lontana
partigiana tinta da una macchia di papaveri
rossissimi sismi di pressa d’àncora
d’anfora disgrazia svista di politeama,
il plettro polis di lapidi
dadi di stemmi scori di soste.
[inedito, da Pecca di espianto, 2007-]
*
Delle partenze e dei ritorni vittime
Chissà se speran salva la corolla
lungo i binarî, sanguigni i papaveri.
[da Il giornale dell’esule, Crocetti, 1986)
Marmi – Foto di P. Pluchino

(foto di Paola Pluchino)
sapessi le preghiere
sapessi le recite e i salmi che ho cantato
canterei ancora e ancora canto
le lodi al sommo sapessi
le parole sgranerei con ritmi sincopati
morbidi
descriverei ricchezze in carte azzurre
Camaldoli

dipinto di Mario Cei – “Sosta a Camaldoli”:
il tempo è lo specchio
del guardarsi dentro
il muscolo del duplice pensiero
della mente che crede, da un pavimento all’altro
al chiaroscuro del giovane e del vecchio
piegarsi, ritrovarsi
in un’unica illusione di vedersi fuori
e immaginarsi
lo spazio della sua concentrazione
lo strazio del volersi uniti
e inabissarsi
nel profondo del secchio,
intorpiditi.
Fabrizio Centofanti
pubblicata sulla rivista Arte-incontro del mese di dicembre 2006
Sparire. Note sulla fotografia di Francesca Woodman.
di Francesca Matteoni

I
Dai rigagnoli il fiume incrosta le scarpe –
il residuo di scantinati molli
di stalattiti sciolte nelle condutture.
Le case grandi, abbandonate sanno
di pioggia, di bosco inesplorato, cattedrali.
Gocciano nei capillari la trama
di un’ignoranza fitta, primordiale.

