LA COMBINE O ALLEGORIA DELL’ ATTUALE POESIA
Il non ancora pece, ma quasi: delle mie divinità (non eroi o semidei) che, pur giacendo in terra, non si erano prodotte in astute o necessarie metamorfosi: divinità in terra, quindi: fino al 6 aprile 1987,Caesars Palace , Las Vegas: mai in me un declinare di entità supreme così repente; un fulmine che mi abbuiò gli occhi per pochi istanti, ma l’anima per un lungo lasso di tempo.
L’aringo, l’anello quadrangolare all’esterno del Palace, nel suo parcheggio: indizio, presumibile, che non si era a spettacolo di fronte ai monti Olimpo ed Otri e divinità darsi battaglia con pietre e frecce di fuoco; un cartone animato antidiluviano e quasi a tartaruga nel proiettato, prima dell’avvento dinamico di Walt Disney, simili a quelli che vedevo al cinema dell’Oratorio Don Bosco: sgraziati, involontariamente comici, irreali nell’irreale narrato, ma intanto ci credevo e con qualcuno di loro, facendomelo fratello, contro altri ci combattevo, mitizzavo, e dardi incandescenti verso il nemico nel dormiveglia, la sera; quando ancora ci credevo. Continua a leggere


