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Piani di vite

Piani di vite

Intervista-articolo di Marino Magliani sul libro Vite che s’intersecano di Franca Acquarone (Philobiblon Edizioni, 2025) 

Se qualcuno ribattesse all’autrice che, soprattutto se dotati di buona, anzi, di ferrea memoria, non ci si riesce a dimenticare del proprio compleanno, difenderei il concetto dell’autrice, che racconta come a un tal Giuseppe succeda invece un fatto del genere: Già, era stato il suo compleanno e lui se ne era completamente e volutamente dimenticato. Ma questo è un dettaglio del romanzo, come lo è il fatto che l’autore di questa nota sia nato il 30 luglio e almeno una volta, nella vita frenetica dell’estate, tanti anni fa è riuscito nell’impresa di dimenticarsi di compiere gli anni. È dunque tutto un dettaglio e nello stesso tempo, in questo romanzo di multipiani, nulla lo è, o alla fine ce lo può sembrare. Più che un interessante romanzo psicologico, Vite che s’intersecano (Philobiblon Edizioni, 2025), ha l’impianto di un interessante romanzo architettonico. Partirei da questa scelta, dal romanzo palazzo, e chiederei all’autrice o inquilina, e questo ce lo dirà lei, del palazzo (in realtà si tratta di un grattacielo), come ti è venuta in mente una struttura del genere, e chi sono gli inquilini dei diversi piani?

Ilario – 1948, 76 anni, sesto piano
Giuseppe – 1949, 75 anni, quarto piano
Margherita – 1956, 68 anni, sesto piano
Samanta – 2007, 17 anni, 4° liceo, diciannovesimo piano
Marilena Fabbri – 1960, 64 anni, quinto piano
Santeri – 1974, 50 anni, diciannovesimo piano

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“Viaggio sentimentale in Liguria”, di Giuseppe Conte

Recensione di Marino Magliani


Alla fine del secolo scorso a Giuseppe Conte è stato chiesto di raccontare la Liguria. Il lavoro gli è stato commissionato dal Secolo XIX, i testi del reportage sono apparsi tra l’aprile del 1998 e il 6 agosto del 2001 sulle pagine nazionali.

Senza questa premessa si potrebbe affermare che il libro Viaggio sentimentale in Liguria (ed. Philobiblon 2011, euro 13) sia un progetto letterario che cerchi di costruire la mappatura di una Liguria straordinariamente non olearia, o non ulivaria, ma preferisco il primo. Anche i romanzi liguri che più mi sono piaciuti negli ultimi tempi sono storie di una Liguria non olearia. Parlo de La Ballata della piccola piazza di Elio Lanteri, dove gli ulivi sono quasi del tutto assenti, e di Battitore libero di Riccardo Giordano, straordinario affresco sul colore e il profumo della lavanda che cresce (vi cresceva di più anni fa) nelle terrazze sopra Pietrabruna, in uscita per Philobiblon. Continua a leggere