Archivi tag: Poesia

Santi e Blasfemi, Paolo Benvegnù e Le Labbra

Le parole d’amore, che sono sempre le stesse, prendono il sapore delle labbra da cui escono.

Guy Maupassant

Le Labbra.
Làptein, lambire, leccare. Le Labbra: i sensi al plurale. Il moto per dire. Il silenzio nel morso. «Le Labbra. Questo il mio ritratto: profilo di Parole». E Luciana Manco è incipit. Al booklet – il libro compatto – del disco. Di Paolo Benvegnù. Le Labbra. Sono. Punto. Continua a leggere→

Terra bruciata di mezzo – di Mirko SERVETTI

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(Immagine di Giovan Battista Mazzucco)

Da: “Terra bruciata di mezzo (tra Vespero e Lucifero)”, inedito.

Fra le crespe esitanti,
frizzi di tosse
sghimbesci di fumo a mezz’aria.
La notte ancora da dire
col pigro tramenio
delle creature aeree
che via via avvezzate
all’azzurro opaco
cabreranno stridule
alla cerca d’insetti
nel primo chiarore. Continua a leggere→

Autoritratto poetico – Piero BIGONGIARI

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(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)

[piero-bigongiari.doc]

[I testi antologizzati sono tratti da: Piero Bigongiari, Autoritratto poetico, Firenze, Sansoni Editore, “Fonè”, 1985. Il file allegato contiene una esaustiva nota biobibliografica del poeta pistoiese egregiamente curata da Martino Baldi, che ringrazio per la gentile e preziosa concessione.]

Vetrata

O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba. Continua a leggere→

Stimulus carnis meae, di Alessandro Ansuini

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I corpuscoli danzano attraverso
Le primavere ghiacciate, e le stagioni.

La costruzione delle stanze avvenne direttamente sugli alberi
Ci legavamo i polsi con i tralicci della vite accendevamo
Fuochi nella notte e ci rotolavamo sopra le foglie
Qualcuno cercava la legge, i piedi sporchi
Scivolavano mostrando le palme da un’insenatura
All’altra, facevamo le gocce così carichi d’acqua
Perennemente a testa in giù, terribilmente ansiosi
Di ricongiungerci con la terra
Come bambini immediatamente in fila ad uno
Scivolo dopo
Esservi appena trascesi. Continua a leggere→

In Itinere – Federico ZULIANI

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(John R. Walker, Travelling South)

Non ho mai creduto alla poesia di/per genere, tanto meno all’esistenza di una poesia “generazionale”. Trovo quest’ultima, se possibile, un’etichetta ancora più trita, inutile e vuota tra tutte quelle che infettano e piagano il panorama della letteratura in versi, deprivandolo della possibilità di significare oltre i limiti arbitrariamente imposti e di mostrare l’intero orizzonte degli echi e degli alfabeti di senso che contiene. Distribuendo patenti e innalzando steccati che, apparentemente, cercano di definire uno spazio e la sua presunta specificità, non fanno altro che negare, nei fatti, la possibilità di un ascolto e di una fruizione a tutto campo di quell’inafferrabile atto creativo che fa del polimorfismo la sua ragion d’essere profonda, il suo peculiare e molteplice sguardo sul mondo. Continua a leggere→

Telemaco nella stanza del drago

ovvero “la prosa custodisce la poesia come un frutto il suo nocciolo”
di Massimo Rizzante
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[pubblico questo testo contenuto nella sezione Il sonno di Telemaco del volume di poesia Nessuno, Manni 2007, del poeta Massimo Rizzante. Lo pubblico perché lo trovo particolarmente significativo di un modo di addentrarsi nel nodo inesplorabile della poesia. a.s. ]

«Una parte di me – disse – una parte profonda, la mia parte poetica ha residenza fissa nella stanza del drago. È prigioniera del drago e, a differenza del santo della tradizione cristiana, non può sconfiggerlo.
Sconfiggere il drago non porterebbe a nessuna liberazione dal male. Non solo perché il male è nel volersi liberare dal male, ma perché sconfiggere il drago significherebbe accettare un’altra sconfitta, la sconfitta della creazione poetica. La vita mi invita ogni giorno a uscire da questa stanza: la vita è questo vecchio usciere maligno.
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Le scritture che non leggemmo. Seconda Parte

In realtà ho raccolto materiali vari, a volte straordinari.
Scritture dense ed evocative.

Sono racconti, poesie, a volte testimonianze legate fra loro da un filo conduttore: le persone che li hanno creati non hanno mai fatto gli scrittori di professione.

Romolo Trebbi del Trevigiano, le sue rime cariche di avventura simili a tagli cinematografici, architetto, urbanista, docente universitario, che da molti anni vive in Cile.


L’ULTIMA CANZONE DEL DESERTO

E soli camminavamo
immergendoci
nei silenzi di sabbie.

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