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Presenza


Gesù è presente in ogni Ostia della terra: un Dio che è qui, non come gli idoli muti degli antichi, né come i segni della superstizione d’ogni tempo e paese. Pronto ad accoglierci nel Suo mondo d’amore, a salvarci dall’oblio.

Gioia


La causa della gioia è la presenza di Dio dentro di noi: perché non attingere al tesoro? Maria ci aiuta, è causa nostrae laetitiae. Non serve indugiare sui sintomi, bisogna risalire alle cause per risolvere il problema della vita.

Presenza

Rendere presente Gesù: questo è il compito affidatoci. Fisicamente non c’è; spiritualmente, è ogni giorno con noi. Attraverso di noi si relaziona, libera, guarisce. Siamo responsabili del Suo essere qui, ora, ogni momento.

Vederti


Crediamo che Gesù è presente? Altrimenti è inutile pregare. Non serve andare da un amico quando non è in casa; non si può stare muti al telefono, se una persona è all’altro capo del filo. Gesù, aiutami a vederti con gli occhi invisibili del cuore.

Esercizio

Dio si sente e non si sente: a volte ci sembra vicinissimo, altre lontano o totalmente assente. Questo ci turba, ci scoraggia, insinua una vena pessimistica che intristisce le giornate. Bisogna sapere, tuttavia, che Gesù è sempre lì, non ci lascia un momento. L’esercizio spirituale è sempre un esercizio di presenza.

Ultraterrena

Gesù ci aspetta, ci dà appuntamenti imprevedibili: è invisibile, ma sa farsi riconoscere meglio di chiunque, quando vuole. Sta a noi ritrovarlo in quel segno, nell’evento inaspettato, nella bellezza di qualcosa che appare all’improvviso in una luce diversa, ultraterrena.

Davvero

Gesù raccomanda a Gabrielle di sentirlo vicino, di chiedere ai santi l’aiuto per essere certa della Sua presenza, sempre disponibile e amorevole; di vivere come in paradiso, pregustando la felicità dell’unione; di passare dai sensi esterni ai sensi interni: di cominciare a essere, davvero.

Avido

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.

Presenza

Un segreto della vita è la presenza: tu sei presente, e questo colma il vuoto, che ha sempre un pretesto per esistere. Se dimentico l’altro, dimentico la possibilità stessa di essere: sono un indefinito che soffre inutilmente. Con l’altro, ogni dolore è utile, porta in qualche luogo di bellezza misteriosa. Ricorda, dunque: la memoria autentica è presenza, e la presenza è vita.

Alla porta

Come comprendere, come spiegare l’amore di Gesù? Lui vuole prendere tutti i nostri pesi, portarci sulle spalle. Non è mai stanco, mai troppo carico. Vuole che gli portiamo anime, più che possiamo, non saranno troppe. Vuole che chiediamo: venga il tuo regno! E Lui verrebbe avidamente, senza andarsene più. E se lo cacciassimo – tutto questo lo dice alla Bossis – resterebbe alla porta.

Salvezza

Se pensiamo che Gesù è con noi, non possiamo non cambiare. Abituiamoci a questa presenza personale, continua, allo sguardo premuroso che sempre ci segue, e interpella il nostro cuore. Se la vita è relazione, la consapevolezza che è sempre con noi ci salva fin da qui. 

La Presenza

Se Dio ama, vuol dire che noi, suoi figli, dobbiamo essere sua memoria nel mondo. Le anime del purgatorio soffrono perché non vedono Dio: ciò significa che qui, sulla terra, è questa la cosa più importante. “Voglio vedere Dio”, diceva santa Teresa d’Avila, da bambina. “Vedere Dio in tutto”, raccomandavano i Padri. Ecco il segreto: rinnovare la presenza di Dio, ogni momento, al ritmo del respiro.

La realtà

Vieni, Signore Gesù: è il finale della Bibbia. Evidentemente, è la cosa più importante. Se Lui non ci venisse incontro, saremmo perduti, anche se fatichiamo a concepirlo. Il primo atto da compiere, dunque, è mettersi alla sua presenza, sentirlo vicino ed amorevole. È la realtà. Ma si può vivere anche di illusioni, pensando che sia assente.

La Presenza


Gesù è tutto, fuori di Lui non c’è esistenza, se non una triste condizione di morti. Per questo è così importante entrare in contatto, ricordarlo, appassionarsi della sua presenza. A volte è uno straniero cui nessuno bada, e allora fa succedere qualcosa perché capiamo che è lì, vicino a noi. Uno pensa: è un caso. Un altro, invece: è Lui!