Archivi tag: Roberto Rossi Testa

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 81

Assistito dal critico d’ordinanza, in una bella sala ahilui troppo vasta, uno dei nostri poeti assettatuzzi legge i suoi preziosi parti davanti a venticinque lettori… no, magari: davanti ai soliti quattro gatti.
Che questa volta sono cinque: in ultima fila, fra una selva di sedie vuote, siede un giovanissimo e arruffatissimo gatto nero che, senza perdersi una parola dell’assettatuzzo e del critico, sembra prendere appunti su una sua cartuccella o pizzino.
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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 80

Stamattina entrando in ufficio mi sono subito reso conto che c’era qualcosa di diverso. Guardando meglio ho notato che un angolo della scrivania era tutto sbocconcellato, e che, dalla medesima parte, quasi metà della mia poltroncina in finta pelle, dopo più di trent’anni di tacito e apprezzato servizio, mi aveva lasciato senza dare preavviso.
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Provocazione in forma d’apologo 70

Per lunghi, lunghi anni abbiamo cinto d’assedio questa città, oggi espugnata. Io stesso, che ora son vecchio, venni qui che la prima barba mi spuntava appena; e vi trovai dei compagni che ci avevano speso la loro giovinezza, e senza mai lasciare l’impresa e il campo vi si erano fatti vecchi. Ma oggi, oggi la città è espugnata.
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Provocazione in forma d’apologo 69

Due sono stati gli eventi cruciali di questa mia vita di viaggiatore. Avvennero dopo aver letto un piccolo libro che mi aveva prestato un altro viaggiatore come me, una sera, intorno al fuoco. Un libro del quale ho dimenticato il titolo e l’autore, e sulle cui affermazioni, al momento, alzai le spalle.
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“Sposa del vento” di Roberto ROSSI TESTA

“Sposa del vento” è la quarta raccolta poetica di Roberto Rossi Testa – traduttore e saggista nato a Torino nel 1956 – dopo Stanze della mia sposa (1987), Poca luce (2002) e Eunoè (2005). L’elegante volume, edito da Nino Aragno Editore, raccoglie i componimenti scritti tra 1984 e il 2004 suddivisi in due parti; la seconda, più ampia, contiene i testi più recenti. Continua a leggere→

Da: “L’interprete delle passioni” di IBN ‘ARABI

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XVIII

1. Férmati alle dimore,
piangi sulle rovine,
e alle abbattute abitazioni chiedi:
2. “Gli amati, dove sono?
I lor cammelli, dove sono andati?”
“Guardali, nel deserto
traversano i vapori:
3. Tu come dei giardini
li vedi, nel miraggio:
la calura dilata
negli occhi la figura.” Continua a leggere→