di Flavio Tannozzini
Don Marcelino staccò un rametto da una pianta di caffè. Fruscìo nella selva. Gocce di umidità si persero nella nebbia che calava con la sera. Prese una bacca rossa e la portò alla bocca: quel sapore dolce e delicato lo accompagnava da quando, bambino, aveva cominciato a lavorare nella piantagione. Erano le prime bacche mature della stagione ed erano veramente grandi: quell’anno ci sarebbe stato un raccolto formidabile, pensò mentre si faceva largo tra l’erba alta a colpi di machete. Ecco il sentiero fangoso, ecco la strada verso casa. Stringeva, in una mano, il rametto carico di bacche per rassicurare sua moglie Julia con la buona notizia; in spalla portava alcuni sacchi di tela che la giunta comunitaria aveva distribuito per la prossima raccolta dei frutti del caffè. Continua a leggere



