Archivio mensile:Gennaio 2008

Platone e Aristotile

«In generale due sembrano essere le cause che hanno dato origine all’arte poetica, e tutte e due naturali. In primo luogo l’imitare è connaturato agli uomini fin da bambini e in questo l’uomo si differenzia dagli altri animali, perché è quello più proclive a imitare e perché i primi insegnamenti se li procaccia per mezzo dell’imitazione. E in secondo luogo, tutti si rallegrano delle cose imitate. Prova ne è quel che accade in pratica, poiché cose che vediamo con disgusto, le guardiamo invece con piacere nelle immagini delle bestie più ripugnanti» (Aristotele, Poetica, 4, 1448 b, 4-13).

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Voci di soldati bambini

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A cura di Antonio Consoli

Secondo dati ufficiali, nel 2001 il numero dei minori di diciotto anni coinvolti in conflitti armati nel mondo sarebbe stato di almeno trecentomila, di cui circa un quarto in Estremo Oriente. Ma, se riguardo alla protezione dell’infanzia è sempre difficile determinare stime e proiezioni, rispetto al fenomeno dei bambini soldato il compito diventa impossibile.

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Dino Campana

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a cura di Elena F. Ricciardi

[…] Su Campana rigorosissimo critico del proprio testo si ricordi la testimonianza del Ravagli (Dino Campana e i goliardi del suo tempo, Marzocco, Firenze 1942):

“Gli era così agevole estraniarsi da tutto ciò che lo circondava, così facile vivere con sè e per sè pur nelle condizioni d’ambiente meno propizie, che riusciva a lavorar di lima al bar Nazionale, sulle carte de’ suoi manoscritti, anche quando, tutt’intorno, ferveva il tumulto delle discussioni più animate.” Continua a leggere

Il Silenzio di Laocoonte

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di Fabrizio Corselli

“Il maestro mirava alla somma bellezza, accettando i condizionamenti del dolore fisico. Questo in tutta la sua violenza deturpante, non si lasciava conciliare con quella. Egli lo dovette perciò mitigare; dovette ridurre le grida in sospiri; non perché il gridare tradisse un’anima volgare, ma perché stravolge il volto in modo sdegnoso. Perché si immagini di spalancare al Laocoonte la bocca e si giudichi. Lo si faccia gridare, e si osservi. Era una figura che suscitava compassione, perché esprimeva insieme bellezza e dolore; adesso è divenuta solo una brutta, ripugnante figura dalla quale volentieri si volge lo sguardo, perché la vista del dolore suscita dispiacere senza che nel contempo la bellezza dell’oggetto sofferente riesca a tramutare questo dispiacere nel dolce sentimento della compassione”. Continua a leggere

IL RE DEL MONDO di Valter Binaghi

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Le conquiste di Alessandro erano come un fragrante mare di grano, che il signore riguarda compiaciuto al tramonto. Il suo nome era pronunciato con timore e venerazione: era un nome sacro, dall’Atlante all’Himalaia. Ma il discepolo di Aristotele aveva mangiato del frutto dell’universale, e ardeva per esso soltanto: unico vasto regno è il mondo, di cui chi non cinge la corona resta suddito. Perciò il suo cuore, tra tanta gloria, era oppresso da una grave nostalgia: nessuna gloria è paragonabile a quella del sole.
Un giorno un mendicante, all’angolo di una strada, fermò il suo cocchio e gli gridò:
– O Re dei re, conosco il tuo cruccio. Sappi dunque che laggiù, oltre il Gange, vive un popolo che afferma di conoscere il segreto del Re del mondo, colui che, nascosto ai più, regna senza confini: parti senza esitare, uomo ricco e senza pace! –
Per questo Alessandro, contro il parere dei suoi luogotenenti più anziani, volle spingere l’esercito fino alle terre lontane dove sorge il sole.
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UN LIBRO DA TRADURRE URGENTEMENTE

(A cura di) William A. Dembski
Uncommon Dissent. Intellectuals Who Find Darwinism Unconvincing – ISI Books

uncommon dissent

Vi propongo questa articolata recensione di Bruce Thornton, nella traduzione dell’amico Fabio Brotto che ringrazio per avermi permesso di riprodurla dal suo blog.

UNA SFIDA AL FONDAMENTALISMO DARWINIANO di Bruce Thornton

Se si dà retta a quello che si dice sui media dominanti, i critici della teoria darwiniana dell’evoluzione sono tutti creazionisti fanatici, i quali credono che il Genesi descriva letteralmente l’origine della vita, e così equivalgono, come scrive William Dembski nella sua Introduzione, a “negatori dell’Olocausto, sostenitori dell’idea che la Terra è piatta, o credenti negli oroscopi”.
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Poesia “Nevica”

Nevica, nevica.
Nevica il bagno caldo che non ricordo d’aver fatto
quando cercai di seguire l’amore
su tracce e foglie che ora la neve ricopre.
Nevica sulla terra e su altre cose.
Alta come sei, profumi di bambina
quando io sola ho la fortuna
che dove attaccano i tuoi capelli
si capiscono campi e inverni.
Nevica, e sono stagioni molto lontane.
Per arrossare questa neve così bianca
ci vorrebbe un delitto
o un timido chiamato ad amare.
Così, nell’esibizione delle passioni.
Ma nevica, e ci rintaniamo anche fuori.
Gli uccellini, l’umana miseria, le luci della vita,
gatti, scintille, la bellezza che ti perseguita,
la fede, il mare, il ricordo e tutte le arti,
il cielo ti bacia, hai quattro e venti anni,
io sono qui ad aspettarti. Nevica.

Francesca Matteoni – Inediti

Segnalo che in La dimora del tempo sospeso, il blog del nostro amico Francesco Marotta, sono in rete da oggi pomeriggio alcuni inediti di Francesca Matteoni, ex redattrice di Lpels, che consiglio di leggere. Qui
FK

Appello per l’insegnamento della “Cultura civica” nella scuola italiana

In rete e sulla stampa è reperibile il seguente appello, che appare, sotto il profilo dell’etica pubblica, ancorché sotto quello politico, assai condivisibile (E.D.L)

Nel nostro paese sta maturando una crisi morale e politica assai grave che investe in particolare le nuove generazioni. Si tratta di un fenomeno di cui si avvertono i sintomi anche nel resto d’Europa, ma che in Italia è ormai così pervasivo da avere già provocato una profonda degradazione della convivenza civile e della vita democratica. Continua a leggere

Contro i writers

Mi avrebbe fatto piacere inserire a mo di esergo, qualche frase famosa, che so di qualche grande architetto, una di quelle frasi che quando le leggi ammantano di curiosità, e inducono il lettore a cibarsi tutto il post.one.

Ma non ce l’ho, in punta di memoria, e sono addirittura troppo pigro per andarmela a cercare a bella posta, su google come magari au qualche raro testo di architettura che pure nel marasma della mia libreria dovrei avere. Continua a leggere

Grossmann:” Vi racconto il lato oscuro di Gerusalemme”

di Guido Caldiron
«In Israele il cinema svolge oggi un po’ lo stesso ruolo che la letteratura ha avuto negli ultimi trent’anni: serve al paese per guardarsi negli occhi, per capire dove si sta andando e dove, non smettendo di coltivare la speranza e la pace, si può pensare di andare «In Israele il cinema svolge oggi un po’ lo stesso ruolo che la letteratura ha avuto negli ultimi trent’anni: serve al paese per guardarsi negli occhi, per capire dove si sta andando e dove, non smettendo di coltivare la speranza e la pace, si può pensare di andare. Per questo sono qui per parlare soltanto del mio romanzo e del film che ne è stato tratto,
Qualcuno con cui correre». David Grossman è come sempre cortese, ma al tempo stesso fermo. Continua a leggere