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Una motoretta, una mucca, Ferdinando e gli altri

di Barbara Pesaresi


Era la nostra Poderosa, una scoppiettante motoretta verdolina dall’anima ribelle che in salita toccava scendere e spingere.
Per mia madre era una festa salirci sopra e allontanarsi per qualche ora da un contesto familiare un po’ opprimente; caricava me sul sellino posteriore e via a gran velocità, si fa per dire, in campagna dai nonni. All’epoca, sottostavo svogliatamente a quelle fughe perché mi distoglievano dal mio passatempo preferito: avventurarmi in bicicletta in scorribande solitarie per le strade del quartiere.

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Il paradosso

Il giovedì santo è l’invenzione dell’Eucaristia. Gesù immagina di salvare tutti con un mezzo potente, ma vede anche i sacrilegi e le profanazioni: la grande gioia e il grande, solitario dolore. Il paradosso del cuore, anche del Dio Uomo.

Sofferenze

Il Cristo ricorda alla Bossis l’importanza della sofferenza. Le dice che, presa in sé, la natura umana non può amarla, ma la soprannatura se ne impadronisce come uno strumento al servizio del progetto di Dio, e un modo per ottenere grazie che corrispondano alla Sua volontà. Aggiunge che occorre attingere al gran deposito delle Sue sofferenze, a seconda del momento che si vive: quelle dell’infanzia, dell’adolescenza, della vita pubblica. Non bisogna perderne nessuna, perché sono tutte preziose per la nostra vita.

Slanci

Gesù dice a Gabrielle di pensare a Sua Madre che si slancia verso di Lui per aiutarlo, sulla via del Calvario. Non risolve nulla, ma quello slancio, per Lui, è di gran consolazione. Così dobbiamo fare: slanciarci anche nei momenti oscuri, poi sapremo quanta gioia gli abbiamo dato.

Sia sia

Sul mettere alla prova, queste parole di Cristo alla Bossis potrebbero essere definitive.

Vedi, Io vorrei sia non metterti alla prova perché ti amo, sia metterti alla prova perché ti amo e perché tu veda la ricompensa.

Marco Marziali, Il donatore di musica

Marco Marziali, Il donatore di musica, Augh! 2019.


L’ultimo romanzo di Marco Marziali si legge d’un fiato: vicende e personaggi si rincorrono in un vortice di note e di parole, con tutti i colori delle emozioni umane.
Marco, il medico protagonista, è uno che dà ragione a Saint Exupéry: l’essenziale è invisibile agli occhi. Si porta nel cuore i bambini che hanno subito o devono subire il trapianto di midollo: “Quelli che non erano riusciti ad attraversare il tunnel del trapianto erano gli angeli del suo cuore malato, popolavano le sue notti più difficili, lo accompagnavano nelle difficoltà più impensate. Un sultano, il piccolo principe, guidava la ciurma con forza, solcando il mare della libertà eterna”.

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Cominciamo noi

Siamo noi che permettiamo a Dio di vivere sulla terra: ciò accade quando gli offriamo ogni nostra azione, quando facciamo tutto insieme con Lui. E così lo rendiamo felice. Gesù dice a Gabrielle: pensa se in tutto il mondo si facesse questo. Sarebbe uno spettacolo per il cielo. Cominciamo da adesso, cominciamo noi.

La poesia della settimana. Pier Paolo Pasolini

[Ma in questo mondo che non possiede]

Ma in questo mondo che non possiede
nemmeno la coscienza della miseria,
allegro, duro, senza nessuna fede,
io ero ricco, possedevo!
Non solo perché una dignità borghese
era nei miei vestiti e nei miei gesti
di vivace noia, di repressa passione:
ma perché non avevo la coscienza
della mia ricchezza!

L’essere povero era solo un accidente Continua a leggere→

Il più grande donatore del mondo

Gesù ha un solo, intenso desiderio: darsi. Non si lascia fermare dalla nostra ingratitudine, o dall’indifferenza. Sta alla porta e bussa. Ha bussato anche alla porta di Giuda. Ha bussato e bussa alla nostra. Possiamo rispondergli offrendogli ogni piccola cosa, col sorriso di chi dona al più grande donatore del mondo.

La piccola parte

Gesù dice a Gabrielle di riservargli sempre una parte della soddisfazione: la Sua parte. Vuole entrare nella nostra vita, per farci sentire di quale amore sia capace. Lui da sempre ci pensa, provvede a noi in ogni minimo dettaglio, non ci lascia un momento. Per una piccola prova di fedeltà, ci dona una vita d’amore eterno. Cosa può fare di più? Dunque, facciamo anche noi la piccola parte che ci spetta.

Persino

Gesù conosce la natura umana, perché l’ha creata. È al corrente delle debolezze, delle falle che si aprono, delle contraddizioni che si annidano nel cuore. Eppure ci ama, e raccomanda soltanto di fidarci dell’amore senza limiti che prova, persino, per chi lo tradisce.

“Accendere una lampada e sparire”, di Raffaela Fazio

Alcuni passaggi del contributo di Raffaela Fazio pubblicato in “Poesia, cosa m’illumina il tuo sguardo?” (Contatti, 2020), raccolta degli Atti del Convegno di Smerillo (19-20 luglio 2018) sulla via anagogica in poesia. Il volume è a cura di Massimo Morasso, che scrive nell’introduzione: “in letteratura (e in poesia) ciò che conta non è la presunta corrispondenza del fatto testuale con il realismo della realtà, ma l’oltranza semantica e la ricchezza umana di cui quel fatto sa, o non sa, farsi veicolo”.

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Cambiare

Dovremmo accogliere gli altri come se accogliessimo Gesù: con le stesse attenzioni delicate, la stessa cura delle sfumature. Sarebbe un modo sicuro per cambiare il mondo. E, udite udite, anche il modo migliore per cambiare noi.

Comunione

Gesù raccomanda a Gabrielle di abbandonarsi, di confidargli i desideri, di lasciarsi guidare in tutto, per gustare le delizie del Suo amore. E quando lei gli chiede di benedire i momenti di tutta una vita, Lui la esorta a ricordare soprattutto quelli delle umiliazioni, dove Dio si trova meglio: insomma, di restare sempre in comunione con la Sua vita nascosta.

CHIANCANCAGNA, di Giorgio Stella





                Allla memoria di Giacomo Bergamini che avrebbe detto: ‘sì bello forse troppo alla Gramigna [Giuliano] ma beviamoci sopra’.


                                                  

I


L’albero di Giuda è Cosacco, batte la bandiera dell’amore –
Il cerchio si apre e si richiude fino alla conca dell’alveare
poi con la traccia tra le taniche smarrite
nelle maschere del primo dell’anno o a carnevale
il vicolo cieco transita la muta della eco sorda a campana.
L’arsenale vanta questo tipo di nero di seppia, nella betoniera.

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La vittoria

Al disappunto di Gabrielle per la disfatta dell’esercito francese, Gesù risponde: non è meglio conquistare il paradiso, che vincere la guerra? E aggiunge che bisogna essere come bambini molto piccoli che si gettano nelle braccia del papà e, accarezzandolo, gli dicono ti amo.