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Volontà

Il problema, lo sappiamo, è la propria volontà. Il Cristo dice alla Bossis di mettere la mano nella Sua, ogni volta che sente un moto della propria volontà: perché sia modificato da Lui, e si metta al Suo servizio.

Sacrificio

Molti vorrebbero togliere, dal rito della messa, la parola sacrificio. La messa, per loro, è solo una cena. Il Cristo, mentre il prete sta salendo all’altare per la celebrazione, confida alla Bossis: sto per lasciare la grotta dell’agonia, per andare incontro a Giuda.

Me lo segno

Ci arriva una grazia e non sappiamo perché. Magari ce ne prendiamo il merito, pensiamo di averla conquistata con le nostre forze. Il Cristo dice alla Bossis che le grazie arrivano per la preghiera di un altro – di Sua Madre, per esempio – per la benedizione di un prete, la Divina Misericordia… Grazie, adesso me lo segno.

La poesia della settimana. Paul Verlaine

Bibliofilia

Il vecchio libro letto e riletto tante volte!
A pezzi, straziato e straziante, coperto di lebbra
per l’uso, rieccolo nitido e giovane volto,
e fine contatto, che gli occhi e le dita rallegra.

Quel libro creduto morto, cosa d’ombra e ribrezzo,
“non meraviglia il saggio” la sua risurrezione.
Artista insieme e mago, chi sa, o Rilegatore,
di quanto la tua opera valga più del suo prezzo.

Si riprende quel libro nella sua verde età
come una vecchia amante dal tocco d’una fata
restituita intatta nella sua verginità;

Lo si rilegge come l’antica voce d’oro
della musa ascoltando, dagli anni arrochita:
ridiventata limpida, di nuovo ci ristora.

Paul Verlaine, La pioggia nel cuore, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 191.

8 marzo

L’8 marzo fa pensare alle donne. Personalmente, credo che la donna sia indivisibile dall’uomo. Sono fatti per costruire insieme. È un cammino di purificazione, che richiede una morte. Se muoio al desiderio di autoaffermazione, all’istinto di impormi, si apre lo scenario della relazione autentica. L’altro non è più un concorrente, ma il partner di una danza che riflette l’armonia di un universo visto con altri occhi. La prospettiva è quella di una assoluta parità, perché si fa a gara a dare all’altro più importanza che a sé. L’8 marzo diventa, così, una data condivisa.

Intervista a Massimo Morasso

Ti conosco come una persona dedita alla cultura a trecentosessanta gradi. E ho come la sensazione che la tua non sia solo una passione, ma una vera e propria “vocazione”. Quale significato attribuisci a questa tua attività letteraria? E cosa potresti dire, come scrittore, sul senso della letteratura in generale?

Esistono tante vocazioni, a questo mondo. Quando uno sceglie la letteratura come vita, tale scelta è già in sé una reazione contro il caos e la barbarie, un’attestazione di disponibilità alla militanza quotidiana per la salvaguardia dei valori spirituali. 

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Richieste

Gesù dice a Gabrielle di consolarlo, perché la Sua passione è sempre, e sempre ha bisogno della nostra vicinanza. Le raccomanda le virtù teologali, cui tiene tanto: la fede e la speranza sono i primi gradini dell’amore, che va sempre alimentato, con piccoli sacrifici che lo tengano vivo. Solo l’amore conta. Dice di chiedergli di agire in lei: Lui lo farà.

Sempre presenti

di Iole Chessa Olivares


Una fiducia labile

provvisoria

appesa al cuore

come stella cadente

pur tuttavia,  stella.

C’è sempre una fessura

nell’infelicità del dubbio

una sorella vigile

per sapienza di sangue

regina nell’attesa

di un’istantanea  epifania.

Qui tra le pieghe

un vertice vagante

sovrasta 

l’orizzonte dell’IO

illumina  ciò che avanza

da pianto a pianto

e…nessuno può mancare

e…nulla veramente muore:

NOI TUTTI

nel prodigio di un attimo

sempre PRESENTI

eco prolungata

nell’infinito andare della luce

nell’eterno esistere.




Aiutare Dio

Gesù dice a Gabrielle che un po’ dell’affetto umano che riceve viene anche da Sua Madre. Per questo raccomanda di avere pensieri teneri per Lei. Poi chiede di aiutarlo a salvare certe anime alle quali vuol trasmettere grazie. Aiutare Dio: una missione straordinaria.

La poesia della settimana. Costantino Kavafis

La scadenza di Nerone

Non si turbò Nerone, nell’udire
il vaticinio delfico:
“Dei settantatré anni abbia paura”.
Aveva tempo ancora di godere.
Ha trent’anni. Assai lunga
è la scadenza che concede il dio,
per angosciarsi dei rischi futuri.

Ora ritornerà a Roma, un poco stanco,
divinamente stanco di quel viaggio,
che fu tutto giornate di piacere,
nei giardini, ai teatri, nei ginnasi…
Sere delle città d’Acaia… Oh gusto,
gusto dei corpi nudi, innanzitutto…

Così Nerone. Nella Spagna, Galba
segretamente aduna le sue truppe
e le tempra, il vegliardo d’anni settantatré.

Costantino Kavafis, La memoria e la passione, Milano, Corriere della Sera, 2011, p. 147.

Uniti

Il Cristo dice alla Bossis di chiedere anche le cose impossibili, perché Lui può tutto. L’amore approfitta di questa potenza senza limiti, che si mette a disposizione dei nostri desideri più profondi. Gesù ha sofferto, per questo, tutte le pene, perché in ogni dolore potessimo consolarci, uniti a Dio, partecipi della sua natura, intimi con l’Infinito.

Grazie

Gesù dice a Gabrielle – che ha provato una grande gioia – di ringraziare: Lui non dà soltanto sofferenze, anche se queste sembrano sempre in primo piano. Il nostro grazie gli dà gioia, lo aspetta, non lasciamolo deluso.