Archivi autore: fabrizio centofanti

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Angeli

Gesù chiede gratitudine, confidenza, intimità. Dice a Gabrielle che sono rari coloro che desiderano e comprendono il Suo amore. La esorta a fare parte di questo piccolo gregge, a consolare gli altri come un angelo, che con un sorriso strappa all’angoscia e riaccende la speranza. 

La poesia della settimana. Alda Merini

[Quando gli innamorati si parlano]

Quando gli innamorati si parlano
attraverso gli alberi
e attraverso mille strade infelici,
quando abbracciano l’edera
come se fosse un canto,
quando trovano la grazia
nelle spighe scomposte
e dagli alti rigogli,
quando gli amanti gemono
sono signori della terra
e sono vicini a Dio
come i santi più ebbri.

Quando gli innamorati parlano di morte
parlano di vita in eterno
in un colloquio di un fine esperanto
noto soltanto a Lui.
Il loro linguaggio è dissacratore,
ma chiama la grazia infinita
di un grande perdono.

da Ballate non pagate, in Alda Merini, Il canto ferito, Milano, Corriere della Sera, p. 137.

Lo Spirito

Gesù dice a Gabrielle di chiedere l’abbraccio triplice della Trinità, di accogliere lo Spirito che è fuoco divoratore, di essere strumento di consolazione grazie al Consolatore per antonomasia, di lasciarsi annientare perché sia Dio ad agire.

La lingua


Gesù dice a Gabrielle di chiedere la fame di Lui, che, anche tra i rumori del mondo, custodisce l’intimità divina. Per ritrovarsi, occorre perdersi in chi si ama. Gesù chiede scusa di parlare sulla terra il linguaggio del Cielo, quello dell’amore: è come un viandante che, in ogni posto in cui passa, parla nella sua lingua, che si impara più facilmente delle altre.

Raffaela Fazio, A grandezza naturale (2008-2018)


Dalla Prefazione di Daniele Barbieri

La ragione dei sensi

[…] questo universo crepuscolare porta con sé l’essere nella sua massima dimensione, pur coglibile solo per sprazzi, d’improvviso, confusamente, estaticamente. La prima sezione, “Il senso e l’andatura”, è quella dove questa relazione viene posta con forza programmatica: le cose del mondo vi sono concrete, materiali, e lo stesso vale per gli eventi, ma ugualmente rimandano al tempo, alla vita, all’anima, all’essere. E l’essere è insieme esistenziale, sentimentale, ma anche matematico, geometrico.
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Già da ora

La vita sulla terra è breve, dice il Cristo alla Bossis. È una considerazione molto attuale. Arriverà il momento in cui Dio ci farà sperimentare la libertà da ogni contingenza. Proveremo la gioia incomparabile di ciò che non finisce. E che assaporiamo, a piccole dosi, già da ora.

La seconda porta di Raul Montanari

di Guido Michelone

 

Stavolta il narratore in prima persona, Milo Molteni, quarantenne pubblicitario milanese, ennesimo alter ego dell’Autore nell’umana commedia postmoderna, ha la possibilità di acquistare, a poco prezzo, l’appartamento sopra il suo, al quinto piano di una tranquilla palazzina (‘disturbata’ solo dall’antipatia dell’avvocato Vegezzini). Milo, insomma all’apice della carriera, da tempo diviso dalla moglie, può quindi allargare i propri spazi e le proprie conoscenze, a cominciare, fin da subito, da Vera, l’avvenente architetta (chiamata a ristrutturare il nuovo appartamento) con la quale è subito amore fisico passionale. Ma la conoscenza maggiore giunge inaspettata grazie o a causa della seconda porta del titolo: il diciassettenne Adam entra, da un ingresso seminascosto inutilizzato, nella vita del Molteni come un ciclone, devastandogli l’esistenza, a partire dalla disaffezione verso il proprio redditizio lavoro, tra l’altro impegnato nella pubblicità sociale.  Continua a leggere→

Inesauribile


Gesù vuole confidenza, unione, intimità: che offriamo la nostra vita in accordo con l’amore delle tre Persone, che assumiamo le loro perfezioni, per supplire alle nostre debolezze, che gustiamo la potenza del perdono. Quella dei figli di Dio è una ricchezza inesauribile.

La poesia della settimana. Christina Rossetti

In riva al mare

Perché il mare si lamenta senza sosta?
Escluso dal cielo leva il suo lamento,
si arrovella sul bordo della spiaggia:
tutti i fiumi della terra non possono riempire
il mare, che beve ed è assetato.

Miracoli di bellezza
si nascondono nel suo letto inviolato:
anemoni, salsi, indifferenti,
sbocciano come fiori: vivi quanto basta
per sbocciare, moltiplicarsi e prosperare.

Bizzarre conchiglie curve, o maculate, o aguzze,
occhiute incrostazioni viventi,
belle tutte e tutte diverse,
nascono senza dolore e senza
dolore muoiono, e così passano.

Christina Rossetti, Il cielo è lontano, poesie 1847-1881, Milano, Fabbri Editori, 2000, p. 245.

Brace di porcellana, di Giorgio Stella


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– 1 – Il parco dei giochi é per i bambini morti –
batte la mirra di seta la tela della conchiglia
col cuore dello stupro nell’amplesso di seta.
Vola bassa dal poligono al miraggio
La eco della foglia radice di mare

– 2 – Sul piano [oscuro] la candela é saldata alla
Grata della tomba pregata dall’ombra.
Una secca meteora periodica
A sé stessa in massa floreale all’asta
Del bianco [del] colore –
la luce della vita é la luce morta della luce,
ambiente lontano di un luogo presente

– 3 – [E] secco sparviero con la rupe
In grembo al seme dell’uovo –
giù, nella miniera, la trincea
stacca l’uva dalla vite
sotto la lanterna della gavetta
di pietra in tali ambienti cercata –
pare che i ruderi di contorno
vantino una linfa proprio
da tale brace di porcellana

– 4 – C’é un secchio di nervi pesati
Al netto del taglio loro
Tra i fili spinati e i grembi
Degli spaghi del filo da sparo
Negati a sé stessi –
nel mattatoio della
creatura umana, l’ a n d r o i d e
di creta filtra dalla forma
le ossa della pratica di mare

– 5 – Pianto corvino deciso fino all’occhio
Che ha visto tutto lo specchio
E poi richiuso il cartoccio
Delle meringhe per allodole –
miste nel colore, medesime
nella trasfusione della coccarda
ora rosa ora bianca
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[Giorgio Stella Roma 10 marzo 2020, ore 12,07 iniziato un paio d’ore prima]

Mai

Perché non giudicare? Perché chi denigriamo potrebbe essere più santo di noi. Cosi il Cristo alla Bossis. L’umiltà è la virtù regina. San Paolo diceva di considerare gli altri superiori a sé stessi. Così non sbagli mai.