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Aprire


Ricordiamoci di Giovanni il Battista: non aveva nulla, desiderava solo il Regno e il Messia. Tante rinunce e sofferenze, ma Dio lo ha ben ricompensato. Desideriamo Gesù, soltanto Lui; chiediamogli il suo Spirito sicuri che Lui ci esaudirà, perché ama dare, più di ogni altra cosa. Apriamo il cuore, più che possiamo, per ricevere il suo dono.

Pregare troppo


Non dobbiamo temere di pregare troppo. Il Cristo è abbandonato: chi pensa davvero di lasciare ogni altra cosa per seguirlo, sperimentando che è il suo Tutto? Gesù è un “povero amore”, come dice Lui stesso alla Bossis. Trascurato, incompreso, lasciato solo troppe, troppe volte. Ecco perché non dobbiamo temere di stancarlo, non deve sfiorarci in alcun modo il dubbio di pregare oltremisura.

Il Nome


Il Nome di Gesù è miracoloso. È il più potente che esista: Jehshuah, Dio salva. Un nome che guarisce, che consola. Per conoscere la gioia profonda, occorre affidarsi integralmente ad Esso, alla tenerezza di cui necessitiamo, alla salvezza che agisce solo in questo Nome santo e glorioso. Sentiamoci suoi, e nulla ci farà paura.

I tratti che restano


Amiamo la verità naturalmente, perché così Dio ci ha creati. Lui è verità, e al di fuori c’è il nulla del peccato, la perversione che sfigura l’Immagine, la caricatura che perde i lineamenti del Modello. Ogni nostro atto ha un’eco in Cielo o all’inferno: tutto, di là, prende i tratti che restano per sempre.

Maria


Per noi abbiamo il Re del Castello, ma anche sua Madre. Ha sofferto per farci nascere al cielo, vedendo morire suo Figlio. Chi soffre di piu, più ama. Maria ha vissuto per Dio: lasciamo che lo insegni anche a noi. La vita spirituale è complessa, faticosa, segnata da alti e bassi: chi ci aiuterà a ricevere la grazia necessaria per percorrere il cammino? Maria, I Santi. Stiamo con Lei, stiamo con Gesù, con loro sentiamoci in famiglia.

L’atomo


Vivere d’amore, con uno sguardo d’amore, per cominciare a capire. Occorre volere solo questo: respirare col respiro di Cristo, attendere tutto e solo da Lui, convincersi che al di fuori della sua Persona nulla ha valore. Ma con Lui, anche l’atomo più insignificante è come l’oro purissimo, la perla più preziosa che esista.

Pensiero positivo?


Casa c’è di più bello dell’unità dei cuori? Con Gesù è così. E Lui pensa a noi, povere creature bisognose d’aiuto. Il pensiero positivo ci fa un baffo: uniti al Cristo è impossibile non pensare bene. Vive perché noi siamo felici, sicuri, riempiti di una Vita senza fine.

Che conta?


Abbiamo una grande chance: fare per Gesù, offrire per Lui. Dichiariamolo all’inizio del giorno: sarà tutto per Te. E ripetiamolo, nelle ore successive: per Te, per Te. È questa la nostra ricchezza, la vera gioia. Fare per Lui e come Lui. Il resto che conta?

Più


A volte siamo preoccupati: di perdere questo o quello, di non saper risolvere un problema. Ma non dobbiamo mai dimenticare che Gesù è lì, ci segue passo passo, conosce ciò che è bene e opportuno per il nostro cammino,
Piuttosto, cerchiamo le cose che ci accomunano con Lui: più gli somigliamo, più sul nostro volto appariranno i suoi tratti, più il Padre ci colmerà dei veri beni.

Trittico e lamentazione di Armando Rudi


di Giselda Pontesilli

Su Trittico e lamentazione di Armando Rudi

 

Leggendo Trittico e lamentazione del poeta di Mozzate, Armando Rudi, ci troviamo di fronte a un’idea di poesia come estroversione e introversione, e come reversibilità dell’una nell’altra: reversione continua, ciclica, perché, dopo le tre parti del Trittico (I Camini, Orti, Il Vento), canto esaltante dell’ambiente, del “paesaggio” culturale e naturale, c’è il controcanto, il ripiegamento interno e tremendo della Lamentazione (Lamentazione d’un Giobbe moderno), che noi però non  sentiamo come esito finale, bensì – talmente imponente e magnificante è stato il canto – come premessa d’un ritorno al canto, così come accade nel Libro Sapienziale di Giobbe, appunto. Continua a leggere→

Il regno


Facciamo spazio a Gesù, chiediamogli che venga il suo regno, come in cielo così in terra, e Lui invaderà tutti gli spazi. Portiamogli anime: non sono mai troppe, non ne ha mai abbastanza. Vuole altri pesi sulle spalle, è il Buon Pastore. Parliamogli di coloro che vorremmo salvasse, non abbiamo timore di sovraccaricarlo: chiamerà con insistenza tutti quelli il cui nome noi pronunceremo.

Camminare


Gesù potrebbe farci santi in un istante, ma non lo fa. Vuole che fatichiamo con costanza, per rimanere umili. Anche Lui è salito sul Calvario, lentamente, sotto il peso infame della croce. Ed è arrivato. Bisogna camminare, con coraggio, chiedendo ad ogni passo il suo supporto.

Limiti


Siamo pieni di limiti, di pressapochismi, come li chiama la Bossis. Ma Gesù raccomanda di non scoraggiarci, di affidarci, perché sia Lui a colmarci, con la misura che gli è propria. Dobbiamo solo riconoscerci nulla, incapaci di tutto. Egli è per noi quello che crediamo possa essere: di là rimpiangeremo di aver creduto così poco.

Premio letterario Antonia Pozzi, Voci di un eterno dire


COMUNICATO STAMPA

Antonia Pozzi, VOCI DI UN ETERNO DIRE: il primo premio letterario che apre all’infinito e rivolto a giovani voci.

 

In una sede particolarmente esclusiva come quella di Clubhouse Brera verrà presentata alla stampa la prima edizione del concorso poetico, dedicato alla poetessa milanese Antonia Pozzi, VOCI DI UN ETERNO DIRE, ad 80 anni dalla sua prematura scomparsa.

In collaborazione con la Galleria Whitelight Art, Fondazione Crocevia, Puntoacapo editrice e con l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle, nei pressi della quale la poetessa si tolse la vita a soli 26 anni d’età, saranno presenti numerosi esponenti della cultura italiana e verrà resa pubblica la Giuria Senior della quale fanno parte poeti, giornalisti e scrittori noti al pubblico; contestualmente si presenterà anche la Giuria Junior composta da studiosi del linguaggio e comunicatori, e verrà narrata la genesi di questo premio letterario e reso noto il suo bando che è rivolto esclusivamente a giovani dai 14 sino ai 26 anni. Continua a leggere→

Non amare abbastanza


Possiamo chiedere ai santi di darci il loro modo di amare: è un tesoro disponibile, perché tutto, nell’amore, è condivisione, dono generoso. Impetriamo, per esempio, il loro pentimento, e raccontiamo i nostri errori a Gesù, deplorandoli, addolorandoci per essi: la sofferenza più profonda che possiamo avere, infatti, è non amare abbastanza.

Vedranno Dio


Un dialogo d’amore con Gesù: questa è la fede. Un colloquio intimo con la verità, la bellezza, la bontà fatta Persona. Cerchiamo tante cose, siamo ostinati nell’illuderci, e trascuriamo il fatto che manca così poco per scorgere i tratti dello Sposo: beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Il direttore


Gesù è il direttore d’orchestra: conosce le note della nostra anima, le orienta, le corregge, le armonizza, per presentarle al Padre come un canto capace di coinvolgere. Per questo è bene parlargli, attendere le sue risposte, che sono le più profonde e le più sagge; perciò è conveniente pensarlo il più possibile, parlargli, dichiarargli, senza vergogna, il nostro amore.

L’intenzione


Donarsi al prossimo per amore di Gesù non richiede sempre una specie di eroismo: si compie, spesso, nelle piccole cose, in gesti quotidiani anche invisibili. Quello che conta è l’intenzione. Lo diceva don Mario: l’intenzione è lo spirito. Più importante del cosa è il come.