
Non dobbiamo avere che un pensiero: amare Dio, estendere il Suo regno, proclamare la Sua gloria. Così dice il Cristo alla Bossis. Solo di là capiremo quanto abbiamo fatto, con l’aiuto della grazia, in questo senso. E, soprattutto, occorre credere che senza di questa siamo nulla. Saremmo tristi e persi senza il soccorso dell’Amore: Gesù avrebbe affrontato la passione anche solo per me, per salvare soltanto la mia anima: è già beatitudine comprenderlo.
Archivi autore: fabrizio centofanti
Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 4
Portare a Dio

Riportare i peccatori a Dio: un bel progetto. Quando cammini, pensa di andarne a prendere uno per condurlo a Me, suggerisce il Cristo alla Bossis. Come convincere i lontani? Lasciando parlare la grazia, che comunica il sapore, l’odore del cielo. Possiamo affascinare solo se in noi, nella settima stanza, dimora l’Amore. Quell’Amore che dimentica di essere Dio pur di donare, e accogliere il dono che gli offriamo.
Dimenticare
Contare

Contare fino a dieci è una bella invenzione. Siamo troppo precipitosi, e così commettiamo tanti errori. Perché non lasciare alla grazia il tempo di fare il suo lavoro? Quanti migliori esiti vedremmo! Potremmo imparare a offrire l’intervallo temporale, approfittarne per rivolgerci a Gesù, con premura e tenerezza. Lui ci aspetta: attende per anni che qualcuno lo degni di un pensiero, di uno sguardo. Ed è attratto irresistibilmente dall’umile che ne invoca la presenza.
Non so se mi spiego
Il punto di vista di Dio

Gesù ha bisogno di noi, perché ci ama. E ci ama con l’amore di un Dio. Possiamo immaginarlo? Nessuno ci desidera così. Ricambiandolo, avendolo sempre davanti al nostro volto, vedremo tutto attraverso di Lui. Gli occhi di un Dio! Non potremo più tornare indietro, non vorremo nulla di meno del suo punto di vista originale.
Medicine

Signore, da chi andremo? si chiedeva Pietro. E aveva ragione. Ne so qualcosa: quante strade sbagliate, per trovare la Via. Per capire che le altre sono false gioie. Come spiegarlo, come convincere di questa verità? Sono arrivato a una conclusione provvisoria: la guarigione profonda è l’argomento più efficace che ci sia. Se si accorgono che sei guarito, cercheranno la stessa medicina.
Passiamo all’altra riva

Passiamo all’altra riva: Gesù lo dice spesso, nel Vangelo. È un simbolo pregnante del noto cammino dall’io al tu, del percorso bello e faticoso dell’amore. Ma uno sguardo più acuto permette di capire che è anche il simbolo del passaggio ultimo, dell’approdo finale della vita: l’incontro con Cristo, che sarà tutto in tutti. Lo desideriamo? Saltelliamo di gioia, al pensiero, come l’agnello nella valle? Questa è la fede, la fiducia di chi attende un Bene senza pari.
Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda. 7
Un giorno di Dio

Gesù chiede alla Bossis di dividere il giorno in tre parti: la mattina col Padre; da mezzogiorno, lasciarsi dare il Figlio, che la sera e la notte la consegna allo Spirito Santo. È una giornata all’insegna della Trinità, che prende sempre più spazio, guida la persona nei pensieri, nelle parole, nelle azioni. C’è qualcosa di meglio? I Padri della Chiesa dicevano che l’uomo abbandona il peccato solo se trova qualcosa di più bello: un giorno tutto di Dio ne è l’esempio più eloquente.
Come morire
Da assumere quotidianamente, fino in fondo.
Quale delle due

Chi ha paura di Dio? Di un bambino in una mangiatoia? Di un uomo che offre mani e piedi ai chiodi, disteso su una croce? È così difficile capire che ci ama? Dobbiamo inventarci coincidenze astruse e disconoscere che i doni li fa Lui? Sarebbe più semplice pronunciare la fatidica parola: grazie. Allora saremmo noi stessi, avremmo trovato la nostra identità.
Come quando
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Gesù è lo stesso Cristo che è in cielo, quando è qui a ispirarci. A qualcuno, addirittura, appare. È così anche per noi, creature pensate per cominciare a essere ciò che saranno, quando questi vincoli mortali, la complessa eredità del peccato, non avranno più potere: allora vivremo come angeli, figli felici di abitare nella casa del Padre.
Le scelte di Dio

Dio sceglie. Ha sempre scelto: gli apostoli, gli amici, le persone da guarire. Vogliamo contestarglielo? Tanto sceglie lo stesso. Ognuno di noi ha un ruolo, una funzione, nel suo Progetto d’amore. Da parte nostra, parliamogli della miseria che ci contraddistingue, l’unico possesso certo. Siamo come il povero alla porta del ricco: Lui non mancherà di elargirci i suoi favori. E allora proveremo gioia. Satana ha i suoi rappresentanti, che battono la terra strada per strada; anche Dio li ha: sono coloro che diffondono la gioia.
Dell’amore
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da qui
Che se ne fa, Gesù, delle nostre offerte? Siamo ingenui, superstiziosi, illusi? No, Lui vede l’investimento di intelletto, memoria, volontà: apprezza che siano messi al suo servizio. Prende ciò che gli diamo, e lo deposita nel suo tesoro. Ricordate le parole del padrone al servo pigro della nota parabola? Avresti potuto mettere in banca il talento ricevuto: avrei riscosso gli interessi dovuti. Dell’amore non si butta niente, cantava De Gregori.
Luigi Maria Corsanico legge Charles Baudelaire. 2
Piccoli gesti

Cresciamo in tutto, ma non nella relazione con Gesù. Eppure si cambia, inevitabilmente: persino gli animali mutano i toni secondo le occasioni. Dire una parola in più, esprimere meglio un sentimento, manifestare un’emozione, sono cose che gli fanno piacere: perché negargliele se è così semplice renderlo felice?
Senza Te

Dio non perdona la disperazione. Perché, chi dispera, pensa che Gesù sia crudele, cattivo, mentre è bontà infinita. È al nostro servizio, con una premura inconcepibile per un re della terra. Per questo dovremmo rispondere al suo amore, dirgli “senza di Te la vita non ha senso”, sentirci esiliati e perduti sulla terra. Tutto passa. Poi, finalmente, comincerà la festa, la gioia infinita delle nozze.



