Archivi autore: fabrizio centofanti

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Il Marchese de Sade secondo Jacques Chessex

di Guido Michelone

L’ultimo romanzo dello scrittore elvetico francofono (1934-2009) da molti ritenuto fra i massimi esponenti della narrativa francese contemporanea è una curiosa rivisitazione degli ultimi mesi del Marchese De Sade (1740-1814) trascorsi nel manicomio di Charenton. L’autore racconta un’esistenza in cattività, in cui però l’’illuminista’ (romanziere, poeta, drammaturgo, filosofo, libertino, pornografo) gode di molti privilegi, che gli consentono di perpetuare le ‘malefatte’ da sempre commesse, tra spinte rivoluzionarie e aberrazioni dissolute (giustificate all’epoca ai limiti della follia). Continua a leggere→

32. Quando meno te l’aspetti

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Lo senti ancora: un formicolio che sale dalle dita, attraversa la mano, percorre il braccio e arriva fino al cuore, sotto forma di fitta. Sono i momenti in cui ti volti indietro e ti chiedi se hai fatto abbastanza e quante cose rimarrebbero in sospeso e come se la caveranno quelli che finora si sono affidati alle tue cure. Continua a leggere→

31. In fondo al cuore

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La telefonata è arrivata. Te ne accorgi guardando il cellulare, dove hai visto il cognome, senza titoli: s’impone con violenza, evidente come ciò che non ammette né prevede repliche. Ti guardi intorno, per cercare aiuto. Gli amici ti contemplano sorpresi: qualcosa che non va? Niente; doveva arrivare, prima o poi. Continua a leggere→

30.Per cambiarla

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Ormai la conosci a memoria, questa strada; non sai più dire se sia un bene o un male, a volte è così difficile distinguere. Il pino spezzato, per esempio, con la chioma rivolta verso terra in cui sembra concentrarsi il dolore del mondo; o le piante che tracimano dalla palizzata come fossero mani che chiedono soccorso; e il cielo azzurro-carta da presepe, con la macchia chiara all’orizzonte che si adagia lentamente sui campi pieni di sterpi. Continua a leggere→

27. Due mani

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Ti hanno detto che da un po’ di tempo ti ripeti. Hai incassato senza batter ciglio, anzi, con un sorriso che sapeva di ringraziamento. Ma ora che sei davanti alla tastiera ti sembra che le dita siano ancora più pesanti; la malattia che senti crescere in un punto sconosciuto del tuo corpo avanza, ti pare, più velocemente. Continua a leggere→

26. Oltre il cancello

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Il punto del dolore. Le parole di Claudia continuano a girarti nella testa. Sei troppo agitato, devi uscire. Prendi l’auto e ti avvii verso il quartiere della tua giovinezza, le aiuole disseminate di eucalipti, gli oleandri che traboccano dal recinto dei giardini, le ville che si affacciano tra un pino e l’altro come per spiare chi passi nella strada. Continua a leggere→

Libera nos a malo

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C’è chi va fino in fondo, anche se fischiano le bombe,
chi perde un amico lungo l’autostrada
dove partire è un po’ morire, dove non basta credere
che serva una giustizia a questo mondo,
e che un giudice è un servo del diritto,
e come tale non si tira indietro
nemmeno se sapesse che il mattino
potrà essere quello senza sera,
anche se quelli che per così dire
governano, ma sono governati
dalla paura sono certi
di rientrare puntuali per la cena,
e se qualcuno pagherà per questo
non è il caso di farla tanto lunga:
c’è sempre un Cristo, un Ghandi, un Borsellino
in via d’Amelio a darsi in pasto ai denti dello squalo,
a farsi in pezzi prima che la notte
giunga. Pater, libera nos a malo.

25. Una vita intera

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Troppe cose, ti dici, troppe cose. Lo capisci adesso che ogni lettera che batti è una fatica improba, una sfida impossibile col cervello che si rifiuta di collaborare, col senso di nausea che ormai non avvertivi più da tempo. Continua a leggere→

24. Che cosa scriverai?

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Mi aiuti col Romanticismo? Certo che ti aiuto. Bisogna essere romantici per capirlo veramente? Lo capisco perfino io, che sono un prete. I preti non sono romantici? Lo fissi negli occhi: uno studente di scuole di scrittura! Continua a leggere→

23. Tra quelle stelle

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Il copione lo conosci a memoria. Attraversi la zona popolare, poi giri nella strada che hai ribattezzato della pubblicità, con la maggior concentrazione di cartelloni, forse, del mondo, arrivi davanti al deposito degli autobus, t’infili a destra, poco prima del ponte, scendi dall’auto davanti alle baracche, dove già intravedi i ragazzi seduti intorno al tavolo: Visnia dal seno prorompente che ti sbircia con la coda dell’occhio, Lela, la bambina che sorride come avesse sempre da confidarti un gran segreto, e poi Robert, Liùbisa, Shakira. Continua a leggere→

22. Il buco nero

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Ti senti meglio; terminata l’omelia, l’assemblea ti ha perfino applaudito. Proprio oggi che il papa ha diffidato i preti dal predicare per l’applauso. Ma tu non l’hai cercato, è venuto così e li hai pregati subito di smettere, gli hai fatto capire che non era il caso. Continua a leggere→

21. Mi fai entrare?

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Ti hanno invitato alla Festa dell’Unità tra Caracalla e il Circo Massimo, per partecipare a un dibattito sui temi del sociale. Sono due notti che non dormi. Ci vai o non ci vai? Già ti immagini la telefonata: pronto, sono io, come lo spieghi? sono andato; così, senza pensarci? Continua a leggere→

20. Guarisci

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Già, Chiaraluna. Ti sembra che tutto torni a lei, che ogni filo delle tue giornate porti alla stanza verde e bianca, piena di macchine che indicano cifre, medici e infermieri che volteggiano come farfalle stanche da un paziente all’altro, l’odore dell’alcol, le scatole dei farmaci, il banco pieno di carte, l’universo chiuso in cui tutto e nulla accade, dove ogni respiro pare un regalo della provvidenza. Continua a leggere→

La lingua italiana in trasferta a Helsinki

di Guido Michelone

All’Università di Helsinki, in Finlandia, si è svolta, dal 18 al 20 giugno scorsi, un’importante iniziativa culturale: il XII Congresso SILFI, ovvero la Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana. Il titolo del convegno è già di per sé intrigante, anche per i non addetti ai lavori: Dal manoscritto al Web: canali e modalità di trasmissione dell’italiano; e il sottotitolo ne precisa i contorni epistemologici: Tecniche, materiali e usi nella storia della lingua. In tre giorni assai fitti di relazioni e dibattiti, dove si sono avvicendati un’ottantina di italianisti provenienti dai maggiori atenei di tutt’Europa, i temi e i problemi della lingua italiana sono stati affrontati in svariate prospettive, con specifiche attenzioni verso l’italiano parlato attuale. Continua a leggere→

19. Dall’altra parte del mare

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Ti affacci alla finestra: sono tanti; ogni minuto che passa, diventano di più. Ti ripeti il discorso, ma sai che le parole non reggono il confronto. Non hai nemmeno raccolto, come fai di solito, le informazioni dai parenti. Continua a leggere→

Intervista a Guido Michelone

di Massimiliano Muraro

A Vercelli chiunque sia appassionato di jazz, nel caso necessiti di qualche informazione, sa che può contare su Guido Michelone, vera e propria enciclopedia vivente di musica e cinema. Scrittore, poeta, saggista, sceneggiatore, Michelone ha all’attivo un numero impressionante di pubblicazioni che trattano di argomenti molto eterogenei tra di loro: il cinema di Roberto Rossellini, un prontuario sui Simpson, uno studio sul rapporto tra Morgan, De Andrè e Lee Masters, colloqui con famosi jazzisti e via dicendo. Ultimamente si è cimentato in un’insolita, quanto innovativa, esperienza. Infatti ha collaborato con SADO (Società Anonima Decostruzionismi Organici), il progetto musicale portato avanti da Paolo Baltaro e Sandro Marinoni, con i quali ha ideato un doppio cd dal titolo Weather Underground. Continua a leggere→

18. Perché me lo chiede?

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Non sai perché, ma in certi momenti le dita funzionano di nuovo: come se qualcuno le mettesse miracolosamente in sesto. Non hai il tempo per pensarci. Oggi sei andato a pranzo con due politici e quattro preti definiti progressisti. Continua a leggere→

17. Il campo

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Sei arrivato al campo col colletto e la camicia azzurra: troppo elegante per questo posto dimenticato dagli uomini ma non da Dio, perché Lui, alla fine, ha una memoria di ferro, come gli oggetti sparsi tra le erbacce: un frigorifero, un tostapane arrugginito, una radio con l’antenna rotta. Continua a leggere→