Archivi categoria: Interviste

VIDEO-INTERVISTA DI SONIA CAPOROSSI A GIOVANNI AGNOLONI

Da Critica Impura

La critica letteraria Sonia Caporossi intervista lo scrittore Giovanni Agnoloni per il blog “Critica Impura”. Tema portante dell’intervista è il movimento letterario connettivista, con riferimento al suo Manifesto e, specificamente, al tema dell’Oltre (già trattato teoricamente da Agnoloni in questo articolo).

All’interno di questa video-intervista, vengono analizzati i motivi ispiratori della poetica del Connettivismo e le più recenti pubblicazioni dei suoi esponenti principali.

Particolare attenzione viene quindi dedicata ai saggi scritti, curati e tradotti da Giovanni Agnoloni come studioso di J.R.R. Tolkien, nonché alla sua serie narrativa della “fine di internet”, ad oggi comprensiva dei romanzi Sentieri di notte e La casa degli anonimi, oltre allo spin-off/interludio Partita di anime (Galaad Edizioni),in attesa del romanzo conclusivo, la cui uscita è prevista per l’autunno 2016. Continua a leggere

Dieci domande a dieci scrittori-traduttori. Lo sguardo obliquo sulla realtà: Wu Ming 2

wu_ming

Wu Ming 2, uno dei componenti del collettivo Wu Ming, autori di romanzi e racconti sia collettivi che individuali, ma anche di una molteplicità di altre produzioni, iniziative, articoli, interventi, imprese, attività di diffusione e di guerrilla mediatica volte a mettere in evidenza le forzature e le contraddizioni del potere: il materiale è tale e tanto che, per la prima volta da quando è iniziato questo ciclo d’interviste, mi trovo in difficoltà a sintetizzare in dieci domande quello che vorrei chiedere.

1) Forse la cosa migliore è partire dal vostro romanzo d’esordio, Q, prima opera pubblicata da una grande casa editrice italiana con formula Creative Commons (ai tempi si trattava di qualcosa d’impensabile) e che quando uscì suscitò un vespaio di reazioni. Q contiene già in nuce, e al tempo stesso straordinariamente chiari nelle loro potenzialità, tutti gli elementi della vostra poetica. Una storia dalla parte dei reietti, insieme colta e popolare, raccontata con una scrittura quasi fiamminga, attenta al dettaglio ma con innumerevoli dinamiche interne. È una cosa che mi sono sempre chiesto: perché iniziare tutto così, con Q, con una travolgente avventura dietro le quinte della Riforma Protestante?

Il perché non lo sappiamo nemmeno noi, e se provassimo a ricostruirlo, sarebbe una spiegazione imposta a forza su una catena di eventi fatta di istinto, coincidenze, incoscienza e amicizia. All’epoca – era la metà degli anni Novanta – collaboravamo in vari progetti, dalla radio al teatro di strada. Pubblicavamo una rivista, scrivevamo racconti individuali, ci venne in mente di provare a concepirne uno collettivo, e per non rischiare di auto-limitarci cominciammo a parlare addirittura di un romanzo. Letture comuni – in particolare il saggio di Raoul Vaneigem, Il movimento del Libero Spirito – ci portarono a scegliere l’età della Controriforma come scenario condiviso nel quale animare l’intera vicenda.

2) Q era firmato Luther Blisset (pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di, cito Wikipedia, “destabilizzatori del senso comune”) mentre tutti i romanzi successivi portano la firma Wu Ming. C’è una ragione per questa sorta di passaggio di consegne?

La ragione è che Continua a leggere

La terra o il testimone, di Francesca Tini Brunozzi

Tini Brunozzi e Perfumo
Intervista di Elisabetta Perfumo per La poesia e lo spirito

Dopo il felice esordio nel 2007 con il libro Frau (Edizione Torino Poesia), la poetessa Francesca Tini Brunozzi, vercellese ma di origini umbro-lombarde, torna a una raccolta di liriche con Mi è testimone la terra (edito da Barbera di Siena) che è un vero e proprio poema in cui l’impostazione potrebbe addirittura rammentare l’ormai classica Antologia di Spoon River dello statunitense Edgar Lee Masters. Continua a leggere

Il regista, di Elisabetta Cametti

cametti elisabetta
Commenti e intervista con l’Autrice
(a cura di Betty Perfumo e Guido Michelone)

Elisabetta, in questo tuo romanzo, Il regista, fresco di stampa, introduci al tuo pubblico una nuova protagonista, la fotoreporter Veronika Evans: ce la puoi presentare?

Veronika è una fotoreporter determinata a portare alla luce le ferite dell’emarginazione nelle metropoli. I suoi scatti ritraggono il lato cupo di New York: senzatetto morti di stenti sui marciapiedi, cani randagi alla ricerca di cibo nei cassonetti, disabili e anziani abbandonati a se stessi. Continua a leggere

Jazz Forever, Intervista di Elisabetta Perfumo a Guido Michelone

Jazz forever MICHELONE
Come nasce il tuo nuovo libro Jazz Forever?

Nasce come aggiornamento di un mio precedente volumetto, che avevo pubblicato, circa vent’anni fa, con il semplice titolo Jazz: in vent’anni le cose cambiano nel mondo, nel jazz, nella vita, nell’editoria, nell’esperienza personale di un autore che, quasi in coincidenza con la pubblicazione di quel libricino (il primo mio, sul jazz), iniziava un percorso accademico che lo portava a insegnare la storia del jazz prima in un master universitario e poi al corso di laurea in jazz del Conservatorio. Da allora di libri sul jazz ne ho pubblicati molti. Continua a leggere

Adriano Bassi, una vita per la musica

BASSI al pianoforte FOTO
A colloquio con il pianista, lo studioso, il critico

di Guido Michelone

Pianista, studioso, didatta, critico musicale, Adriano Bassi è senza dubbio tra i gli intellettuali di spicco all’interno del panorama musicale classico, grazie a un’attività indefessa, che lo ha portato in tempi recenti a pubblicare, dopo aver scritto la prima monografia al mondo sul jazz man Giorgio Gaslini, un altro volume biografico, riguardante Renzo Rossellini, fratello del più noto Roberto Rossellini (regista e padre del neorealismo) che, oltre le colonne sonore per i lungometraggi di quest’ultimo, vanta una produzione compositiva di prim’ordine, soprattutto nell’ambito della musica religiosa contemporanea. Di questo e altro si discute con Adriano Bassi in esclusiva per La Poesia e Lo Spirito. Continua a leggere

Dieci domande a dieci scrittori-traduttori. Riuscire a trasmettere la voce dell’autore: Silvia Pareschi

images

Silvia Pareschi, traduttrice dall’inglese all’italiano di grandissimi autori – da Jonathan Frazen a Zadie Smith, da Junot Díaz a Julie Otsuka, da Nancy Mitford a Don DeLillo (e molti altri ancora) – …… Ciao Silvia, innanzitutto complimenti per il tuo lavoro di traduttrice e per aver dato la possibilità a moltissimi italiani di conoscere le opere di alcuni dei migliori autori degli ultimi anni. Comincerei con un paio di domande alle quali hai già risposto probabilmente molte volte, ma che possono aiutarci a capire chi sei.

1) Come sei arrivata a fare la traduttrice?

Grazie a una buona dose di fortuna. Mi sono laureata in lingue con una vaga idea di voler tradurre letteratura, quella russa, però. Dopo la laurea e una serie di lavoretti per sbarcare il lunario, mi sono iscritta al master in tecniche della narrazione alla scuola Holden di Torino, sempre con una vaga idea di voler lavorare nel mondo dell’editoria. Durante il master, mentre seguivo un seminario sulla traduzione, venni notata dalla docente, Anna Nadotti, che mi segnalò alla casa editrice Einaudi. La mia prima traduzione pubblicata fu Le correzioni di Jonathan Franzen. Non potevo sperare in un esordio migliore.

2) Parliamo, appunto, dei tuoi esordi nel difficile mondo della traduzione. Te lo chiedo soprattutto a nome di quanti non conoscono certe dinamiche dell’editoria. Come funziona? Scegli tu chi tradurre? Vieni scelta? E cosa succede se non riesci a sviluppare un feeling con l’autore e col testo?
Continua a leggere

MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO – incontro con Patrizia Rinaldi

di Massimo Maugeri

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. E? laureata in Filosofia, specializzata in scrittura teatrale. Partecipa dal 2010 a progetti letterari presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Ha pubblicato diversi libri (molti dei quali tradotti all’estero, o in corso di traduzione), sia nell’ambito della letteratura per ragazzi (pubblicati dalle edizioni Sinnos), sia con riferimento alla serie di Blanca (per le edizioni e/o). Di recente, sempre per le edizioni e/o, è uscito un nuovo romanzo intitolato “Ma già prima di giugno“: una storia che ha per protagoniste due donne (una madre e una figlia), imperniata sui ricordi e sul filo che lega la grande Storia alle storie individuali.
Ne ho discusso con l’autrice… Continua a leggere

Dieci domande a dieci scrittori-traduttori: Nicola Lagioia

images

Nicola Lagioia, autore di romanzi, racconti e saggi, editor di nichel, la collana di letteratura italiana di minimum fax, e personalità molto attiva nel panorama culturale italiano, uno degli scrittori di cui, negli ultimi tempi, si è parlato (e si sta parlando) maggiormente…

1) Da Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi), pubblicato nel 2001 da Minimum Fax e vincitore del premio Lo Straniero, a La ferocia, 2015, pubblicato con Einaudi e vincitore del Premio Strega. E nel mezzo due altri romanzi Occidente per principianti, 2004, Einaudi, vincitore del premio Scanno e Riportando tutto a casa, 2009, vincitore del Premio Viareggio, senza contare le opere a più mani, i saggi e i racconti: com’è cambiata (se è cambiata) la tua maniera di raccontare storie e di rapportarsi al mondo?

Mi sembra di poter dire che, dal primo romanzo alla Ferocia, sono andato sempre più verso la costruzione di una storia. Verso romanzi, cioè, che avevano un impianto narrativo sempre più pronunciato e complesso. Credo di essermi reso conto, andando avanti, che il Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 12.

papiro
B) Il Vangelo come non l’avete mai letto, (2014), si divide in due parti: una prima più esegetica, dove a parlare è lo studioso di Sacra Scrittura e una seconda dove l’esegesi lascia il posto al racconto. Nella seconda parte del libro procedi per immedesimazione, una tecnica che ricorda quella precedentemente utilizzata in Nessuno è più importante di te, e le voci dell’autore e del protagonista spesso si fondono in un’unica voce. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 11.

Beato Angelico
B) Leggendo Diventare se stessi, si ha la sensazione che questo divenire si realizzi più per ri-costruzione che per costruzione.

F) Ricostruire è importante, ma il problema è la prospettiva, o meglio la chiave con cui l’operazione si conduce. Si dice che il diario sia terapeutico, ed è vero: l’importante è che crei una distanza dal magma della vita, dalle reazioni più istintive, dal mare agitato in cui ci si trova troppo spesso a vivere. Ricostruire il passato significa vederlo con gli occhi dell’oggi, dalla roccia che appare nuovamente, dopo una tremenda mareggiata. Continua a leggere

Darwin Pastorin, il poeta dello sport

pastorin darwin FOTO
di Guido Michelone

La ristampa, con nuova veste grafica, dei cinque libri per ragazzi che il brasiliano-torinese Darwin Pastorin – nome assai noto al giornalismo sportivo – dedica alla storia e alla tecnica del gioco del calcio, è un ottimo pretesto per un’intervista con lui – in esclusiva per La poesia e lo spirito – che tocchi svariati argomenti (letterari e non), per conoscere meglio un narratore e un cronista di estrema sensibilità, al punto da poter essere considerato un autentico ‘poeta dello sport’. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 8.

labirinto
B) Sono tanti i livelli di lettura che È la scrittura, bellezza!, Yehoshua e Stelle offrono, colpisce la stratificazione di senso. Sembrano dei labirinti, all’interno dei quali ogni lettore – e questo si nota soprattutto nel blog perché la reazione è più immediata – segue un suo filo personale per trovare l’uscita, diverso da tutti gli altri e al tempo stesso complementare e indispensabile a tutti gli altri. In Stelle, nella seconda parte dal titolo Fofner, scrivi che il lettore deve fare la sua parte, è lui che mette insieme i pezzi, le tessere sparse del mosaico che si va definendo a poco a poco. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 7.

Scrivere
B) In È la scrittura, bellezza! proponi una riflessione, ironica ma anche un po’ amara, sulla scrittura e sulla letteratura, sul mondo dell’editoria e quello degli ambienti letterari di tendenza che animano il web e non solo, sugli snobismi intellettuali, nonché sulle scuole di scrittura e l’aspetto più commerciale di questa pratica. Il rischio, mi pare di capire, è che, tra le altre cose, ci si dimentichi che scrivere può anche essere una passione disinteressata, grazie alla quale chi scrive riesce, o almeno ci prova, a dare una forma e una consistenza al mondo e a se stesso. La scrittura, quindi, come processo creativo.
Dopodiché è vero che si scrive per essere letti, nessuno intende certamente negarlo. Così come nessuno intende affermare d’essere immune dalla vanità. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 6.

Lpels
B) È la scrittura, bellezza! (2012), Yehoshua (2013) e Stelle (2012), sono accomunati da una caratteristica: la sovrabbondanza. Mi riferisco ai tanti personaggi, agli intrecci, alle citazioni e ai riferimenti letterari. Insomma, per il lettore non è sempre facile mantenere la rotta. Questi tre romanzi, pubblicati a puntate sul blog La poesia e lo Spirito, come la maggior parte dei tuoi testi, hanno suscitato molti commenti. C’è stata molta partecipazione, al tempo stesso, però, hanno anche ricevuto critiche di incomprensibilità. Continua a leggere

GIACOMO SARTORI, “ROGO”. INTERVISTA DI MARINO MAGLIANI

Intervista di Marino Magliani

(Articolo già uscito su Mente Locale)

rogoMarino Magliani – Nel tuo nuovo romanzo Rogo si alternano tre vicende di figlicidi, che poi si rivelano essere legate tra loro. Come ti è venuta l’idea di abbordare questo tema, non certo facile?

Giacomo Sartori – Come per gli altri miei romanzi non c’è dietro una decisione razionale, sono partito da fatti di cronaca che mi hanno colpito, e che hanno creato in me la voglia di affrontarli con i miei mezzi, che sono quelli del narratore. Poi mi sono documentato, ma all’origine c’è questa attrazione istintiva. Una madre che uccide il suo bambino è l’atto più inumano che possiamo immaginare, in un certo modo è al di là della nostra comprensione. E non a caso spesso i media si scatenano contro le protagoniste di queste vicende, come è successo anche recentemente per il caso in Sicilia. E invece gli specialisti e gli addetti al mestiere ci spiegano che la maternità è un passaggio terribilmente difficile e delicato, e che i problemi sono frequenti. Moltissime mamme lo sanno molto bene, perché lo hanno vissuto sulla loro pelle. Quindi è la nostra visione che è facilona, e ci serve per rassicurarci, per non porci troppi interrogativi. Col risultato che quando le complicazioni arrivano molte mamme sono completamente impreparate. Continua a leggere

Il “Binda” di Rosso

BINDA copertina
Dibattito virtuale attorno al romanzo di Edoardo Rosso Binda. L’invincibile
a cura di Guido Michelone
con Tonino Repetto e Giorgio Simonelli

La recente pubblicazione del romanzo biografico Binda. L’invincibile, del ventottenne Edoardo Rosso per Italica Edizioni (dedite non a caso ad argomenti sportivi), porta due intellettuali come Giorgio Simonelli (docente di Storia dei Mass Media all’Università Cattolica) e Tonino Repetto (poeta e italianista) a confrontarsi sul libro, evidenziando le diverse chiavi di lettura e di interpretazione. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 5.

papa Giovanni
Luther
B) In Nessuno è più importante di te (2012), si intrecciano due voci, quelle di papa Giovanni XXIII e di Martin Luther King. Il romanzo nasce dalle biografie di questi due grandi uomini che tu racconti in prima persona, dall’interno, attraverso un processo di immedesimazione. Verità storica e finzione letteraria si mescolano e fluiscono continuamente l’una nell’altra. E anche la voce dell’autore si confonde e si fonde con le voci dei due principali protagonisti. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 4.

Caravaggio Matteo
B) In Non superare le dosi consigliate affronti una riflessione sull’esistenza attraverso le opere di Caravaggio. Perché Caravaggio?

F) È di gran lunga il mio pittore preferito: forse perché intreccia l’arte e la vita in quel modo inestricabile di cui parlavo sopra. Il suo realismo è al tempo stesso il timbro utopico di chi aspira a fare una cosa sola di forma e contenuto. Continua a leggere

Etica della Comunicazione. Sara Rocutto intervista Guido Michelone

????????????????????????????

????????????????????????????


Nel solco di padre Luigi Bini

L’uscita del nuovo libro curato da Guido Michelone dal titolo Etica della comunicazione, uscito presso Educatt dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, offre lo spunto per porre all’insigne docente, nonché collaboratore de ‘La poesia e lo spirito’, alcune domande di scottante attualità in riferimento ai temi svolti nel libro medesimo. Continua a leggere