Archivi categoria: Poesia

“Il Cantiere e altri luoghi” di Angelo Mundula – Recensione di Giovanni Nuscis

Copertina libro

Angelo MUNDULA
Il Cantiere e altri luoghi

Carlo Delfino Editore (Sassari, 2006) Collana – La Ginestra

Alla domanda frequentissima di quale sia la poesia destinata a rimanere, di solito consegue un’altrettanto ricorrente risposta: quella che ci richiama infinite volte a lei, per dilettarci e per apprendere, ancora, per misurarci e riverificare radici e appartenenze. La poesia che resta, per dirla in breve, è quella che ci nutre, per una qualche ragione. Una qualità, questa, che non sempre è dato cogliere nell’immediato. Molta buona poesia – che si fa subito apprezzare per una qualche dote e alla quale, magari, dedichiamo attenzione – spesse volte non la rileggiamo, addirittura, la dimentichiamo. Forse, perché non ci siamo presi il tempo necessario di lettura; non abbiamo atteso quel riscontro interiore di cui parlava Eliot;

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Dell’amorevole cura dell’agone

IL POETA IN QUANTO TALE È UN GUSCIO IN MARE APERTO; È UN CAMMINO già sempre intrapreso. Aggrappato al timone della navicella, assicurate le sartie all’albero maestro, procede consapevole delle insidie dei marosi, ma fiduciosamente puntando lo sguardo alla vista del suo orizzonte. È consapevole del suo porto di partenza, del carico affidato alla protezione della stiva, ma attende con trepidazione al viaggio per mare, senza alcuna intenzione di tirarsi indietro davanti ai marosi. Con questo spirito intrepido il poeta affronta l’agone che lo trasforma in eroe, qualunque sia la resa.

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Montale metafisico

La radicale sfiducia da sempre professata da Montale nei confronti di qualsiasi “progresso” delle arti, e quindi verso la missione sedicente “rivoluzionaria” dei movimenti d’avanguardia sorti a partire dal primo Novecento, è forse all’origine della preferenza accordata dal poeta alla corrente artistica italiana, la Metafisica, che più d’ogni altra rivendica il suo carattere “implosivo”, il suo remare in direzione opposta alla smania di rinnovamento dilagante nel panorama generale dell’arte del tempo.

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Poesia della buona notte (alitata)

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di Ernst Jandl 

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per friedericke mayroecker

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Fabio Franzin

Fabio Franzin

‘A paròea del Nome

(Nel dialetto Veneto- Trevigiano dell’Opitergino-Mottense)
(Dire la verità nel vuoto,
perché non c’è parola vera)
Cesare Viviani, da “Silenzio dell’Universo

1

Pan e paròe

l’é sempre stat ‘l mé past,
‘a mé eucarestia; senpre
l’é stat carestia de schèi
tee mé scassèe, caro Dio

tì te ‘o sa, e te sa che mai
te ‘ò domandà un calcòssa
de pì, che senpre quel che
te me ‘à dat ‘l me ‘à bastà

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Fame di lavoro che muove al fondo

3
di Gian Ruggero Manzoni

Il prestigioso e ormai consolidato concorso annuale indetto dalle Edizioni FARA di Rimini, già alla sua V tornata, ha visto vincitore nel 2006, per la sezione poesia, Giuseppe Cornacchia, che ha proposto alla giuria (composta da Pizzo, Montebelli, Camporesi, Metropoli, Gezzi, Rosenberg, Lozito, Pasqualone, Sannelli e Ramberti) un insieme titolato “Ottonale”, poi riportato per intero nella bella antologia, curata da Alessandro Ramberti, titolata “Sei Autori 3 x 2”, compendio del Premio stesso, uscita, appunto, nel dicembre dello scorso anno. Continua a leggere→

Tre poesie di Jacobo Cortines

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di Franz Krauspenhaar

Jacobo Cortines, nato nel 1946, è insegnante di Letteratura Spagnola presso l’Università di Siviglia. Poeta profondamente andaluso, la sua opera – il suo esordio risale al 1978 – è sempre pervasa da suggestioni, sapori, immagini di quella terra. Nella sua poesia c’è, al fondo, un costante cercare il proprio io, un’inesausta indagine psicologica su se stesso e le persone che gli stanno vicine. Una poesia profondamente esistenziale che si avvale dell’ utilizzo, spesso, di alcune formule che si rifanno alla tradizione petrarchesca e petrarchista, come nei poeti andalusi del Siglo de oro, dei quali Cortines è il più fulgido erede. Il poeta è uno dei massimi esperti spagnoli di Petrarca e traduttore del Canzoniere in castigliano. Qui di seguito presento tre poesie tratte dalla sua raccolta Carta de junio y otros poemas, edita dalla Editorial Comares di Granada nel 1994.

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Scritture – Giuliano Mesa

SCRITTURE # 1 – Giuliano MESA
di Francesco Marotta

“È tutto un ascoltare, dal di dentro della vita,
un presagio di dove la vita andrà o è già andata”.
(Biagio Cepollaro)

Giuliano Mesa
(Reggio Emilia, 1957).

Tra le sue opere: Schedario, poesie 1973-1977, Geiger, Torino, 1978 (seconda edizione nella collana di e-book di Biagio Cepollaro, 2005); Poesie per un romanzo di avventure e altre poesie, in Il sesto poeta, Milano, Spirali, 1982; I loro scritti, Quasar, Roma, 1992; Improvviso e dopo, Anterem, Verona, 1997; Da recitare nei giorni di festa, in Resistenze 2, Roma, Arlem, 1997; Quattro quaderni, Zona, Lavagna, 2000; Nuvola neve, 2003; Chissà. Poesie 1999-2000, 2004. E’ tra i curatori di Ákusma. Forme della poesia contemporanea, Metauro, Fossombrone, 2000.

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Dialogo – Desiderio – Debolismo – Dio

 di Mimmo Cangiano

 

Gianni Vattimo e René Girard: un’amichevole querelle Quando un’epoca si demitologizza poesia e filosofia si ritrovano strettamente connesse. Questa idea, già così chiara a Leopardi, mi invoglia a parlare, al fine di evitare semplificazioni e sincretismi di canoni in realtà irriducibili l’uno all’altro,  più di pensiero che di arte. Continua a leggere→

Lessico economico

 di Paolo Rabissi

 

Stavo scorrendo dati sullo stato dell’economia globalizzata.
Il pensiero per conto suo se ne andava alle guerre in corso sul pianeta. E a una mia poesia ancora inedita.
Poi sono arrivate le mail con i dati di accesso al blog.
Metto insieme il tutto e pubblico qui la poesia in questione che spero non vi dispiaccia:

Lessico economico. Continua a leggere→

Quel che mi ha detto il tram. Sulla poesia di Andrea D’Urso

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C’è un modo di fare poesia che sta tutto nell’occhio. C’è una poesia che si fa sostanza di uno sguardo nuovo, di un punto di vista eccentrico, ricalibrato, telescopico. Che annulla le distanze, o ne instaura di nuove. Che magnifica i particolari, o li ridimensiona.C’è un modo di fare poesia che sta tutto nel modo di guardare le cose fuori.  Come dal vetro di un finestrino, su un veicolo in movimento. Continua a leggere→

Porto, pasticcini e abili “fingitori”: due poeti italiani a Coimbra

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Cristina Babino e Alessandro Seri rappresenteranno l’Italia al 6° Meeting Internazionale di Poesia “Poetas”, in programma dal 24 al 27 Maggio prossimi a Coimbra, Portogallo.
Entrambi marchigiani, Cristina Babino (Ancona, 1976) e Alessandro Seri (Macerata, 1971), sono stati chiamati, quali unici rappresentanti, a dare voce alla poesia italiana in uno degli eventi letterari e culturali di maggiore rilevanza a livello mondiale.

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