Archivi categoria: Recensioni

Da: “L’interprete delle passioni” di IBN ‘ARABI

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XVIII

1. Férmati alle dimore,
piangi sulle rovine,
e alle abbattute abitazioni chiedi:
2. “Gli amati, dove sono?
I lor cammelli, dove sono andati?”
“Guardali, nel deserto
traversano i vapori:
3. Tu come dei giardini
li vedi, nel miraggio:
la calura dilata
negli occhi la figura.” Continua a leggere

“Ad Istambul, tra pubbliche intimità” di Enrico Pietrangeli. Recensione di Gino Scartaghiande

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Enrico Pietrangeli
Ad Istanbul, tra pubbliche intimità
Edizioni Il Foglio – 2007 – 10,00 Euro

Un tuffo “critico” nel profondo di alcune poetiche dell’otto-novecento, massime la deriva decadente, da Baudelaire in poi, passando per Kavafis, fino all’ ermetismo nostrano, è quanto sorprendentemente ci aveva rivelato Enrico Pietrangeli nella sua prima raccolta poetica: Di amore, di morte. Continua a leggere

“Nel bosco” di Elisa Biagini

di Laura Pugno

Il bosco non è fuori ma dentro il corpo: è questa forse la chiave d’accesso per entrare Nel bosco, opera seconda nella collana “bianca” Einaudi ma non seconda nella bibliografia di Elisa Biagini Opera di consolidamento di quanto poeticamente già stabilito ne L’ospite, di riaffermazione di una voce, vede il corpo-centro qui declinato in un teatro di figure familiari e straniate: figure femminili, infantili, da Cappuccetto rosso nella sezione quasi omonima (“Cappuccio rosso”) a Gretel o del perdersi. Continua a leggere

Quella notte a Dolcedo, di Marino Magliani

Di Francesca Rivano, giornalista

E’ un giallo e, al contempo, un viaggio nel tempo e negli scheletri di un passato che è meglio dimenticare e lasciar ricoprire dai rovi e dalla vitalba il nuovo romanzo di Marino Magliani, Quella notte a Dolcedo. Al suo protagonista Magliani fa condurre un lavoro da archeologo della memoria: con il pennellino ripulisce i cocci del passato, li seleziona, controlla se in qualche modo possano essere collegati a formare qualcosa di più grande. Il punto di partenza è una lapide che, tra le terrazze a secco ormai abbandonate, è il ricordo scomodo, rimosso, di una famiglia assassinata. Continua a leggere

L’inferno di un cronista padano – di Filippo La Porta

(Pubblicato su: Left”, numero 10 del 7 marzo 2008)

Da Binaghi un noir filosofico e letterario. Rispolverando Agostino e Dante

Dopo aver scritto un pamphlet sui rischi e i difetti del neonoir italiano sono diventato il nemico ufficiale del genere. Ma non è così. E anche per sfatare questa leggenda metropolitana vorrei parlare del più bel noir: I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti cronista padano, di Valter Binaghi (Sironi). È scritto in una prosa fluida, scorrevole, ma anche personalissima, che non concede troppo al più vieto stereotipo né alla pretesa – anch’essa esiziale – di sublime letterario. Racconta una storia tipicamente italiana ma usa la sociologia dell’attualità per una riflessione filosofica sul bene e sul male. Continua a leggere

Hegel

Ci sono momenti della vita in cui si rilegge un libro perché all’improvviso ci sembra che abbia significato qualcosa di importante per noi, che lo abbiamo perso di vista ma non vogliamo dimenticarlo, e allora lo riprendiamo in mano con la voglia inconfessata di lasciarci andare alla nostalgia. Per certi libri capita più di una volta, in epoche differenti, e con qualcuno l’operazione-nostalgia funziona. Con altri no, e sono i libri più validi: quelli che, invece di farci riassaporare le stesse sensazioni, ci fanno scoprire qualcosa di nuovo, che ricordiamo di aver letto ma non avevamo capito, o non l’avevamo capito in quel modo lì.

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HITLER di Giuseppe Genna – Mondadori 2008

hitler di Genna

Recensione di Valter Binaghi
Pubblicata in forma ridotta sul Corriere Nazionale del 24-2-2008

Da un po’ ci si rende conto che il romanzo italiano è un oggetto mutante, e soprattutto che le categorie di genere che la critica tradizionale ha a disposizione sono consunte.
Quello che una volta si chiamava il romanzo “di formazione” è sempre più la biografia di un io-minimo: il diario tardo-adolescenziale del precario cronico o del bovarismo di sinistra, la cosmetica dell’anima new age, il “famolo strano” di scrittrici in guepière.
L’avventura, ma anche l’affresco sociale, sono catalizzati dal giallo e dal noir in cui invece sarebbe ingiusto non riconoscere, negli ultimi anni, scritture ben superiori alla tradizionale media del “genere”: esse si fanno carico non solo della rappresentazione dei caratteri della commedia umana, ma anche dell’indignazione sociale, e di quel tanto di politico che sempre contiene una rappresentazione del misfatto e dell’investigazione.
Poi c’è il romanzo che definirei tragico, quello che consapevolmente assume la “frattura ontologica”, la cronica insufficienza di un Senso puramente urbano alle vicende umane, e mette l’uomo in diretta comunicazione con le potenze del mito. Non sto parlando di un testo “superiore”, e nemmeno necessariamente “riuscito”, ma di una sorta di necessità che a un certo punto certi libri richiedono, forse anche certi scrittori. Genna è uno di questi. Lo si percepisce chiaramente con “Dies Irae”, e ancor più con questo ultimo “Hitler”, ma con esiti molto diversi. Continua a leggere

IBN’ ARABI – L’INTERPRETE DELLE PASSIONI – URRA/APOGEO. 15 Euro

A cura di Roberto Rossi Testa e Gianni De Martino

ibn arabi

Recensito da Valter Binaghi

C’è un percorso esoterico nella nostra cultura che, per quanto oggi sembri trascurato, resta una delle vene sotterranee che ne sostengono la pienezza vitale, senza di che una cultura diviene puro archivio di significanti pastorizzati e di stereotipi nell’agire.
Sto parlando dell’erotica mistica, uno dei momenti in cui la carne appare una promessa pienamente realizzata, e l’istinto dà il suo fiore lungamente atteso nello Spirito.
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La mano sulla fronte. “Arte estrema” e poetiche “vomitanti” di Santi Barbagallo

di Santi Barbagallo

Una serie di fotografie in bianco e nero che il trascorrere degli anni ha lievemente ingiallito ritraggono una giovane donna nuda con un foglio di carta sul quale s’intravedono, scritti a mano, i versi di una poesia d’amore. Nella prima foto, la bella ragazza “di-corpo-vestita” (sic!) è in piedi, i capelli barboncinamente bioccoluti le nascondono il viso come nelle istantanee di una rivista di “cronaca amatoriale”, la mano sinistra è accostata cordialmente al pube mentre la destra mostra all’obiettivo la lettera d’amore con un bacio stampigliato sopra a mo’ di sensualissima firma.

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Baffi di cacao, di Eva Carriego

di Giorgioflavio Pintus

Arbitrio e destino, amore e odio, passioni e ragioni, solitudine eappartenenza, convinzioni e convenzioni, lotta e rassegnazione, figli
e padri: a generare le grandi storie, quando ben narrate, sono sempre le antinomie che nutrono la vita e ne rappresentano l’essenza. E proprio questo è il materiale con il quale Lina Dettori, alla sua seconda prova di scrittrice dopo l’esordio dello scorso anno con La famiglia immaginaria, ha deciso ambiziosamente di misurarsi in Baffi di cacao, il suo nuovo libro, pubblicato come il precedente per i tipi della Iris Edizioni. Continua a leggere

Guida pratica all’eternità

Stanno per essere pubblicati diciannove racconti di Fabrizio Centofanti (Guida pratica all’eternità. Racconti fra cielo e terra). Per leggerli ho impiegato il tempo che di solito si dedica a un romanzo, perché non c’è modo di leggerli senza mettersi a pensare. Uno legge il singolo racconto e si accorge che al di sotto sta prendendo forma qualcos’altro. A dispetto della sua apparenza sparpagliata, il libro ha una architettura, un senso e la giusta dose di furberia autoriale. Continua a leggere

L’azzurra memoria. Poesia 1970-2005 di Luigi Fontanella

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di Giuseppe Panella

Luigi Fontanella, L’azzurra memoria. Poesie 1970-2005, Bergamo, Moretti & Vitali, 2007, pp. 174, euro 11

Si tratta del libro di una vita – un’antologia che parla di un tempo ormai lontano e dell’esistenza trascorsa per approdare alla dimensione significativa di un presente in cui quel passato congruisce con la facilità (e la felicità) del sogno.

Le prime poesie antologizzate sono del 1970-1972 e appartengono a una raccolta (La verifica incerta, Roma, De Luca) che esibisce già la presenza dei temi che contraddistingueranno anche in futuro la poesia di Fontanella: il viaggio come dimensione espressiva della presa di distanza, l’apparizione larvale di un mondo in composizione (o talvolta in decomposizione – quello che successivamente il poeta chiamerà laicamente parusìe), i colori della realtà quale emergenza forte delle forme della Natura in contrapposizione al grigio dell’esperienza puramente culturale. Continua a leggere

RIDATECI LE BAMBINE di Valter Binaghi

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Recensione a: “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini – Feltrinelli.
Da: Satisfiction n° 2, gratuitamente nelle librerie dal 12 febbraio 2008.

“Quando mia figlia andò all’asilo, venne chiesto alle mamme di cucinare una torta e di cucire un costume da angelo. – Non so cucire: magari posso darvi una mano a scrivere la storia, no? – No. Il primo lavoretto di mia figlia fu un guantone da forno, per me”.
Basta questo passaggio per rassicurarci: nonostante il titolo, che ha un suo incedere marziale, non ci troviamo di fronte a quel femminismo iperdentato che ci ha fatto giocare tutti gli anni Settanta noi maschi non in difesa (pur sempre dignitosa strategia) ma in tribuna, estromessi dal discorso sulla differenza di genere, vergognosi di avere tra le gambe non un organo riproduttivo ma un’usurpazione reazionaria. Questo della Lipperini è un libro piacevole e oserei dire necessario: ricerca puntigliosa, ma anche sguardo ampio e problematico, soprattutto un concerto di voci che fa parlare la sociologia, la cronaca e la Rete, ma anche molte donne e bambine, storie vere e battute fulminanti, raccolte dall’autrice per il loro valore emblematico o metaforico.
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Schooling di Heather McGowan

Quello che Schooling riesce a fare è appannaggio soltanto dei grandi libri. Costringerti dentro il loro linguaggio, dentro la loro struttura, come di fronte a una nuova alfabetizzazione, a una prospettiva del tutto inedita eppure di colpo necessaria. Libri così ambiziosi da obbligarti a un’innegabile fatica, eppure – o per questo – così generosi nel restituirti un mondo: pieno e autentico e urgente. Continua a leggere

La teoria della letteratura e la sua storia di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

A proposito di Giovanni Bottiroli, Che cos’è la teoria della letteratura? Fondamenti e problemi, Torino, Einaudi, 2006, pp. 472

«Dimmi, perché lo stilema / il sintagma e l’idioletto / compaiono col fonema / in ogni tuo articoletto? // Perché ami tanto Jakobson / la metonimia e il significante / Claude Lévi-strauss and Sons, / il diacronico e il commutante? // Perché t’angoscia la differenza / tra fonetica e fonologia / E non puoi vivere senza Barthes e la semiologia?» (Ennio Flaiano, L’uovo di Marx. Epigrammi, satire, occasioni)

E’ certamente molto importante il fatto che ogni tanto, nonostante il proliferare degli studi settoriali di ricerca, almeno qualcuno ci provi: dopo la buona riuscita del grosso volume di Adriano Marino (Teoria della letteratura, Bologna, Il Mulino, 1994) Giovanni Bottiroli si propone di rimettere insieme le molti parti che vanno a ricomporre l’edificio dei suoi diversi momenti di intervento sulla realtà della fabbrica letteraria, convergendo nei “fondamenti” (e nei “problemi” – così recita il titolo) per costruire un edificio nuovo (o almeno parzialmente nuovo). Continua a leggere

I LIBRI DI ANSELM GRUN, UNA GUIDA SPIRITUALE di V. Binaghi e R. Borsani

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Anselm Grun, La cura dell’anima, Edizioni Paoline
Intervista di Jan Paulas e Jaroslav Sebek, introduzione di Marco Guzzi.

Anselm Grun risponde alle domande dei due studiosi ripercorrendo con ammirevole sincerità il cammino personale che lo ha portato a intraprendere la vita monastica all’interno dell’ordine benedettino. Consapevole della profonda crisi spirituale che minaccia di inghiottire l’Occidente e della difficoltà della Chiesa stessa a contenere questa crisi, avvicinando le anime che le sono state affidate, Grun indica come l’unica via percorribile, per chi voglia riscoprire il senso profondo del proprio essere, sia quella sostanzialmente “mistica”, propria di chi “sperimenta Dio”. “E Dio”, dice Grun, “può sperimentarlo chiunque”.
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La strada

Cormac McCarthy è l’autore di Meridiano di sangue, probabilmente il capolavoro della letteratura mondiale nella seconda metà del Novecento. I suoi altri esiti letterari sono stati altalenanti e vanno dallo stupendo manierismo di Cavalli selvaggi al barocchismo di Oltre il confine, passando per romanzi non altrettanto riusciti.
Qualcuno ha rilevato nella traiettoria di McCarthy un andamento simile a quello di Hemingway, rivelatosi con Fiesta (romanzo d’avanguardia, quasi senza trama, quasi sperimentale) e poi caduto in una narrativa compiacente, tesa al sentimentalismo e all’effetto come in Il vecchio e il mare. Nello sviluppo della narrativa di McCarthy La strada avrebbe la stessa funzione. Continua a leggere

ANCHE GLI ITALIANI SONO CAPACI DI SCRIVERE STORIE

di: Guido Tedoldi

Recensione a «I nomi sacri», romanzo di Riccardo Ferrazzi, edito in internet da Vibrisse Libri, 2007, pp. 127 (nel file pdf), scaricabile gratuitamente dal sito web www.vibrisselibri.net.

Nei confronti di questo romanzo per me c’è stato un prima, in parte composto da pregiudizi, e un dopo, in cui ho dovuto passare qualche giorno a respirare forte per ritrovare il mio ritmo personale di fiato.
Nel mezzo, mentre era in corso la lettura, ero in apnea e tutto preso a capire come sarebbe andata a finire la vicenda di questo funzionario che fa avanti e indietro tra l’Italia e la Mitteleuropa, che incontra donne che hanno quasi sempre nomi di 5 lettere e guidano quasi sempre macchine dalla targa probabilmente tedesca (ma non si capisce bene perché a coglierla è sempre la coda dell’occhio, con tutte le sue imprecisioni). Per non parlare di tutte quelle persone potenti, tra cui l’erede dell’impero romano d’oriente e capitani d’industria che credono in altre forze oltre a quella del denaro. Continua a leggere

Un fulmine, un pugnale

Da qualche giorno è in libreria il volume 68 lettere d’amore, curato da Marina Visentin per Ponte alle Grazie (conta 202 pagine e costa 10 euro). Sono love letters di grandi scrittori e scrittrici, pubblicate con un certo anticipo rispetto alla data canonica di San Valentino. Mi avevano chiesto una prefazione, io ho scritto un racconto. Questo.

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