Archivi categoria: Recensioni

I LIBRI DEGLI ALTRI n.95: Tipologie del disagio umano. Luisa Brancaccio, “Stanno tutti bene tranne me”

Luisa Brancaccio, Stanno tutti bene tranne meTipologie del disagio umano. Luisa Brancaccio, Stanno tutti bene tranne me, Torino, Einaudi, 2013

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di Giuseppe Panella

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Un blocco di appartamenti in una zona residenziale di una città di cui non viene mai fatto il nome e che può essere qualsiasi grande insediamento urbano italiano è il teatro delle vicende di una serie di esistenze umane che si incrociano e si ritrovano all’interno della descrizione di una serie di tipologie (peraltro assai diffuse) del disagio esistenziale, di quello che una volta, con termine preso a prestito dalla filosofia hegelo-marxista, veniva definita “alienazione”.

Nel primo capitolo di questo romanzo di esordio di Luisa Brancaccio (classe 1970 ed ex-appartenente a quella che, per una breve stagione letteraria, è stata definita “gioventù cannibale”), sono due fratelli a esibire le loro angosce e le loro passioni: lui, studente di medicina che ha appena fallito il fondamentale esame di anatomia senza avere il coraggio di dirlo ai suoi genitori, riceve in regalo dalla sorella una bustina di eroina e ammette la sua dipendenza dalle droghe pesanti (non ritornerà più nella narrazione).

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Salvate il romanzo Crum!

Crum
di Giorgio Gizzi

I venti di crisi che soffiano impetuosi (anche) sul mondo editoriale italiano sembrano non aver impedito neppure quest’anno la consueta produzione ipertrofica: è da decenni ormai che nel nostro paese vengono pubblicati circa 65.000 nuovi titoli ogni anno, molti dei quali non arrivano in neppure una copia in libreria o nei magazzini dei giganti on line, dove ci illudiamo possa esserci spazio per tutto. Continua a leggere

“Voi non siete qui”, il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa

pispisa voi nonIl piano era questo: avendo letto il romanzo già in bozza, avrei dato una veloce occhiata al pdf di stampa, tanto per rinfrescarmi i passaggi di trama e i nomi dei personaggi. Ma leggere a video non mi garba, quindi ho ripreso la stampa della bozza, con la scusa che avrei fatto prima a sfogliarla. Così, sfogliarla, mi ero ripromessa. Alla quarta pagina ho capito non sarei riuscita, ché ogni riga bastarda era come la torta di Lewis Carroll su cui era scritto “leggimi”.
«Io non sono Veronelli, ma ogni volta che mi mostra orgoglioso una delle sue bottiglie da 6 euro, di case vinicole dai nomi finto araldici, mi viene da ridere, e anche una certa tenerezza. Quando lo assaggiamo – e puntualmente si rivela un vino mediocre che non vale la metà della pur bassa cifra che è stato pagato – io mi spertico in lodi al bouquet e all’equilibrio della struttura e pacche sulle spalle, sapendo di farlo contento. Di modo che alla fine, oltre a essermi dimostrato ipocrita, presuntuoso e superbo, posso dire di essere stato anche paternalista e falso. Si preannuncia un buon sabato.» Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.94: Pensieri di un malpensante. Gli aforismi maledetti di Enzo Raffaele

uomo-scimmiaPensieri di un malpensante. Gli aforismi maledetti di Enzo Raffaele

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di Giuseppe Panella

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Enzo Raffaele è un malpensante. Non si fida di nessuno, ha opinioni iconoclaste e si concede giudizi che, a dir poco, non hanno nulla del politically correct oggi imperante.

In realtà, a Raffaele importa poco di essere popolare: dice fondamentalmente solo e soltanto quel che gli sembra opportuno, che reputa buono, giusto e suo dovere annunciare al mondo.

Che non sia troppo popolare lo dimostra il fatto che i libri se li pubblica da sé: i nomi delle improbabili case editrici che essi recano sulla copertina (Ri(n)surrezione, Parusìa) sono troppo belli per essere veri e per poter essere attribuibili ad un “autentico” editore.

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Una graphic novel su Don Milani

don milani copertina
di Guido Michelone

Da decenni ormai il fumetto è cosa seria e, nella sua forma più nobile, la graphic novel, riesce a discutere e rappresentare argomenti un tempo votati solo alla letteratura e alla filosofia. Mediando quindi narrativa e saggistica con nuvolette e caricature, la graphic novel trova anche in Italia terreno fertile, per merito di poche editrici indipendenti, come la padovana Becco Giallo, con ben sette collane su temi importanti, che spaziano dalla cronaca alla storia, non senza una parte specifica sulle biografie, dove si possono trovare lavori su Martin Luther King, Che Guevara, Adriano Olivetti, Enrico Berlinguer, Mauro Rostagno, Peppino Impastato come pure su musicisti e sportivi. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.93: L’inesplicabile relativo ed altre evenienze della vita. Franca Rizzi Martini, “Il mantello della zebra”

Franca Rizzi Martini, Il mantello della zebraL’inesplicabile relativo ed altre evenienze della vita. Franca Rizzi Martini, Il mantello della zebra, Napoli, Pironti, 2012

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di Giuseppe Panella

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Che cosa ha di così emblematico il mantello di un animale (certo intelligente e capace di sopravvivere alla dura legge della savana in paesi ancora selvaggi e inospitali come l’Africa Equatoriale) da essere utilizzato come titolo per un romanzo che si svolge sì certamente in Kenya per buona parte della narrazione ma poi si distende in un carteggio primi anni del Novecento tra Marostica e Monaco di Baviera ?

Il fatto – ben descritto nel corso del romanzo in una lettera di guido Colpi, uno dei protagonisti “occulti” della vicenda – che le zebre (come le vacche nella notte del pensiero cui allude il giovane Hegel) sembrano avere tutte un mantello uguale a quello di tutte le altre ma, in realtà, ne portano addosso uno differente per ogni esemplare della specie.

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I ‘piccoli amori’ di Frankiska zu Reventlow

reventlow zu frankiska
di Guido Michelone

Alla riscoperta di una scrittrice della Mitteleuropa

Un romanzo breve, epistolare, pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1912, con il titolo Von Paul zu Pedro. Amouresken, viene ora tradotto e curato da Rita Calabrese per la collana ‘Raggi’ del piccolo ma decisivo editore romano, che aggiunge l’ennesimo tassello alla riscoperta, conoscenza, valorizzazione della cosiddetta letteratura mitteleuropea, fiorita tra Otto e Novecento in Germania, Austria, Ungheria, Svizzera, Cecoslovacchia, Triveneto. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.92: Tante vite in un solo attimo. Emiliano Gucci, “Nel vento” & “Più del tuo mancarmi”

Emiliano Gucci, Nel vento Emiliano Gucci, Più del tuo mancarmiTante vite in un solo attimo. Emiliano Gucci, Nel vento, Milano, Feltrinelli, 2013 ; Emiliano Gucci, Più del tuo mancarmi, Firenze, Annozze / Noripios, 2014

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di Giuseppe Panella

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Nel vento è un libro terribile, feroce. E’ scritto in uno stile volutamente piano, pacato, senza accensioni funamboliche o torsioni linguistiche barocche, ma resta egualmente una narrazione piena di pathos che si tinge di orrore e di dolore dalla prima all’ultima pagina.

La storia che il protagonista si racconta e che rimugina continuamente nella sua testa mentre attende il colpo di pistola dello starter che darà inizio alla corsa veloce più importante della sua vita è allucinata e produce effetti forti di distorsione della realtà in chi la affronta senza le adeguate protezioni psicologiche e senza avere idea di dove la vicenda potrebbe condurlo.

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Un normalissimo ebreo, di Charles Lewinsky

un normalissimo ebreo
di Guido Michelone

A pochi mesi dalla traduzione per Einaudi di Un regalo del Fuhrer, geniale opera a mezzo tra romanzo e biografia, consacrata alla tragica esperienza del cantante/attore Kurt Gerron, ebreo berlinese morto nel lager di Theresienstadt dopo svariate peripezie, lo scrittore svizzero sessantottenne Charles Lewinsky ha un nuovo libro pubblicato in Italia, un monologo teatrale che risale al 2003, dal titolo originale Ein ganz gewohnlicher Jude, che nella nostra lingua diventa Un normalissimo ebreo: Continua a leggere

La tecnologia spiegata ai bambini (e agli adulti)

breve storia
di Guido Michelone

C’è questo nuovo libro Breve storia della tecnologia – che in libreria si potrà trovare nel reparto ragazzi o sugli scaffali per l’infanzia – e che è invece tante cose: il tipico volume illustrato (con doppie pagine pieghevoli); inseribile nelle fortunate collane divulgative (adatte a un pubblico senza età: verrebbe da dire dai sei anni in su); propugnatore di osservazioni impegnative, grazie alla particolarità e allo svolgimento del soggetto. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.91: Mitologia mitomodernistica e altre menestrellerie. Tomaso Kémeny, “Poemetto gastronomico e altri nutrimenti”

Tomaso Kémeny, Poemetto gastronomico e altri nutrimentiMitologia mitomodernistica e altre menestrellerie. Tomaso Kémeny, Poemetto gastronomico e altri nutrimenti, Milano, Jaca Book, 2012

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di Giuseppe Panella

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Il “nutrimento” proposto da Tomaso Kémeny, un poeta sovente di altissimo profilo stilistico e di ingegnose soluzioni di carattere sperimentale[1], è costituito da un’apocalisse gastronomica in cui al cibo prelibato e gustosamente cucinato e preparato si accoppiano i migliori vini d’Italia e il conforto delle Muse. In un passaggio di notevole nitore formale, si può leggere, infatti, in apertura di poema e con intento di invocazione alle Muse (com’era tradizione una volta):

 

«Enouverture. ”Non fumiamo più, siamo tutti sani”, / sospira la giovane salutista / dal corpo incontrollabile, ma nell’ora / della signoria della rosa mitomodernista / percorro la mulattiera / che collega Delfi al Parnaso / oltre la frontiera del tempo storico. / Mi guida il richiamo del cucùlo, / fuoco fatuo vagante dal ceraso / verso l’annerito antro di Dioniso / dal mondo attuale evaso. // Brandisco, indegno, il suo tirso / e conduco gli astri in danza / a respirare il fuoco, anima del vino, / e con le Menadi insaziabile infurio / e celebro in abbondanza il vitigno / che da Troia in Italia il pio Enea, / l’Agliànico, dalla cui clonazione / nacquero il Nero d’Avola / (che bevo a garganella tra le ginestre), / il Nebbiolo, il diletto Sangiovese, / rendendo il bel paese / luogo d’elezione della gioia terrestre»[2].

 

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Kleist, di Andrea Leone

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di Mauro Germani

Kleist, il personaggio di quest’ultimo romanzo di Andrea Leone non è solo l’ombra trasfigurata dello scrittore e drammaturgo Heinrich von Kleist, morto suicida nel 1811, ma è anche e soprattutto l’incarnazione dell’orrore nei confronti della propria nascita (“essere nato, ce l’aveva messa tutta per non essere nato”) e dell’odio feroce verso la propria stirpe e la società in cui vive. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.90: La narrazione come forma privilegiata della vita. Fabio Stassi,” L’ultimo ballo di Charlot” & “Come un respiro interrotto”

Fabio Stassi, L’ultimo ballo di Charlot Fabio Stassi, Come un respiro interrotto

 

La narrazione come forma privilegiata della vita. Fabio Stassi, L’ultimo ballo di Charlot, Palermo, Sellerio, 2012; Come un respiro interrotto, Palermo, Sellerio, 2014

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di Giuseppe Panella

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E’ strapotente nella scrittura di Fabio Stassi la tentazione della nostalgia, la sua volontà di fare del passato la chiave di volta su cui si può costruire la prospettiva del presente, il desiderio di rendere mediante un’affabulazione forte e rigorosa le atmosfere, i sogni, i desideri e le disillusioni di una generazione ancora non del tutto perduta.

Il suo esordio narrativo (che gli fruttò il Premio Vittorini Opera Prima[1]) è stata una “storia di formazione” ambientata nella Sicilia degli Anni Cinquanta ancora provata, nel suo sforzo di rinascita e di crescita morale e civile, dalle conseguenze della strage di Portella delle Ginestre avvenuta nel primissimo dopoguerra.

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Yuri, il primo romanzo del musicista Andrea Chimenti

yuri chimentiUn esordio narrativo molto convincente per un compositore e cantante con alle spalle (e davanti a sé!) una lunghissima carriera nell’area più raffinata della musica cantautoriale indipendente italiana, un romanzo che per certi aspetti sorprende, con una trama avvincente che trascina senza usare meccanismi troppo semplicistici della costruzione della fabula. Anzi, Andrea Chimenti si prende un rischio non piccolo (cosa che del resto fa da sempre anche in campo musicale) scrivendo un romanzo che ben prima del successo della seria televisiva “Trono di spade” lambisce ? in una delle due storie che scorrono parallele nel romanzo – elementi ascrivibili al genere fantasy, esponendosi così a un possibile disdegno aprioristico di questo lavoro. Ma, proprio come per la serie, l’utilizzo di personaggi e situazioni di quel mondo è soprattutto funzionale al comunicare alcuni archetipi e contenuti di bene e male, a comporre una complessità psichica di ciascun personaggio. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.89: Il Grande Gatsby o dei giovani meridionali.

Gaetano Cappelli, Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi Gaetano Cappelli, Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi, Venezia, Marsilio, 2012

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di Giuseppe Panella

Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald è il libro di più di una generazione tra scrittori e cuorinfranti adolescenziali ma finora non era stato mai virato con il filtro di un’educazione sentimentale meridionale (tra le Puglie e Ravello, sulla costiera salernitana). E’ quello che succede a Giulio Guasso, aspirante nuovo Arturo Benedetti Michelangeli, poi pianista in un albergo di lusso in un grande albergo di Ravello, appunto, e, infine, grande scrittore che trova la sua apoteosi come “candidabile” al Premio Nobel mercé l’uso del tutto improprio di una carota da parte di una sadica e prepotente critica letteraria tedesca. Continua a leggere

Da somministrare con cautela. Osservazioni su La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro

di Roberto Plevano

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Sul romanzo di Francesco Pecoraro si è concentrata una certa attenzione critica che non ha lesinato accostamenti con esperienze letterarie definitive. A titolo di esempio, A. Bajani (la Repubblica) mette in fila una discendenza “di grandi ulcerati, di Céline e del Volponi di Corporale, del Pasolini di Petrolio, di Luigi Di Ruscio, di Malcolm Lowry, del DeLillo di Rumore bianco e in qualche modo persino del Max Frisch de L’uomo nell’Olocene. In mezzo ci siamo noi, in questa guerra totale di tutti contro tutti, in quello che Michel Houllebecq (letterariamente parente, a suo modo, come lo è evidentemente Walter Siti) chiamava «l’estensione del dominio della lotta»” e risale a una matrice del canone letterario del Novecento occidentale come T.S. Eliot.
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I LIBRI DEGLI ALTRI n.88: Un giorno di ordinaria esistenza. Ilaria Bernardini, “Domenica”

Ilaria Bernardini, DomenicaUn giorno di ordinaria esistenza. Ilaria Bernardini, Domenica, Milano, Feltrinelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Questo è il romanzo di una giornata che mancava alla narrativa italiana degli ultimi anni. Dopo i notevoli exploits di scrittori come Raffaele La Capria sul finire degli anni Cinquanta (Un giorno d’impazienza del 1952 e soprattutto Ferito a morte del 1961), il romanzo di osservanza joyciana dove tutto si svolge nel giro di ventiquattrore di ordinaria esistenza era stato trascurato come genere e forma di espressione letteraria.

Il libro di Ilaria Bernardini, già nota per il suo precedente Corpo libero edito sempre da Feltrinelli nel 2011[1], si svolge tutto nel corso di un’afosa domenica di agosto ed è tutto giocato sull’interazione tra una giovane coppia, il loro bambino e i nonni che lo ospitano proprio per lasciare una giornata di libertà ai suoi due genitori.

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Il mio nome è Jimi Hendrix

Il mio nome è Jimi Hendrix, Edizioni Arianna, Geraci Siculo (PA) 2014 € 13

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Ha tutto quello che ci si aspetterebbe da un romanzo generazionale questo Il mio nome è Jimi Hendrix di Mauro Baldrati, pubblicato dall’editore indipendente Edizioni Arianna di Palermo: una gioventù inquieta e diversificata, ai cui sogni di riscatto si contrappone una disarmante pochezza di prospettive; genitori spesso distanti, che non capiscono o che non vogliono ricordare cosa significasse essere giovani; i primi amori, consumati nelle sale fumose di qualche discoteca o di qualche casa affittata; l’Italia alla vigilia dei ’70 e infine una colonna sonora vibrante e portentosa, che però, e questo è un particolare da non sottovalutare, proviene Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.87: Storie di padri e figli. Alberto Prunetti, “Amianto. Una storia operaia”

Alberto Prunetti, AmiantoStorie di padri e figli. Alberto Prunetti, Amianto. Una storia operaia, Roma, Edizioni Alegre, 2014, pp.192

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di Giuseppe Panella

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Amianto è soprattutto un libro autentico, vero, sofferto, determinato e meditato fino in fondo.

Alberto Prunetti ha voluto costruire un monumento letterario al padre Renato, operaio saldatore-tubista, e alla sua scomparsa prematura per colpa dell’amianto e del profitto capitalistico che lo ha indiscriminatamente usato nelle sue fabbriche di morte ma, nello stesso tempo, ha finito per legarlo alla sua stessa vita e alle vicende che lo hanno condotto a diventare il traduttore e lo scrittore che oggi è diventato. Si tratta di due esistenze legate dal forte vincolo della paternità, certo, ma anche da prospettive di vita e di lotta che sono state, per un certo periodo, comuni a entrambi.

 

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Negozi chiusi e capannoni industriali

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Riflessioni attorno a sei libri (e sei percorsi)

di Guido Michelone

Negli ultimi mesi, la lettura di alcuni libri stimola nel lettore, anche a distanza di tempo, alcune riflessioni da condividere, da dibattere e controbattere, magari. I libri in questione sono, in ordine di percorso tematico L’altro architetto, Art Parks, Tangenziali, 50 grandi eventi futuro, Elogio della scienza, 50 grandi eventi guerra. Continua a leggere