Archivi categoria: Riccardo Ferrazzi

Riccardo Ferrazzi. Modus in rebus

di Roberto Plevano

Il nostro amico Fabrizio Centofanti ci ha tenuto a dire che Questo romanzo ha un’anima. Detto da chi di anime se ne intende, il giudizio segnala una qualità ormai rara nel panorama della narrativa italiana: l’autenticità che deriva dal saper mettere giù per iscritto, senza comodi trucchi, un quadro di vita, una forma, un tono – in una parola impegnativa, una voce – della variegata esperienza del mondo, di studio, lavoro, amicizie, del romanziere Ferrazzi, e di lì costruire un romanzo che parla onestamente al lettore, e, come direbbe Tiziano Scarpa, gli dice la verità. Ecco che l’atipico noir di Ferrazzi diventa esercizio di responsabilità intellettuale.

Inizia come un noir, Modus in rebus di Riccardo Ferrazzi (Morellini Editore, 2023), con la secchezza e la perentorietà delle tinte della meseta castigliana arroventata sotto un sole che cala giù come un maglio, inaridisce l’erba prima che cresca, una luce a cui è impossibile sottrarsi, e che, si scoprirà, è il contrappunto a una trama di oscuri misteri. In questo panorama viaggia, pensa, parla il protagonista, Vittorio Fabbri, un giovane professionista milanese che per lavoro da Madrid raggiunge Salamanca, città di antiche pietre e più antichi studi.
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Lo storiografo dei disguidi, recensione di Riccardo Ferrazzi

Finalmente un libro di racconti!

L’editore Arkadia, nella collana Senza Rotta, sfata un tabù che da troppo tempo grava sull’editoria italiana (“i racconti non vendono!”) e dà spazio a una raccolta di racconti. Lodevole iniziativa che merita di essere seguita anche da altri editori. In effetti non si capisce perché i lettori italiani debbano leggere soltanto racconti di autori stranieri (peraltro bellissimi, come quelli di Alice Munro, Jorge Luis Borges e altri) mentre gli autori italiani scrivono racconti solo per concorsi, blog e riviste. Continua a leggere

Un gelido inverno in Viale Bligny, recensione di Riccardo Ferrazzi

Un gelido inverno in Viale Bligny, di Arianna Destito Maffeo, Morellini Editore.

Un giallo al femminile. Un giallo milanese. Un giallo in bilico fra tradizione e rivoluzione dei costumi.

In materia non mancano certo i precedenti di autrici donne, da Agatha Christie a Camilla Läckberg; come pure i precedenti di ambientazioni milanesi, da Scerbanenco all’ultimo Krauspenhaar; e, quanto a rivoluzione dei costumi, il genere giallo è quanto di più eversivo si possa immaginare: ogni storia comincia inevitabilmente da un omicidio, la massima trasgressione concepibile in una società civile.  Continua a leggere

Riccardo Ferrazzi, N.B. Un teppista di successo

di Roberto Plevano

Ad alcuni esseri umani, assai pochi, tocca la sorte di essere trasformati in mitologie. Ogni evento della loro vita è trasfigurato in un emblema di destino individuale e collettivo, i confini tra i fatti e l’invenzione si fanno confusi, i sentimenti comuni prendono proposito, e forma di forze nell’accadere storico.
L’ascesa al potere e la caduta di Napoleone Buonaparte divennero oggetto di culto, e popolare e presso gli intellettuali, contemporaneo degli stessi avvenimenti.

All’indomani della vittoria di Napoleone a Jena e dell’assoggettamento della Prussia (13 ottobre 1806) Hegel, allora trentaseienne, scrisse all’amico Niethammer: “Ho visto l’Imperatore, quest’anima del mondo, uscire dalla città per andare in ricognizione. È una sensazione meravigliosa vedere un tale individuo che qui, concentrato in un punto, seduto su un cavallo, si protende sul mondo e lo domina… da giovedì a lunedì progressi così grandi (si riferisce ai rivolgimenti politici nell’area tedesca dopo Jena) sono stati possibili solo grazie a quest’uomo straordinario che è impossibile non ammirare”.
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Pauli e Jung si scrivono

di Riccardo Ferrazzi

Jung e Pauli copertina

Non è inconsueto che uno scienziato coltivi e approfondisca interessi culturali al di fuori della sua disciplina, ma è singolare che un genio della fisica incontri un capostipite della psicanalisi e per anni e anni si dedichi a ricercare un terreno comune fra due discipline apparentemente agli antipodi. Questo è il caso che si verificò con Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung.

Le lettere che i due studiosi si scambiarono per quasi venticinque anni sono oggi disponibili in volume: “Jung e Pauli – Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia”, edito da Moretti & Vitali. L’epistolario è stato curato da Antonio Sparzani con Anna Panepucci, analista junghiana, docente e autrice di pubblicazioni specialistiche.

Sparzani, a lungo docente di fisica all’Università di Milano, cultore di letteratura e da sempre fautore di un sapere integrato, al di là delle distinzioni fra discipline umanistiche e scientifiche, è autore, tra l’altro, di “Relatività, quante storie” (Bollati Boringhieri, 2003 e 2010), un’opera che mette in luce le molteplici interconnessioni fra scienza e letteratura in materia di relatività.   Continua a leggere