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Il centro

Il Cristo chiede di distaccarci da noi stessi, di vivere per Lui e con Lui, vita dell’anima. È da questo che dipende tutto: qual è il nostro centro? Non possiamo pretendere la gioia, la libertà, la pace, se il fondamento è altrove.

Concupiscere

Gesù ci ama. Sembra uno slogan: ricorda una vecchia pubblicità di jeans, che invitava a un’ambigua sequela. Ma è questo il punto: l’amore di Dio ci salva dall’equivoco mortale del concupiscere: voler possedere è l’esatto contrario della vita, che è consegnarsi, lasciarsi trasformare.

Appunti

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.

Avido

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.

Le vostre gioie

Questa devo scriverla così com’è.

Se mi offriste le vostre gioie, le vostre distensioni. Vi manderei poche prove, poiché è soltanto la vostra unione con Me che cerco e, generalmente, voi venite a Me solo quando siete infelici. Ah! Venite dunque! In ogni momento! (IV-147).

Quello che è

Gesù dice a Gabrielle di unire ogni atto a Lui, anche il respiro. Se così fosse, non saremmo imprigionati nelle cose della terra, ma le vivremmo con la forza di Dio, con la certezza che tutto è avvolto nel Suo amore, perché solo così ciò che esiste è quello che realmente è.

Insostituibile

Gesù vuole che lo guardiamo, perché guardando Lui, vediamo noi stessi, la vera immagine del Suo progetto, ciò che eternamente siamo nel volere santissimo della Trinità. Guardami, guardati, dice a Gabrielle dall’ostensorio: un invito rivolto anche a noi, perché attingiamo alla fonte unica e insostituibile di vita.

Miracoli

Per Gesù è importante che leggiamo ogni giorno qualcuna delle Sue parole. A Gabrielle chiede di fargli questo onore. Ci fa effetto un Cristo che chiede, e chiede in questo modo. Come il padre della parabola, che prega il figlio maggiore di partecipare alla festa del fratello perduto e ritrovato. Miracoli dell’amore vero.

Come Lui

Dio si serve delle nostre angosce e sofferenze, per il Suo progetto, così come si è servito di quelle di Suo Figlio. Gesù è entrato totalmente in questa offerta, fino a chiamare amico colui che lo tradiva. La Bossis è invitata a imitarlo: “come Lui” potrebbe essere il suo motto, e anche il nostro.

Intorno a noi

Gesù vuole essere visto nel prossimo e nelle piccole cose di ogni giorno. Vuole che ci relazioniamo con dolcezza, perché la Sua presenza possa essere avvertita. Che non facciamo le cose per forza, ma con gioia. Vuole esserci per trasformare il mondo, intorno a noi.

Di passo in passo

Come gioire bene del dono ricevuto da Dio? Condividendo la Sua gioia. Gesù non sarebbe così felice se non ne partecipasse: lo dice alla Bossis. Le raccomanda di cogliere tutto ciò che li avvicina: così, di passo in passo, progredirà nella semplicità dell’amore, e sarà sempre più Sua.

Agire

Gesù dice a Gabrielle di prestargli le sue membra, la sua testa, perché Lui è inchiodato alla croce e non può servirsi delle Sue. Se si accoglie il Suo invito, può ancora essere presente, potrà di nuovo agire.

La fonte dei miracoli

Se siamo tristi, possiamo ricordare che il Cristo ha percorso le nostre vie, come dice alla Bossis. Non c’è niente di non condiviso, eccetto quel male che è il peccato. E quando facciamo un sacrificio, pensiamo non alla fatica, ma alla gioia che gli diamo. La comunione è la fonte dei miracoli. 

Dal nulla

La vita è troppo corta per amarvi, dice il Cristo alla Bossis, ho bisogno dell’eternità. I pensieri di un Dio. È bello contemplarli come un’alba, o un tramonto. Lasciarsi raggiungere dalla Bellezza e salvarsi dal caduco, dall’effimero, dal nulla.