
Maria ci porta per mano, come tutte le mamme. Mai come oggi si sente il bisogno di questa guida esperta, che conosce la strada. Mai come oggi abbiamo bisogno di una strada.

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.

Gesù vuole che lo guardiamo, perché guardando Lui, vediamo noi stessi, la vera immagine del Suo progetto, ciò che eternamente siamo nel volere santissimo della Trinità. Guardami, guardati, dice a Gabrielle dall’ostensorio: un invito rivolto anche a noi, perché attingiamo alla fonte unica e insostituibile di vita.

Per Gesù è importante che leggiamo ogni giorno qualcuna delle Sue parole. A Gabrielle chiede di fargli questo onore. Ci fa effetto un Cristo che chiede, e chiede in questo modo. Come il padre della parabola, che prega il figlio maggiore di partecipare alla festa del fratello perduto e ritrovato. Miracoli dell’amore vero.