Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.
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Massimiliano DAMAGGIO, Edifici pericolanti. Nota di lettura di Giovanni Nuscis

Massimiliano DAMAGGIO
Edifici pericolanti
Dot.com Press (2017)
postfazione di Fabio Franzin
e una nota di lettura di Nino Iacovella
Già dall’architettura si presenta come un lavoro originale, fuori dagli schemi, questo libro di Massimiliano Damaggio: dalla scelta del formato, solo digitale, alla sua struttura; con le poesie della prima parte del libro suddivise in sei sezioni con lo stesso titolo delle sei prose contenute nella seconda parte dell’opera; eloquenti i titoli: Sell in, Sell out, Otto tentativi di salvezza, Ultime dall’iperghetto, Sarà la bellezza la nostra vendetta, Cinque simulazioni, …E una risposta. Ogni sezione è intervallata da una pubblicità, con effetto tragicomico. Continua a leggere
Essere tra le lingue #7: NELVIA DI MONTE
di Manuel Cohen
Per fortuna degli autori e per gioia dei lettori, esistono, rari, premi letterari tesi a valorizzare i vincitori editando le raccolte premiate. Nelvia Di Monte (1952) di recente ha beneficiato di ciò, aggiudicandosi il ‘Premio Ischitella-Pietro Giannone 2010’ per la poesia nei dialetti d’Italia, premio che ha provveduto a stampare Dismenteant ogni burlaz, interamente scritto nella lingua friulana, nella varietà parlata a Pampaluna, paese da cui la nostra proviene; quindi, il ‘Premio speciale alla carriera Elsa Buiese 2011’, che ha stampato la suite, Nelle stanze del tempo, contenente testi in lingua e in dialetto. Continua a leggere
Ora rimane la sera. Una nota su Effekappa (Zona Editrice.)
di Fabio Franzin
Non conosco di persona Franz Krauspenhaar, ma mi sono emozionato, qualche anno fa, leggendo il suo romanzo Era mio padre, dove l’autore ricercava, dentro la sua scrittura, le radici di un amore profondo, pur nel passato scomodo del genitore.
Non lo conosco di persona Franz, dicevo, ma so, per via del web dove ogni tanto mi rifugio – rete che tutto imbriglia e tira su, che tutto pesca nei suoi mari ora calmi, ora burrascosi, e sempre più spesso così inquinati dall’invidia e dal rancore, da discussioni insulse –, che anch’esso è una personalità scomoda, capace di attirare a sé simpatie e antipatie, di essere persino frainteso, credo.
A me, a pelle, sta simpatico. Sarà quel suo nome che è già più di metà del mio cognome, sarà che alcuni amici, in tempi per me più felici, mi chiamavano proprio Franz. Sarà… quella sua aria da sborone nelle foto che lo ritraggono – che ho trovato sempre nella rete, fra cozze e perle –; ne ho incontrati tanti con quell’aria: prima mi stavano un po’ sulle palle, poi, conoscendoli meglio, siamo diventati sempre ottimi amici; perché dietro la maschera c’è sempre l’uomo, con le sue lacrime, le sue fragilità. È dietro le facce serie e per bene che spesso si cela il farabutto. Continua a leggere
Fabio FRANZIN “CO ‘E MAN MONCHE [Con le mani mozzate]
MOBII / MOBIITA’ (Mobilia / Mobilità)
I
Èco, vardéne: sen qua, tuti insieme
sot’a tetòia de eternit e lamiera drio
‘a segheria, un branco de pòri cristi
a l’onbrìa del silo; vardéne, ‘dèss
che quel del sindacato e ‘l diretór
dea fabrica i ne ‘à ‘assà là da soi
da soi òniun co’i só pensieri, ‘a só
ansia, el rabiosón; ‘dèss che forse
pa’a prima volta sen davéro tuti
compagni, cussì, ligàdhi aa stessa
sort. Vardéne: se ‘ven anca scanà
fra de noàntri, e sbarufà, se ‘ven
mandà a cagàr a volte, parché un
ièra un fià lechìn, el fea ‘a spia su
in ofìcio, o parché cheàltro tiréa
el cul indrìo, no’l capìa un ostia.
E ‘dess par squasi che se ‘vene
senpre vussù ben, che sene tanti
fradhèi ribandonàdhi da un pare.
Calcùn l’à sgobà insieme par vinti
àni, cómio co’ cómio, bestéma co’
sudhór; calcùn no’l voéa pròpio
savérghine de lavoràr in còpia co’
cheàltro, altri i ‘à vist el só ben
fiorìr drio ‘na fresa, basi robàdhi
fra un toc e ‘n’antro, i fiòi crésser
fra i turni e ‘l mutuo; un l’à vist
un déo sparìrghe via daa man, tut
a un trato, ‘n’antro se tièn duro ‘a
schena, co‘l lèva su daa carègha. Continua a leggere
La lingua terza: su Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin
di Adelelmo Ruggieri
- Mentre che mi sono deciso di scrivere queste robe che mi rosega dentro, à scuminziato a nevicare
- (F. Franzin, “Camioneto roso”)
- ???
Quasi in coda a Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin (Le voci della Luna, 2011) sventola il tricolore italiano; appena dopo – la sola poesia motivata al centro del libro – nelle due pagine finali c’è un pioppo: nella pagina di sinistra è chiamato nel dialetto dell’opitergino-mottense, piòpa, nella pagina di destra pioppo. Continua a leggere
Incùo. Di Fabio Franzin
Incùo
Incùo el mé fiòl pì pìcoeo
l’é ‘rivà daa só camaréta
co’ un pòche de machinete
rote in man, rodhèe e tòchi
de plastica che ghe caschéa
fra ‘e piastrèe del pavimento
– ‘a só voséta prima de lù, là,
drio ‘l coridòio – “papà, se
non riesci a trovare lavoro Continua a leggere
“Homo da ben o’ voilu andar?”
Ricevo da Fabio Franzin e volentieri pubblico (FK.)
L’apparizione della Vergine e la parola poetica
Giornata di poesia per i 500 anni dell’apparizione mariana a Motta di Livenza
11 settembre 2010
Sala superiore de “la Loggia”
Motta di Livenza (Treviso)
Tavola rotonda, ore 10.15
Accoglienza dei partecipanti e apertura della giornata:
Saluto di padre Alfonso Cracco, Rettore del convento
e del sindaco del comune di Motta di Livenza
Introduzione alla giornata di Fabio Franzin e Sergio Momesso
Relatori:
Adele Desideri: “La parola riprenda a fiorire” nella voce degli ultimi. Riflessioni su Laudario alla Vergine di David Maria Turoldo (Bologna, Dehoniane, 1980)
Franca Grisoni: Letture da Passiù (Brescia, L’Obliquo, 2008)
Franco Loi: L’apparizione come epifania creatrice. L’apparizione della parola
sulla carta
Davide Rondoni: Letture da Compianto vita (Milano, Marietti, 2003)
Moderatori: Fabio Franzin e Sergio Momesso
Reading poetico, ore 16.30
Pierluigi Cappello, Roberto Cogo, Ivan Crico, Adele Desideri, Fabio Franzin, Franca Grisoni, Franco Loi, Francesco Tomada, Davide Rondoni
Saluto conclusivo e ringraziamento
Organizzazione e coordinamento: Fabio Franzin e Sergio Momesso
Fabio Franzin: Premio Pascoli 2009

Dirìti? ai operai? ma
quando mai? che l’é
za tant riussìr a no’
farse pestàr i cài, no’
farse, de nòvo, tratàr
da s.ciavi. ‘Dèss, po’,
che i tenpi i ‘é tornàdhi
a èsser scuri: contràti
precarî e tanti pòre cani
da òni part del mondo Continua a leggere





