Archivi tag: francesco forlani

*Les italiens: Manila Benedetto

 

Lettera di apertura

Cara Manila,

Tanti mi dicono che Torino è come Parigi. E io rispondo, forse. Perché in fondo ogni città del mondo è come Parigi.

Perfino la pioggia può essere la stessa. La questione è nel come, Torino non è Parigi. Forse nemmeno Parigi è più Parigi. Il cafè Flore non è Jean Paul Sartre e il Select Hemingway.
Perché Parigi è i suoi marciapiedi, le linee incrociate delle sedie in vimini dei bistrot o quelle rotanti delle insegne dei Tabac. Lo ricordi anche tu del resto nella splendida citazione di Kafka, quando risponde a chi gli chiede di Parigi, è una linea. Proust, Miller, Hemingway li calpesti a Parigi e ogni giorno si compie il gesto surrealista per antonomasia, secondo Breton, quello di scendere in strada e sparare sulla folla. Tutte le città sono come Parigi, allora. Perfino la tua, Bari.

 

Continua a leggere→

L’ultima spiaggia

di

effeffe

 

Il bagnante aspetta l’arrivo della corriera vestito di una sola valigia e di una 

risoluzione. Dopo un’attesa   durata quasi trent’anni ha racimolato tempo ed 

energie per compiere il viaggio. Che dalla città lo porta ad un antica stazione 

balneare. Antica come lui, per girare disinvolto tra sedie a sdraio ed 

ombrelloni- chissà che non mi riesca di rivedere Remo, che per un bagnino 

nome più appropriato non si poteva, e che il padrone, puntuale dalla terrazza 

in vimini e ferro battuto, con un caffè in una mano ed una Linda tra le labbra 

diceva – Remo ( pausa)  in barca. Continua a leggere→

Su le mani!

Per ingrandire smausaci sopra.

Per vedere (e ascoltare) pleia sotto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=c9WB3KTX0rQ&hl=en&fs=1]

Da questo mese di Agosto collaboro con un mensile di politica e cultura del territorio che si chiama Fresco di Stampa diretto da Ignazio Riccio. La collaborazione è nata intorno ad un bicchiere (molte bottiglie) dopo una presentazione  alla libreria Spartaco di Santa Maria Capua Vetere. E’ una redazione composta essenzialmente di giovani che con l’appoggio di luoghi storici per il casertano come la libreria Quarto Stato, si fa un gran culo per non disertare la lotta in terre difficili (eufemismo)  come queste, sospese tra Casertano e Napoletano. Collaborerò con le mie vignette, les Faits Divers , nate proprio su questo blog e allora in occasione di questa loro materializzazione cartacea volevo ringraziare Fabrizio e i redattori di LPELS per quell’esordio, con la speranza di fare tutti un bel bagno, un giorno, in un mare che sarà di nuovo mare, in una terra che, senza alcun dubbio, tornerà ad essere una terra.

effeffe

ps

Il bagno, naturalmente nudi.

Il “bouquiniste”

di Francesco Forlani

bouquiniste

bouquiniste

Durante la passeggiata Elisabeth ed io non abbiamo scambiato una parola. O almeno. Ci abbiamo solo provato perché come i miei amici sanno, parlo molto, parlo troppo. E scrivo poco. Il motivo dell’appuntamento era d’altra parte il seguente: come fare per rendere ai compagni di penna un’opera
autentica. Non una raccolta di novelle pubblicate qua e là in riviste improbabili, tra Francia e Italia. No, no, ma un vero romanzo di quattrocento pagine e passa con lo scrittore in persona che in più dichiara in un’intervista: “ho eliminato molti passaggi, in tutto qualche centinaio di pagine.” Un unico libro che fosse l’equivalente di quanto abbia mai potuto scrivere, e pubblicare, tesi universitaria e lettere d’amore o d’addio incluse. Certo non è la quantità che conta, dicono. Ma la qualità, penso. Ed è per questo che oggi ho passeggiato con Elisabeth. I lungo Senna per i parigini sono come le rive del Gange. Talvolta mi ci devo immergere per conquistare quell’universo misterioso e inafferrabile che è la lingua francese. La lingua, ma non solo quella, è un’intera cultura che si nasconde fra i chiaroscuri di una pellicola che si srotola alla stessa velocità dei bato’ musce. Continua a leggere→

Un ciclo di incontri presso La Camera Verde per questa edizione del «Tiresia»

di Biagio Cepollaro

A Giuliano Mesa La Camera Verde dedica un ciclo di incontri.
Non si tratta di una rituale presentazione ma dell’avvio di un dialogo ‘vivo’ tra testo, autore e lettore.
Un dialogo che si approfondisce nel tempo e che chiama a reagire poeti e critici disposti a mettersi in gioco, a porre e a rischiare la propria esperienza e il proprio gusto nel campo di attrazione di una poesia tra le più significative degli ultimi decenni. Prospettive diverse da cui leggere l’opera ma anche possibilità di verificare tali prospettive grazie alla presenza di Mesa, tanto aperto ad accogliere i diversi apporti quanto rigoroso nel rigettare fraintendimenti.

Gli incontri con l’autore sono previsti alle ore 20.00 di mercoledì 21 maggio, 4 giugno, 11 giugno, 18 giugno e 25 giugno con la presenza di volta in volta di Marco Giovenale, Bruno Torregiani, Andrea Raos, Luigi Severi, Florinda Fusco, Andrea Inglese e Francesco Forlani.
Continua a leggere→

The Real Thing

di Francesco Forlani

In una delle ultime lettere mandate a Doris Dowling, Cesare Pavese, parlando di Vittorio de Sica cui avrebbe proposto la sceneggiatura di “Vita Bella” scrive:

He must rediscover in it the humble humble horrid tender real thing he is always after. The leitmotif of the lavabos could be a contribution.

Resta da capire se la “real thing” sia quella che premia, la ricerca dello scrittore o il fine di tutto il processo creativo. In altri termini in un’epoca letteraria in cui il giornalismo letterario si è travestito da letteratura è proprio necessario che la letteratura dismetta i propri panni per travestire gli scrittori in detective e reporter? Dopo la capitolazione della “critica” ridotta a popolo di chroniqueurs, cronacanti del mondo letterario, dove i libri escono, o entrano, mai che se ne stessero lì dove sono, perché partecipare cum gaudio alla disfatta della letteratura costretta a subire l’imprimatur della realtà. Ma poi si tratta veramente di realtà o solamente della contemporaneità?
Continua a leggere→