a cura di Giorgio Stella
“Piangi? Alla tua età? Per un paio di merli?
Dammi retta! lo sono un gatto pratico,
non perdo tempo in chiacchiere
(infatti, i tuoi merli: neanche il tempo di fiatare!)
… be’, e adesso perché ridi?
O piangi o ridi, se no mi confondo: io sono un gatto pratico!».
“E smettila! Chi credi di ingannare? Un gatto pratico!
Se tu lo fossi, lo sapresti che non puoi parlare!».
«Be’, sì, però… «Però che cosa?». «Se mi concedi un’altra strofa…”
“Ormai, l’hai cominciata…» «Però i tuoi merli erano proprio buoni!».
“Ah sì? Prova a mangiare solo merli parlanti,
e vedi quanto ca?p?!». «??mpo, campo…
Allora non lo sai che i merli parlano davvero?
A dire il vero, sono anche un po’ scoccianti:
ascoltano, ripetono: sempre a rifarti il verso!».
“Ma tu di quali merli stai parlando?».
“Io? lo sono un gatto pratico! I gatti non parlano!».






