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Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 9

di Giorgio Morale

Mi piacciono i primi caldi.

Per un attimo mi attirano i colori brillanti di un insetto. Il gesto spavaldo di una ragazza che, quando la moto parte, allarga le braccia come per un volo. Lo sguardo che chiede comprensione di una signora in auto che fa una manovra azzardata.

Un ticchettio per strada. Un operaio sospende il lavoro e costruisce un triangolo di sguardi tra lui, me e una ragazza.
“Noi uomini siamo così. Sentiamo un rumore di tacchi e ci voltiamo”. Continua a leggere→

Chin P’ing Mei: Che è l’uomo, che è mai il potere?

di Giorgio Morale

“… racconti che si incrociano lasciando all’alternanza libera di gesti, di azioni e di accoppiamenti, il compito di rivelare il segreto di ogni avvicinamento sessuale. Un diario erotico che ricostruisce il profilo di una passione erotica e sentimentale, senza caricarla di troppi significati sottintesi, ma anzi lasciando che la fisicità pura prenda lentamente il sopravvento, celebrando la gioia della carnalità al femminile, la bellezza del corpo maschile, la magia dell’avvicinamento e della seduzione”.
Così una nota casa editrice italiana presenta una raccolta di racconti erotici inserita nel proprio catalogo. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 8

di Giorgio Morale

“Vado a letto con calze e camicia da notte e gelo lo stesso” dice Elle. “Mi sembra di essere vestita come di giorno”.

Giriamo per casa ripetendo “Che freddo”, una sola volta non basta per dire la persistenza della sensazione.

Il freddo stimola la produzione di orina e l’appetito. Soddisfo l’una e l’altro per evitare di stringermi sempre di più in me stesso. Alimento così gli scambi con l’esterno e produco quel calore che mi permette di rilassare i pori. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 6

di Giorgio Morale

Grandi feste, grandi prove.

“Vuol dire che passeremo un Natale semplice ma felice”.
Erin ha realizzato che, causa un’infezione volatale in gola, non trascorrerà le feste dai parenti, in un paese di montagna dove non manca mai la neve e l’aria, l’acqua, il pane hanno il buon odore della legna bruciata.
“Un Natale semplice ma felice” diventa il nostro motto. E la piccola annuisce, come una sibilla. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 5

di Giorgio Morale

Telefono a mia madre.
“Come stai?”.
“Come vuoi che stia?”.
“Qualcosa va male?”.
“Qualcosa? I denti vanno male, le spalle vanno male, il braccio va male, la testa va male”.
“Non c’è niente che vada bene?”.
“Niente. Ho le artriti, lo stomaco non digerisce, mi cadono i capelli”.
“Sono mali che non guariscono”.
“Lo so, una medicina per me non esiste”. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 4

di Giorgio Morale

Erin è nell’età in cui farebbe di tutto per compiacere i genitori. Se dico che qualcosa andrebbe fatto, raccoglie le mie parole senza darlo a vedere. Me ne accorgo e mi riprometto di darle un segno della mia riconoscenza. Poi me ne dimentico, o me ne manca il tempo, e il suo gesto passa sotto silenzio.

Quando è in casa Simone invece sono io che gli vado dietro, raccogliendo e mettendo in ordine ciò che lui sparge in giro. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 2


di Giorgio Morale

E’ difficile pescare un giorno, un’ora, una sensazione che sia unica: una scoperta. Eppure! Non siamo sempre in formazione?

Due o tre, forse dieci ricordi si sono fissati come fotogrammi fissi, via via sempre più esili. Risalgono ai primi anni di vita. In pochi credono che siano autentici e molti hanno ipotizzato trattarsi di quadri da me composti sulla base di racconti ascoltati sin dalla più tenera età. E’ successo diversamente: sono ricordi a cui sono tornato e tornato, facendoli sempre riemergere. Alla fine, di qualcuno rimane l’immagine e si smorza il sentimento. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 1

di Giorgio Morale

Come ridere?
Come abbandonarsi alla gioia
se il mondo è in fiamme?
Perché sei avvolto nel buio
non dovresti cercare la luce?
(Dhammapada)

Una tv ad alto volume, una moto, una macchina; una fila di finestre illuminate permette di seguire le volute di una rampa di scale; una fila verticale di finestre piccole, come una feritoia: quelle del bagno; un rimestare, un tintinnio di posate, un cassetto che si chiude. Seguendo il chiarore del cielo arrivo a scoprire la luna.

A volte mi sembra di aprire ogni giorno di più gli occhi sulle cose di sempre. A volte mi sembra di disimparare, giorno per giorno, antiche evidenze. Continua a leggere→