Archivi tag: Giorgio Morale

Acasadidio a Milano

Domenica 22 marzo, alle ore 10.30, al Punto Pero, in via Sempione 70, a Pero (Milano), nell’ambito della rassegna “Aperitivi letterari – Incontri con gli autori” promossa dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale, Giorgio Morale presenta il suo nuovo romanzo Acasadidio (Manni 2008).

Martedì 24 marzo, alle ore 18, l’autore sarà presso la libreria Feltrinelli di via Manzoni 12, a Milano. Intervengono Gabriella Fuschini e Giovanni Giovannetti. Letture di Mattia Camisa Morale e Maria Cascone. Alla fisarmonica Beno Fignon.

Collegamenti:

“Acasadidio” di Giorgio Morale. Recensione di Francesco Sasso [La poesia e lo spirito]

La struttura ambigua del comando. Recensione di Alfio Siracusano [Il sottoscritto]

Estratti da Acasadidio su Nazione indiana

Estratti da Acasadidio su La dimora del tempo sospeso

f.s.

“Acasadidio” di Giorgio Morale

di Francesco Sasso

Vale la pena, innanzi tutto, di fermarsi su Giorgio Morale, scrittore siciliano, ma che da anni lavora e vive a Milano, schivo, profondamente classico per sensibilità e per intelletto, che sa tenere in prodigioso equilibrio gusto e partecipazione civile, senso del concreto e rigore poetico. Ha esordito tardi nella narrativa, nel 2005 con Paulu Piulu (Manni), romanzo in cui, tra i ricordi idealizzati di giorni felici, egli evoca un irraggiungibile mondo di pura bellezza, invoca l’unica speranza: l’infanzia dell’uomo. Di tutt’altra specie è il nuovo romanzo Acasadidio (Manni), da pochi giorni in libreria.

Acasadidio è una sorta di romanzo intimo e di denuncia. Ambientato nella Milano di questi anni, racconta due storie intrecciate fra loro: la vita occultata di un importante Centro di volontariato che fa soldi con il dolore degli immigrati, trovando loro lavori impossibili, e dirottando in altri lidi i finanziamenti pubblici; e la vita privata di una donna trentaquattrenne che scopre d’essere incinta e decide di portare avanti la gravidanza nonostante l’amante l’abbia abbandonata.

Continua a leggere→

“Poesia e Spiritualità” n. 2

Giovedì 11 dicembre alle ore 21 presso lo Spazio Tadini, in via Jommelli 24 a Milano, sarà presentato il secondo numero della rivista Poesia e Spiritualità (Viennepierre edizioni). Saranno presenti per la rivista Donatella Bisutti, Sandro Boccardi, Alberto Casiraghi, Paola Lagazzi, Carlo Maria Marinoni, Daniela Muti, Giancarlo Pontiggia, Luciano Ragozzino. Con la partecipazione di Guido Oldani e Mario Santagostini. Letture di Livia Candiani, Franco Loi e Cesare Viviani. Seguirà proiezione e reading.

Ringraziando per la gentile concessione, presentiamo le poesie inedite di Livia Candiani presenti nel presente numero della rivista.

Livia Candiani, da Versi d’asino

Mio rifugio
mia rondine senza capo né coda
puro volo; Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Puglia

di Giorgio Morale

“Guarda le chencarelle” dice Adriano. “Sono tagliate a mano, così”.
Si siede su uno scalino e fa il gesto di tenere una pietra tra le ginocchia e di colpirne il bordo dall’alto al basso per scheggiarla.
“Infatti sono irregolari, non aderiscono perfettamente. E tra una fascia e l’altra c’è una camera d’aria, così il caldo e l’umidità non si fermano. L’acqua scivola, il vento passa tra pietra e pietra, e l’aria circola, la casa respira, perché la pietra è viva”.
E io penso che è una magnifica metafora per la prosa. Che circoli, l’aria, tra frase e frase, tra parola e parola. Continua a leggere→

Sergej Aksakov, Cronaca di famiglia

di Giorgio Morale

Al cuore del realismo

“Ah, i russi!…”. L’esclamazione fa sospirare tanti lettori italiani.
Ebbene, questa non è una recensione, è un appello: occorre salvare da un temporaneo oblio, liberare dal silenzio che l’ha avvolto, un grande scrittore, uno dei più grandi scrittori “russi”.

Si chiama Sergej Aksakov ed è vissuto dal 1791 al 1859. È nato a Ufa, nella Russia che guarda all’Asia, ma è stato gran tempo a Mosca, dove persone come Turgenev e Gogol, ammirati dei suoi racconti e dei suoi ricordi, l’hanno incoraggiato a scrivere: “scrittore per istigazione” l’ha definito infatti Serena Vitale. Continua a leggere→

L’ora del caldo

di Giorgio Morale

Dormito otto ore di fila. Paolo si sveglia con la gola secca: muto, sporco, catarroso. I suoi compagni di scompartimento dormono, muti anche loro.

Paolo quasi rimpiange quei treni degli emigranti dove si mescolavano risa e pianti, odori di cacio e di sudore, la radio ad alto volume e le spiegazioni a non finire, le cortesie e i litigi, i canti e il vino, che gli scossoni facevano schizzare sui vestiti.

Paolo ricorda: un’estate, un viaggio sempre guardando dal finestrino, il vento in faccia, l’aria tutta gelsomini, la luna che seguiva il treno. Lui parlava coi suoi amici e i ferrovieri parlavano con tutti. Continua a leggere→

“Leggero è il macigno/portato con le ali”

Bevendo il tè con i morti di Chandra Livia Candiani sarà presentato mercoledì 2 aprile alle ore 18 presso la libreria Archivi del 900 di via Montevideo 9, a Milano. Presenterà Vivian Lamarque, leggerà Chandra Livia Candiani.
Ricordo che su lapoesiaelospirito si possono leggere due letture di questo libro qui e qui. Segnalo anche una intervista a Chandra Livia Candiani, che si può leggere qui. Altro materiale sull’opera si trova in rete, in particolare qui.
Accompagno questo annuncio con degli appunti annotati durante la lettura del libro. Continua a leggere→

Quanto volete guadagnare?

di Giorgio Morale

Paolo ed Elle decisero per le enciclopedie, risposero a un’inserzione e si scoprirono a fare anticamera con una decina di giovani e meno giovani in tenuta di rappresentanza. Elle fu ben accetta al primo contatto. Paolo fu rinviato a una seconda prova.
“Prima sfoltisca un po’ i capelli. Si procuri un abito adatto”.
Il giorno dopo fu ammesso anche lui alla seconda fase, tre giorni di training teorico.
“Dopo sarà un’altra persona” gli dissero. “Neppure sua madre la riconoscerà più”. Continua a leggere→

Ts’ao Hsueh-Ch’in, Il sogno della camera rossa

di Giorgio Morale

“Brama, desio, spasimo, struggimento,
tutta illusione! A che serve il cimento?”

Il sogno della camera rossa è considerato il più grande romanzo cinese. 700 pagine fitte nella traduzione italiana, in cui si affollano 448 personaggi, dicono alcuni che li hanno contati (qualcun altro dice 700), tutti ben individualizzati e legati da relazioni ricostruite minuziosamente.

Lu Hsun ne parla come di “una gemma della letteratura cinese”. E dice che “La più grande virtù del suo autore è che egli osa descrivere realisticamente la vita, senza usar sotterfugi. Ogni persona del libro è reale ed il romanzo determina una svolta nell’arte della narrativa in Cina”. Continua a leggere→

La partenza

di Giorgio Morale

Era la soglia dell’anno 1960 e Paolo aveva ormai dimenticato l’America, quando nel suo universo fece l’ingresso un altro corpo celeste: la Germania. I pionieri ne tornavano già, portati dal caldo estivo, ed erano d’esempio ad altri. Con qualche parola straniera che s’inseriva nei discorsi rendendoli più convincenti, narravano di grandi fabbriche e miniere dove i soldi si scavavano insieme al carbone. Appena tornati, gettavano le fondamenta di case che avrebbero completato nei successivi ritorni. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 4

di Giorgio Morale

Si festeggia il centenario della fondazione di Nea Anchialos. Ecco cos’erano quelle prove di danze che vedevamo nei giorni scorsi. Centinaia di persone assistono alle celebrazioni nei giardini pubblici, sedute a semicerchio attorno a un palco come nel teatro antico. Prima parla un oratore, poi uno spettacolo ripercorre la storia, alternando proiezioni, scene e letture, canzoni e balli. Demetrio traduce e sintetizza per noi. Poi il sindaco invita a continuare la festa altrove e augura buon divertimento. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 1

di Giorgio Morale


E’ la mancanza d’immaginazione a spingerci
nei luoghi immaginati anziché restare a casa?
E se Pascal sbagliasse sullo starsene
seduti buoni buoni nella propria stanza?

(Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione)

Arriva l’estate, la grande stagione, e ci disperde. Ci riprende la nostalgia, per il nomadismo, per il mare. Continua a leggere→

Lu Hsun: “Le strade si formano quando gli uomini percorrono insieme lo stesso cammino”

Lu Hsun

di Giorgio Morale

Parecchi romanzi pubblicati negli ultimi anni parlano del bisogno di scrittura. In alcuni appaiono personaggi, spesso alter ego degli autori, per i quali scrivere è una sorta di imperativo.

“… Scrivere solo quando se ne prova il bisogno; il lavoro è allora come la luce del sole, che s’irradia da una fonte di infinita chiarezza, e non come la scintilla che sprizza dal ferro e la pietra. Questo soltanto è vera arte, e solo chi scrive in questo modo è un vero artista…” dice Lu Hsun (Una famiglia felice). Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 11

di Giorgio Morale

Domenica mattina. Sesso fiacco. Veloce. Torno dal bagno svuotato. Io chiedo scusa, Elle sorride. Io continuo a dire “Mi spiace” e lei che non importa.

Trasalisco per un rumore. E’ Elle che tamburella sul muro.

Disteso, immobile. Il caldo impedisce di dormire. Crollo per la stanchezza, ma dopo mezzora mi sveglio sudato. L’unica nota fresca è un cinguettio. Elle non è dello stesso avviso. “Questi uccelli” fa. “Il caldo rende isterici anche loro”.

Continua a leggere→

Estate

di Giorgio Morale

La vera estate cominciava quando scoppiava il canto delle cicale e vinceva ogni cosa. Per tutta la stagione esse seguivano chi andava per il paese, dalle campagne della periferia ai cortili, dai giardini pubblici alle piazze. Ovunque c’erano alberi, le fronde risuonavano, enormi sonagli agitati dalla campagna al cielo per un invito a una festa. Quel ritmo, uniforme, assordante, conteneva ogni musica. Il cielo rispondeva mescolandovi i suoi raggi, scroscianti, abbaglianti. Continua a leggere→

Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 10

di Giorgio Morale

Domenica. Luce di giugno e codazzi di passeri e rondini, a cui il silenzio è cassa di risonanza.

I pensieri zampillano uno alla volta, si disperdono, si rarefanno.

Un grappolo di scampanii. Una radio trasmette la messa ad alto volume.

Poi pentole e piatti. Odori sfarzosi costruiscono da una finestra all’altra una tavola imbandita. I fumi delle cotture s’alzano al cielo, il grasso delle carni attraversa le pareti. Continua a leggere→

Chandra Livia Candiani: “una devozione leggera e costante”

“Tutti abbiamo una porta, non sappiamo cosa c’è dietro”
(Chandra Livia Candiani, La porta, la Biblioteca di Vivarium 2006)

Da La Porta

La porta.
Era.
Di ferro.
Certe volte di ghiaccio.
Perfino
di umano
costato,
allora il suono
del bussare
si faceva sordo
impossibile da ascoltare.

*

Continua a leggere→