Archivi tag: Profeti di avventura

68. Parole

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZOQlG8YRxEQ]

da qui

– Cosa attira in questa città di rocce bruciate dall’arsura?
– Un cimitero a cielo aperto, una distesa di tombe senza fine.
– Colline brulle di polvere e sassi.
– Ma le pietre racchiudono la storia.
– Traspirano l’odore dei secoli.
– Ti siedi su una panca e sei circondato da fantasmi. Continua a leggere→

67. Ci sono posti

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2WqBJIz8khM]

da qui

Sulla parete rocciosa ci sono pochi segni di quello che fu il tempio splendido di Augusto: una grotta in mezzo alla parete; impronte di finestre sparse qua e là senza un ordine apparente; scalini enormi che scendono curvando tra rocce di colore e consistenza vari. Si potrebbe immaginare come fosse in origine: i frontoni e i colonnati in marmo, le scalinate solenni che incutevano rispetto, le porte gigantesche, aperte sulla semioscurità di interni raffinati. Continua a leggere→

66. Chi io sia.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BGIL_yyT3wI&feature=fvst]

da qui

Quassù non c’erano mai stati. Oltre i rami degli alberi si snoda la strada su cui arrancano i pullman turistici, stipati di valigie e pellegrini; oltre il guard rail, la distesa delle case va incontro al tramonto di nubi rosse e nere che non riescono a nascondere l’azzurro. Il sorriso della donna traspare dagli occhi, fari incastonati nell’ovale bianco del viso, dello stesso colore dei capelli neri, raccolti solo in parte.
– E’ bello qui: la città sembra correre verso l’orizzonte. Continua a leggere→

65. Quella palma

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=KMKTaLaYBB8&feature=related]

da qui

Sembra il muro del pianto, ma Amos può vedere, ormai, che non lo è. Non ha bisogno di toccare, di sentire le pieghe delle cose, di saggiare il mondo come fosse una nuvola di tessere di cui non si conoscono i colori. Gli sembra impossibile passare tra i tavoli in legno e le poltrone in pelle; accarezza le piante, accende per gioco uno dei computer collocati in ogni postazione. Continua a leggere→

64. Cosa avevi letto?

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=WqXWBFZV360]

da qui

Dal Monte degli Ulivi si vede un mosaico a fasce di colori: il bianco delle tombe, il giallo della terra punteggiata di cipressi, il grigio dei muretti in pietra, fino al beige delle mura che abbracciano la pasta chiaroscura delle case, l’oro della cupola e il verde degli alberi che vegliano come un manipolo di guardie. Continua a leggere→

63. Nel ventre della terra

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=646KtkEcPm8]

da qui

Ci sono tutti, nell’orto degli ulivi: Matityahaou, con la faccia da ragazzo allegro, Shime’on, dal piglio fiero, Yaakov, coi dentoni da coniglio, Yoh’anan, giovane e bello come devono essere gli eroi, Andreas, con le orecchie a sventola e una strana smorfia sulla bocca, Yehouda, dai riccioli ribelli, Nathane l’intellettuale ed Eleazar, scampato a due attentati. I viali che tagliano il giardino sono fiumi di sassi minuscoli che riflettono la secchezza del cuore dei discepoli. Continua a leggere→

62. Deviazioni

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MdOwfrwCiJI]

da qui

Le canne riparano dal sole, ma non dal caldo; l’azzurro è una minaccia, soprattutto nei punti in cui lo spazio aperto si allarga per qualche cedimento, o perché meglio di così non si può fare. Le sedie in bambù – provenienti dalla Cina? – sono l’ideale per la traspirazione e il succo di tamarindo recita la parte che gli spetta. Continua a leggere→

61. Lampioni

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=q_rbNdfqkfY]

da qui

– Mi sta perseguitando?
– Per Magdalenne è sempre più difficile distinguere il confine tra la fascia azzurra del cielo e quella grigia: è come se una lotta senza quartiere, o un amplesso ardente, confondesse la linea, la spostasse su e giù, di qua e di là, in un cercarsi e offendersi e abbracciarsi senza fine.
– Voglio solo un parere da chi conosce Yehochoua meglio di tutti. Continua a leggere→

60. Urla

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=oRg-6xArtIY&feature=related]

da qui

La divisa blu, il berretto con visiera, il cinturone e le custodie per pistola e cellulare, gli occhiali scuri che cancellano intenzioni e sentimenti, ma è facile intuire che accadrà, uno spintone a Myriam che cerca di fermarli, un altro a Yehochoua, che ha fatto in tempo ad alzarsi ed è già a terra, le sedie volano in un angolo, il tavolo in legno è rovesciato, è chiaro l’obiettivo, come animali che annusano la preda, Chochana, che ai due bruti appare un boccone prelibato, la pelle liscia, i polpacci affusolati, le cosce sode da donna abituata a camminare, i seni generosi. Continua a leggere→

59. Ombre

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ctsWdUaHsHM&feature=related]

da qui

In certi momenti, in una certa luce, l’orto degli ulivi è una nuvola d’argento che attrae in un barbaglio accecante di colori e fragranze. Soprattutto dopo pranzo, si rischia di smarrire la cognizione del tempo, quando lo spirito è visitato dal demone del mezzogiorno che lo tenta perché sa di trovarlo indebolito. Yehochoua, Nathane ed Eleazar si ritrovano insieme per vincere paure e desideri, che si aggrappano allo stomaco come la resina sul tronco d’albero. Yeochoua ha un soprassalto: i legni contorti si trasformano in figure in agguato, pronte a sparare; distingue i particolari delle gambe rannicchiate, dell’occhio che prende la mira, dei capelli mossi dal vento che soffia a intervalli regolari. Continua a leggere→

58. La mano sul mare

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=mljMWKCowNk&feature=related]

da qui

Il fuori strada è coperto di polvere, sabbia, residui della storia che si accumulano come i piani di una casa, o gli anelli di un albero. Cercano l’ombra sotto un sicomoro, l’unico vegetale visibile nel raggio di chilometri. Il deserto si allunga all’infinito: almeno fino ai monti bianchi che si affacciano al di là delle dune, da un pianeta fratello. Continua a leggere→

57. Divise

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Z9ALiADrJro]

da qui

Yehochoua è contento quando Myriam gli fa la pizza rustica: per uno stomaco delicato è l’ideale. La migliore è quella con prosciutto e formaggio, secca e invitante, da mandare giù insieme col boccale di Maccabee. Non è possibile che mangi sempre questa. Ma lui è così, se sta dalla madre, desidera le stesse cose. Continua a leggere→

56. Mantello

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=RLoHcB8A63M]

da qui

La sera divide il mondo in due: l’azzurro del cielo, ancora chiaro, che sembra la mano morbida di Dio disposta a una carezza, si trasforma in basso in grigio intenso che plana come ombra sulle case popolari, il minareto superbo, la strada attorcigliata come un verme grigio sul dorso della collina verdescura. Continua a leggere→

55. Funghi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=tXmRJpqAHZI&feature=related]

da qui

La stanza è troppo scarna, il letto le pare di quelli che si estraggono da un cassetto o da un divano; la scrivania è una lastra in legno compensato, cui è addossata una sedia a macchie bianche e nere; una tendina rossa si aggrappa al tubolare e scorre fino alla TV, appollaiata su un trespolo gialliccio. Ma dove mi ha portata? Ismail le accarezza la schiena, la immagina cosparsa di sabbia, può sentire il rumore delle onde che sbattono sul bagnasciuga a intervalli regolari. Chissà che disagio per lei, abituata ai cinquestelle. Davanti agli occhi un quadro astratto, un albero rosso campeggia contro un cielo a strisce azzurre e bianche. Continua a leggere→

54. Il punto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qB76jxBq_gQ&feature=related]

da qui

La chiesa è avvolgente, con gli archi a tutto sesto, le nicchie di marmo, l’immagine della Madonna benedicente col bambino in grembo. La cupola è un invaso di luce, i finestroni a volta sono bocche da cui entra il bacio irresistibile del cielo. Nathane osserva da studioso, passa in rassegna colonne e capitelli, i vuoti e i pieni delle conchiglie di pietra sparse dappertutto – simbolo di verginità? – i posti marmorei della sede e quelli lignei del coro, la tradizione è indispensabile, ma può essere viva come allora? Continua a leggere→

53. Giochi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=dxz2UfCYtQk&NR=1]

da qui

C’è un contrasto suggestivo tra la sala dell’albergo-ristorante e la città antica che appare al di là della vetrata. Due epoche, due mondi che si studiano, come gli occhi di Avigail e di Ismail, seduti al tavolo coi bicchieri di cristallo e un mazzo di fiori bianchi che lanciano un appello profumato. Continua a leggere→

52. Date loro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5KMOM8M-Lig&feature=related]

da qui

Da questa prospettiva si vede tutta la città: le mura chiazzate come un formaggio andato a male, le case ammucchiate le une sulle altre come frammenti di un grande minestrone, la bottiglia di vino del campanile bianco, il gelato al limone della moschea di Omar.
– E’ la prima volta che leggo qualcosa dal quaderno, una frase colta per caso, mi si è inchiodata nella mente. Continua a leggere→

51. L’elemento umano

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jCGecYRRF-0&feature=related]

da qui

Sono di nuovo qui, davanti a un quadro che ha il centro in un cerchio di fuoco, perché torna così spesso questa immagine? una striscia di sole circondata da nuvole al tramonto, con i raggi come braccia, o parole, le braccia e le parole di Yehochoua, che ora si tendono verso Magdalenne, cosa vedi sopra la città? Continua a leggere→

50. Pietra

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=eqsdtw5bRsY&feature=related]

da qui

Sono davanti a una pietra rossastra su cui calano lampade eleganti, prepararono il corpo per la sepoltura in questo punto, due ceri a guardia su ambo i lati, non ho mai creduto a queste cose, sullo sfondo un’immagine in cui spicca l’oro fino del cielo, dicono ci siano gocce del suo sangue, Continua a leggere→

49. Ancora vino

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1XsSYHfpfs4]

da qui

C’è una bottiglia di vino su ogni tavolo, come fosse il segnale decisivo, come se il dolore richiedesse una forma cilindrica con l’etichetta bianca del Kadesh Barnea, quella chiara e rossa del Ramot Naftaly, la nera del Sirah Reserve. Shime’on, Nathane ed Eleazar riempiono il bicchiere come ci fosse un solo modo per vincere il timore che li invade sempre più, una nebbia fitta cala nel locale dalle pareti beige, dagli archi che separano i tavoli all’ingresso da quelli  interni, dove è possibile parlare con più riservatezza. Continua a leggere→