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“Di padri (e madri) in figli” – Tanti libri in un un’unica riflessione

Di padri (e madri) in figli

di Giovanni Agnoloni

Mi trovo in un momento incredibilmente pieno di lavoro, tra scrittura e traduzioni, per cui sono molto indietro con le recensioni, ma sul finire di maggio sono riuscito a trovare uno scampolo di tempo per una riflessione che abbraccia diversi libri. Il tema che li attraversa tutti è quello dei padri (ma anche delle madri), da intendersi in senso ampio come le fonti, le origini, i riferimenti. Un argomento che mi tocca nel personale, non solo perché è al centro del mio nuovo romanzo La prossima notte, ma perché ho “lavorato” per anni su questi due poli psichici, energetici e spirituali in sede terapeutica e meditativa. Per di più, l’attività di traduzione letteraria e lo studio della chitarra classica mi portano sempre a dover cercare la vibrazione precisa, la miglior timbrica, il percorso espressivo che poi si fa “storia” e che, da un’idea originaria, conduce a un esito (dal quale poi si potrà risalire alla sorgente).

Tra i libri che hanno accompagnato i recenti sviluppi di questo mio percorso, alcuni sono stati particolarmente efficaci. Comincio da uno che la parola padri ce l’ha nel titolo: I padri si saltano di Stefano Zangrando (Arkadia Editore, 2025), romanzo su una ricerca commissionata al protagonista – un insegnante trentino di nome Diego Verun – da un ex DJ, attualmente residente su un’imbarcazione nel porto di Cagliari, che si fa chiamare “Magra Sorte”, ma il cui vero nome è Eritreo Scheinwindl. Quest’ultimo, essendo affetto da una non meglio precisata malattia autoimmune che lo sta facendo “svanire”, lo incarica di scrivere la sua autobiografia, e lo fa contattandolo online durante i mesi del lockdown pandemico, che Diego vive (male) insieme alla sua famiglia, venata da tensioni interne. La vicenda di Magra Sorte s’intreccia con molteplici strati di ricordi legati alle generazioni dei nonni e dei bisnonni – tra l’altro, lui ha ereditato gli occhi a mandorla da un soldato kirghizo dell’esercito austro-ungarico che aveva avuto un’avventura con la sua bisnonna durante la prima guerra mondiale, tratto genetico che ha saltato la generazione di suo padre (da qui il titolo) –. Vengono così rivelandosi (in un dialogo tra passato e presente, nel quale si proiettano anche episodi della relativamente recente residenza di Diego a Berlino, dove si era già imbattuto in Eritreo) grovigli di vicissitudini legate al tempo di quella lontana guerra, ma anche a tentativi di costruzione di fortunate attività commerciali e a più o meno “irrituali” relazioni sentimental-erotiche. Quello che più mi ha toccato di questo libro, però, è la nitida ricercatezza dello stile, capace di restituire con trasparenza molteplici luoghi; di modo che questo percorso a ritroso nel tempo, che si associa allo smarrimento di un improvvisato investigatore della memoria, finisce per spalmarsi idealmente su tutta la cartina d’Italia e d’Europa, alludendo forse al fatto che ricercare il filo di un discorso personale implica necessariamente il viaggiare, lo spostarsi. Che poi è un altro modo per dire che l’uscire dal sé a cui siamo abituati (e dunque l’affrontare il rischio dell’assenza, cioè il modo in cui spesso percepiamo lo svuotamento dell’ego) è l’unico modo per accedere al vero Sé, dunque alla dimensione della vera presenza.

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Erika Kronabitter, Requiem per una madre


di Stefano Zangrando

Erika Kronabitter è una scrittrice e artista austriaca e vive a Bregenz, nel Vorarlberg. Membro dell’Associazione Autrici e Autori di Graz, ha curato varie antologie e ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua opera. Le poesie che seguono, tratte dal volume Einen Herzschlag nur bist du entfernt (“Sei lontana solo un battito di cuore”), sono tradotte da Sabrina Stabile.

 

1

garten leer

 

vor dem haus nicht mehr

im garten nicht mehr

auf der straße nicht mehr

beim b?cker nicht mehr

auf dem marktplatz nicht mehr

beim busplatz nicht mehr

vor dem haus nicht mehr

auf der straße nicht mehr

garten leer

 

1

giardino vuoto

 

davanti alla casa non più

in giardino non più

per la strada non più

dal panettiere non più

in piazza del mercato non più

alla fermata dell’autobus non più

davanti alla casa non più

per la strada non più

giardino vuoto

 

*

 

2

überall leer

 

im badezimmer nicht mehr

stundenlang

beim frisieren nicht mehr

stundenlang

beim eincremen nicht mehr

stundenlang

beim pflegen nicht mehr

alle stunden

überall leer

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Intervista a Stefano Zangrando su “Amateurs”

Amateurs
di Elisabetta Bortolotti

È una delle figure più poliedriche e cosmopolite del panorama letterario transalpino: scrittore, insegnante, studioso e traduttore, Stefano Zangrando, bolzanino d’origine e residente a Rovereto, è un pendolare instancabile fra le culture italiana e tedesca. Forse anche per l’impegno profuso in questa funzione di mediatore, come narratore taceva da qualche anno: risale ormai al 2009 la raccolta di racconti Quando si vive, che uscì per l’editore Keller all’epoca in cui Zangrando era borsista presso l’Accademia delle Arti di Berlino. Continua a leggere

Murene, il secondo volume: Ingo Schulze, “L’angelo, le arance e il polipo”

[Sta per essere spedita la seconda Murena. Ancora uno splendido testo, in una grande traduzione di Stefano Zangrando e Valentina Di Rosa, e con copertina sempre più trendy disegnata da Mattia Paganelli, stavolta astutamente comprensiva (abbiamo capito come gira il mondo) di pubblicità occulta alla Fanta. È sempre possibile abbonarsi qui. E ancora una volta, grazie a tutti. a. s.]

di Stefano Zangrando

Ingo Schulze non sarà forse un «autore importante di cui nessuno in Italia si stia curando», com’era negli obiettivi di Nazione indiana nella fase ancora embrionale del progetto poi concretatosi con le Murene, ma è da molti anni un amico e un compagno di strada. Fin da quando, nel 2005, lo invitammo a proporre al blog un racconto inedito, poi confluito nella raccolta Bolero berlinese (Feltrinelli 2008), Schulze ha sempre partecipato con piacere e gratitudine a pubblicazioni più o meno vicine a NI e ai suoi membri – nel 2007 uscì un suo bell’intervento sul numero 9 di «Sud»; più tardi intervenne al Seminario Internazionale sul Romanzo di Trento, per il cui volume collettaneo ci donò un ricco saggio sulla sua poetica (apparso anche qui). Continua a leggere