Archivio mensile:Gennaio 2007

Simone Giorgino – Trobar Leu

 

di Paolo Fichera

Chi ha scritto Trobar Leu è il poeta che ha scritto Venenum, un libro suddiviso in tre sezioni (gli altri autori, oltre a Giorgino, sono Michele Truglia e Luciano Pagano) e fortunatamente poco divulgato. Fortunatamente perché non si è bruciato al fuoco della veloce e superficiale assimilazione di ormai quasi tutti i libri di poesia contemporanea, complice il Web. Venenum è un libro di una tale bellezza che chi lo ha letto lo custodisce geloso e si fa vanto di possederlo e di averlo incontrato. Continua a leggere

Della Crisi e Della Cura

la-cura.jpgla-cura.jpgla-cura.jpg

Tempo di Crisi.

La “CRISISTICA” (crasi: crisi + casistica) deprime – ad ampio raggio. A più livelli: etico, sociale, politico, personale, …

Tra quelle proposte, è possibile eleggere LA Cura? Si ascolta e si rilegge: Franco Battiato

(1) Ti proteggerò dalle paure, delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

Un accenno (“da oggi”) che può alludere ad una separazione, alla fine di una storia, o forse alla fine del noviziato e l’inizio del percorso nel mondo dell’essere amato.

Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo

di Roberto Rossi Testa

Mi capita spesso di scrivere provocazioni in forma d’apologo, eccone una.

Una notte ho sognato che, mentre rigovernavo, suonavano alla porta. Con lo strofinaccio in mano andavo ad aprire e mi trovavo di fronte una persona dimessa, ma, come dire, il cui aspetto dimesso pareva nascondere a fatica un qualchecosa di possente e di glorioso, ecco, come se un gigante fosse stato compresso a viva forza negli abiti di un nano.

Continua a leggere

L’uomo-fango

di Antonela Pizzo

volare2.jpg

Prova ad immaginare un uomo senza cuore, un uomo con il cuore di pietra, un egoista che pensa solo a se stesso, che si disinteressa di chi sta male, di chi ha bisogno, insomma immagina un vero e proprio pezzo di fango; ebbene, potrebbe accadere (magari sarà già capitato a qualcuno, solo che noi non lo sappiamo) che un bel giorno quest’uomo-fango si fermi davanti ad un semaforo rosso. Immagina una zingara, come ce ne sono tante, niente di particolare, che si avvicina all’uomo e gli chiede l’elemosina.

Continua a leggere

Monoscopio segreto

birra_peroni_pubbl.jpg

Mi permetto di segnalare che su Nazione Indiana è online la prima parte di un mio poemetto intitolato Monoscopio segreto, leggibile qui. Tratta di infanzia e pubblicità anni 60/70 (sarà mica autobiografico?) La seconda parte martedì. Grazie. FK

Cemak, Alice e il Gatto del Cheshire

Alice l’ho conosciuta bambina – bambina lei bambina io, ma poi una delle due è dovuta crescere – tra le pagine spesse e spugnose di un’edizione Garzanti anni Settanta, con le stupefacenti ipnotiche illustrazioni di tale Sir John Tenniel, in un bianco e nero originario oggi trascolorato in un commosso stinto avorio (potere del tempo che passa, e dei miei trent’anni): disegni velati di un’inquietudine diffusa e malcelata tra le trame pretese della fiaba, attraversati di un’attitudine cupa e meditabonda, profondi come abissi scavati dalla porosità economica della carta paperback.

  

 

Continua a leggere

Massimo Sannelli

di Massimo Sannelli

a

Tre poesie e quattro poesie in prosa

1
servizio timidissimo conosce
o la schiena o, «dalla pancia larga», dalla
pancia larga «o’ fiore», in una borsa

il fiore. di sera Genova rinviene,
meraviglia di dieci ore, e prima
è la mattina primissima, fu solo
arrampicato già – lo spazio, con agio.

Continua a leggere

Il desiderio come forza sociale (un ricordo di gioventù)

di Gian Ruggero Manzoni

a

L’amico e filosofo faentino Enzo Melandri (oggi scomparso, già docente all’Università di Bologna), fra gli estimatori del mio scrivere e ragionare (ha prefato i miei primi libri di poesia), aveva un carteggio, ahinoi da lui distrutto prima della morte, con il collega francese Gilles Deleuze. Da Enzo ho imparato ad amare Deleuze, seppure lontano dal mio modo d’intendere la ragione e l’essere in essa, ma non per questo uomo di grande acume.
Continua a leggere

di alcune strutture silenziose (dopo Mikalojus Konstantinas Èiurlionis)



Ogni tentativo in musica, a vuoto in una stanza, seduti al pianoforte o fatto a più riprese, senza lo spartito e con le brevi scale (sino a salire interminabili, poi a discendere), è tutto un dire in altro modo cose, chiamarle a sé per invenzione o gioco ad una ad una. Tenendo o meno a lungo la pressione sul pedale, la vita dura fino a che la musica finisce. Avendo preparato qualche nota (se pietra o plastica o velluto non importa) è tutto un dire invece in altre lingue cose uguali a sé. Cose che non sono come ci si aspetta o non per nome. Come a una finestra: il verde sporge, l’azzurro sta; più la ripeti più la parola data evade a vuoto. Insiste sulla vita.

SCRITTURE #2- Nanni Cagnone

di Francesco Marotta 

a

“Ora si ascolta,
nel mondo rimasto,
cosa su noi compiuta
in taciturne rovine.”
(1992)

Nanni Cagnone
(Carcare, 1939)

Tra le sue opere: A, in altre parole B. An essay on painting, La Bertesca, Genova, 1970; What’s Hecuba to Him or He to Hecuba? OOLP, New York, 1975; L’arto fantasma. Essays on poetry, Marsilio, Venezia 1979; Andatura, Società di Poesia, Milano, 1979; Vaticinio, SEN, Napoli, 1984; Notturno sopra il giorno, Severgnini, Milano, 1985; Hopkins: Il naufragio del Deutschland, Coliseum, Milano 1988; Armi senza insegne, Coliseum, Milano, 1988; Comuni smarrimenti, Coliseum, Milano, 1990; Anima del vuoto, Palomar, Bari, 1993; Avvento, Palomar, Bari, 1995; The book of giving back, Edgewise, New York, 1998; Il popolo delle cose, Jaca Book, Milano, 1999; Enter Balthazar, Edgewise, New York, 2000; Pacific time, ES, Milano, 2001; Doveri dell’esilio, Night Mail, Genova-Pavia, 2002; Questo posto va bene per guardare il tramonto, Night Mail, Newton-Pavia 2002; L’oro guarda l’argento. Opere scelte, Anterem, Verona 2003; Index Vacuus. Poems, Edgewise, New York 2004.
Acconsentire al mistero. La libertà di Nanni Cagnone.
(di Enrico Cerasi. In L’oro guarda l’argento. Opere Scelte, Verona, Anterem Edizioni, Itinera, vol. X, 2003)

Continua a leggere

due libri

Recentemente mi sono trovata a leggere due piccoli libri preziosi, di poesia e vissuto umano, dove il tema è l’accettazione dell’esperienza anche nelle sue forme più dolorose e acute di perdita. Riflettevo su quante parole e sforzi si spendano nella lotta per i propri ideali, i propri sogni, la propria affermazione contro la crescente invisibilità. Più forte della lotta tuttavia è il riuscire ad accettare in toto la vita – non c’è resistenza né pacificazione se prima non si è riparo a noi stessi. Ci sono poi cose come la morte di una persona cara, la malattia, la violenza dell’esistere (e delle scelte) contro cui non si può combattere a lungo – bisogna in qualche modo infrangersi e poi aprirsi a loro, al dolore che ne viene, alla “gioia”, se gioia è capacità di portarsi con coraggio nel nostro limite.

Continua a leggere

Innocenza e inganno

E’ di questi giorni la notizia della colpa di un massacro che sappiamo tutti. Compiuto freddamente ai danni di persone e di un bambino – lo metto a parte perché Gesù dice: beati i puri di cuore perché di essi è il regno dei cieli. I bambini, quindi, già posseggono il cielo. La colpa contro un bambino è cosa a parte, perché chi commette il male lo fa al di là di ogni causa. Vorrei commentare questo avvenimento, per il quale non ho trovato all’altezza alcuna parola, nemmeno del più alto dei luminari, con un pezzo scritto qualche anno fa a proposito di un film famoso. Scusandomi per la lunghezza, forse eccessiva.
Continua a leggere

Giovanni Turra Zan, “Senza”

La poesia di Giovanni Turra Zan è incamminata.
Incamminata semplicemente perché protesa in una ricerca genuina che sta dando frutti via via più fecondi. E incamminata in sé e per sé, perché recupera senso nel suo stesso andare, nel procedere in direzione di un quotidiano che ad ogni verso si squarcia in fendenti d’evidenza, in grumi di significanti aperti come ferite da cui sgorga cognizione nuova, dolorosa ma appesa al tempo stesso a un sentimento quasi di estasi consapevole, illuminata.

Continua a leggere

Faletti

faletti2.jpg

di Franz Krauspenhaar

Faletti, il noir italiano. Faletti all’Isola d’Elba mangia una trota spedita in busta refrigerata chiusa dal Lago Maggiore. Faletti si masturba pensando ad Antonio D’Orrico. Faletti che fischietta Minchia signor tenente mentre si fa la doccia.

Continua a leggere

Maria Grazia Calandrone

Dal mondo esposto

(inediti)

L’amore è la salute della scimmia.
Gli occhi dell’asino santo imbrattati dal vedere
la ruggine quieta delle cisterne.

Vento che arrota l’erba, l’ultravioletto calice
della sera come una latitudine radiante.

O il mare e i pomeriggi
composti dall’involucro ninfale della cicala.

Dammi le prove della tua gioia
nella carcassa del quotidiano
che rodi fin che è luce, luce…

Continua a leggere