Archivio mensile:Febbraio 2007

Varchi del rosso (di Rita R. Florit)

Varchi del rosso
di Rita R. Florit

Nel maggio arioso avrei pensato
un cielo allontanato dal biancore
surfactante, in interiore celeste tessuto,
in cerca di una quieta via di bruchi,
di insett’assalto ai pollini dorati,
d’onnipresente cinguettar dell’aria
in disperati morsi al cuore delle attese.

Nel centro avviluppante della luce
è il senso vellutato delle rose muscose e
variamente inclini a spudorata offerta
ai varchi più funamboli del rosso;
fiammanti più che roghi circoscritti,
esili nel levarsi fil di fumo
d’antichi cori funebri e cinerei…

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Antologia dei poeti de La Gru

da “Scorie contemporanee – Antologia dei poeti de La Gru”, 2007.

DANIELE DE ANGELIS (1981)

Neon

Su una sedia a rotelle s’è messo a dormire;
il braccio puntato con forza alla barella
gli regge la testa (senz’ombra il pavimento).

La porta scorrevole di legno chiaro, enorme
quadrato, dispone a compulsare targhe
alle braccia conserte sul petto, al passeggio
decerebrato, come muscione sul vino.

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Serve una continua manutenzione a questa piccola scialuppa che ci ospita…

Claude Monet – Madame Monet e suo figlio – olio su tela – 1875

Viviamo in un’epoca allo stesso tempo affascinante e terribile. Affascinante perché mai come adesso il futuro della Terra è nelle nostre mani, infatti quello che avrà luogo domani dipenderà in buona parte da ciò che la comunità umana farà o non farà oggi; terribile perché la nostra generazione è la prima, da quando la specie umana è comparsa su questo pianeta, ad avere il potere di distruggere, in poco tempo, tutto quello che ci proviene dal passato, compromettendo irrimediabilmente quello che potrebbe esistere nel futuro. Del resto l’Homo Sapiens (Sapiens) ha interagito con il mondo naturale sin da quando si è formato (o, meglio, fin da quando si è venuto a definire), originariamente ‘modellandosi’ ad esso poi, con il passare del tempo, e con l’evolversi delle proprie risorse culturali, ha incredibilmente ampliato (ahinoi) le capacità di modificazione dell’ambiente.

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DIZIONARIO / Alba

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IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell’alba
sommergono le case.
La città rabbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

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“Blog e nuovi media nella diffusione della poesia italiana contemporanea. Idee e sviluppi futuri”

“Blog e nuovi media nella diffusione della poesia italiana contemporanea. Idee e sviluppi futuri”

Workshop & Poesia

Data evento: 28 Aprile 2007 dalle 14.30 alle 23
Locations: Albergo Alla Rocca, Rocca dei Bentivoglio
Curatori: Alessandro Ansuini, Matteo Fantuzzi
E-mail: [email protected]

Patrocinio: Pro Loco, Comune di Bazzano, Albergo Alla Rocca

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Elio Filippo Accrocca (1923-1996)

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Portonaccio

Portonaccio è un ponte sulla ferrovia,
è un quartiere di povera gente.
Gli uomini, da vivi lo ignorano,
da morti lo abitano.

È questo il ponte che conduce all’isola
dei prati dove muore la città
d’uomini vivi, dove vive il campo
santo dei morti tra convogli radi
al fischio delle fabbriche.
A notte i morti crescono coi tufi
che ardono alla luna.
È questo il ponte che conduce all’isola
dei morti dove vive la pietà
degli uomini che vegliano nel grigio
di queste loro case in miniatura
sepolte dentro gli orti.
A notte i treni passano sui morti
che ridono alla luna.

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La sconfitta di un sogno: dialogo con Natasha Radojcic

La sconfitta di un sogno: dialogo con Natasha Radojcic
a cura di Angelo Floramo

Due romanzi, due protagonisti, Halid e Sasha: uomo, donna. Tutto è diverso: tempi, stile narrativo, paesaggio, ambientazione, immagini, odori.
Da una parte la Bosnia e il suo fango, con i susini, i corvi neri come le donne, i vecchi trattori, i villaggi perduti nei campi.

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“Il desiderio ardente di un’epoca di pace”

 Capodanno cinese con Tu Fu

di Giorgio Morale

Mi fa piacere partecipare virtualmente alle celebrazioni del capodanno cinese con un omaggio a Tu Fu e al suo “ardente desiderio di un’epoca di pace”, che si può leggere nella Bottega di Lettura. Non è una recensione, ma un insieme di suggestioni e divagazioni a partire da questo grandissimo poeta.
La lettura fa parte di una serie dedicata a Maestri dell’altro mondo. Continua a leggere

FILASTROCCA PER CARNEVALE

Alcuni amici mi hanno chiesto, in quattro e quattr’otto, di scrivere una filastrocca per la sfilata del loro carro, con il tema: “Via i gatti i topi ballano”. Potevo rifiutarmi?
Ecco il risultato.

In questo mondo le cose van così
se non sono ameri-cani a comandare
saran gatti persiani o giù di lì
e il povero topin che mai può fare?

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Luca MINGIONI

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Bassa marea (1)

a Mario Luzi

Il raschio dell’anima
produce suoni d’Oriente
laddove la bassa marea
spoglia le statue.
Rimane il sale, come polvere,
quel biancore d’asciutto
steso lì, come residuo d’amore,
a litigare col mondo.

Lasciala andare, la barca,
verso una deriva che sia robusta
e che contempli
la visione del salice.
Il mandorlo no, non pensarlo,
che i suoi petali bianchi,
di velluto e d’ardore,
non sono di questo mondo.

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da “Pecca di espianto” 2007-

  • di Marina Pizzi
  • *
  • sorriso di ebetudine l’inizio del mondo
  • quando la giara-madre s’interrompe
  • ebetudine di separazione
  • frode di pozza pecca di espianto
  • fatto compiuto, morte in teca al seme.
  • *
  • convinse le lucertole,
  • dacché le sostanze della madre
  • non dettero sole,
  • al ponte degli sfrattati
  • tutti tali a liriche di chele in cerca
  • addirittura ancora della cosiddetta
  • vetta di un tozzo di pane vieto,
  • raffermo, muffa di fato, zero stantio.
  • *
  • non ho mica bivacco né elettrodo
  • a sapermi illuminare il mare smorzato
  • la zolla refrattaria perfino alla tomba.
  • il tuo bavero l’ho perso al primo bacio
  • al cimelio di guardarti o vederti ancora vivo.
  • leggo libri velati ancora oggi
  • non so salpare un’altra civiltà
  • grado gradito occaso.
  • *
  • il libro è ben rilegato
  • le pagine da tagliare
  • il tram che non arriva
  • vale un’intera enciclopedia.
  • *
  • andai a scuola con i pantaloni,
  • il preside mi sospese,
  • venne mia madre a ritirarmi,
  • da quel giorno misi le bretelle
  • all’inguine del sorpasso.
  • *

Vaccaro legge Alborghetti

Dall’ombra a barlumi di luce – Viaggi verso L’opposta riva di Fabiano Alborghetti

di Adam Vaccaro

Dall’ombra a barlumi di luce, questo il senso del viaggio, dei viaggi, che questo libro (LietoColle Libri, Como 2006) intreccia e racconta. Il tentativo e il quadro non possono essere più onesti e ambiziosi. La partenza non può che essere dal buio.

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Figure del dissenso

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di Sergio Garufi

Saggio è un termine che difficilmente si può applicare agli scritti di Terry Eagleton, che sono ben poco imparziali e prudenti. Solo adoperandolo come sostantivo, e contrastandone la neutralità con l’accostamento di aggettivi quali caustico, polemico, irriverente, si può intendere parte del grande fascino che trasmette la sua scrittura. In Figure del dissenso, una sua recente raccolta di recensioni (Meltemi, pp. 359, 25 euro), egli affronta personaggi del calibro di George Steiner, Northrop Frye, Harold Bloom, Seamus Heaney, Isaiah Berlin, Gayatri Spivak e altri, e a nessuno di loro concede sconti nell’analisi dei testi di volta in volta presi di mira. Dovrebbero imparare dalla sua vigorosa insolenza i nostri panciafichisti della critica letteraria, gli engagé a parole, quelli che firmano appelli e rilasciano interviste vibrate per poi dar luogo, sulla carta, a fiacchi moralismi in pantofole e vestaglia da camera.

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Il Post – Moderno

images2.jpgimages2.jpgCaro Bernardo,

«nos sumus sicut nanos positus super humeros gigantis» e fin qui, siamo d’accordo. Da qui in poi? A noi nani sta capitando di tutto! Prima ci hanno tagliato Bianca Neve fino a ridurla miserabile polvere mortale, quindi si sono associati per rapirci e abbandonarci in una selva oscura e là –abbiamo trovato un tale che scempiava le doppie: aveva smarrito la diritta via… E quando ci siamo sentiti persi, abbiamo scoperto che possedeva piantine in abbondanza!
Ti rendi conto? Ci siamo rivolti al Cugino Pons e «tutte le cose vere somigliano a favole, tanto più che al nostro tempo le favole fanno l’impossibile per somigliare alla verità» – è stato il suo responso. O almeno così l’abbiamo tradotto, essendo lui straniero (tra parenti di sangue e parenti acquisiti – siamo una grande famiglia, ma ci riconosci: siamo i più bassi!). Continua a leggere

SCRITTURE #5 – Fabrizio CENTOFANTI

Vox Humana – Fabrizio CENTOFANTI

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“Quello che vorrei lasciare, in definitiva, è una “traccia umana vera e aperta”, magari lacerata dalla spinta degli opposti, ma pronta a ricevere una sempre miracolosa riunificazione.”

*

(Per i riferimenti biobibliografici si rinvia al “Chi siamo” di questo sito.)

*

E’ una poesia densa di materia questa di Fabrizio, sulla quale l’autore può esercitare l’uso della sensualità intesa come percezione d’Altro. Un “Altro” negativo fatto di macerie, polvere e sabbia, d’indistinto sul quale la voce del poeta passa a scandagliare e a scoprirne forse l’irrimediabile distanza; Continua a leggere

Il gattino rosso

apprendo la notizia della scomparsa di Artur Blord, con il quale, nell’edizione originaria del blog, ho condiviso la passione per il dibattito e la ricerca. le nostre strade, a un certo punto, si sono divise; ma Artur è una di quelle che persone che porti nel cuore al di là di certe scelte. è l’esempio di come ci si possa amare anche quando la vita si guarda da prospettive diverse. il suo blog, L’Isola di Arturo (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it/), è un luogo in cui i materiali si accavallano in modo apparentemente incongruo: e invece un filo rosso collega ogni idea e ogni parola, come nei post proverbialmente fluviali e ricchissimi dell’amico Artur, le cui vaste letture formavano una biblioteca sconfinata, che metteva radici non in una sterile erudizione, ma in un amore indistruttibile per la letteratura e per la vita.
il suo avatar era un gattino rosso.
ti auguro, Artur, di trovare in Dio la stessa tenerezza che si comunicava da quell’immagine, che, ti assicuro, porterò sempre nel cuore.
un abbraccio
fabrizio

The cut (il taglio)

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di Franz Krauspenhaar 

ormai che mi portavo dietro, come un fardello invisibile, i miei problemi di ansia, perché l’ansia mi prendeva da anni allo stomaco e alla testa a tradimento, mordendomi come un invisibile cane idrofobo; con quel morso profondo nella mente, un solco di denti nettamente avvertiti nei pensieri più vari  e nei sentimenti più contrastanti, vagavo a volte per la città, sperando di arrivare presto a destinazione per trovare un po’ di requie.

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