Archivi autore: fabrizio centofanti

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Creare nuovi librai a Napoli

ubik
di Giorgio Gizzi

Kraus sosteneva che la Vienna del suo tempo era la ‘stazione meteorologica della fine del mondo’.
Da quella città d’inizio secolo scorso si poteva prevedere con maggior agevolezza il futuro, vedere gli abissi che il futuro prossimo avrebbe riservato a una società occidentale in disfacimento. Continua a leggere→

Rifugio nella tempesta

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Riflettevo. Anche se riflettere, a volte, sembra inutile. Riflettevo sul benessere, la felicità. Spesso la confondiamo con la comodità, con le cose che vanno sempre lisce, la compatibilità con le nostre aspettative. Secondo me, che un po’ di spirito m’intendo, sono balle: istanze – e pretese, di frequente – di quello che chiamiamo io. La felicità non pertiene a questo io, ma a qualcosa che lo supera. Lo hanno dimostrato con chiarezza – se non si vuole dar credito al Vangelo – personaggi come Buber – Il cammino dell’uomo – o Carl Gustav Jung – il processo d’individuazione. La felicità si trova solo nel passaggio all’io profondo, nell’accoglienza di una voce che parla a noi da sempre, e ci conosce meglio di noi stessi – Agostino d’Ippona: Deus intimior intimo meo. L’amore – la felicità – è parlarsi da profondo a profondo: lasciare che sia proprio quella Voce a parlare di noi all’altro, e viceversa. Perché ciò sia possibile, bisogna far morire i logismoi, come i Padri li chiamavano; i pensieri cattivi, che costringono a un discernimento: sei dei nostri o sei dell’avversario? Se imparo a fare questo, nulla può incrinare la mia pace: ho trovato le acque di Siloe, di cui scrive Isaia (8,6), e in me chiunque troverà rifugio dalle sue tempeste (Bob Dylan).

Ci insegnano

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C’insegnano che la felicità va inseguita, conquistata, strappata all’ostilità tenace del destino. C’insegnano che si ottiene vincendo sugli altri, guadagnando, giorno dopo giorno, uno spazio vitale. Insinuano che, per raggiungerla, è necessario vincere battaglie su battaglie, lasciare sul campo una lunga scia di morti e di feriti.
Non è così. La felicità è un bambino che ci aspetta a braccia aperte. È lì da sempre, non si deve far altro che voltarsi dalla parte giusta. Abbracciarlo, e farsi abbracciare.
Italo

Ancora tu

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Venire qui soltanto con un groppo
alla gola, col pianto trattenuto
dei bambini, la fame del tuo volto,
dei tuoi passi sul bianco lastricato
del santuario, sicuro di donarmi
la pace, un’altra volta. Da quest’ombra
ti chiamo come allora, ti domando
un segno di presenza, l’ammissione
che proprio questo è il nodo, solo questo
il ripido passaggio che mi aspetta,
la fitta lancinante di un’assenza.

Il Grande Etrusco, di Anna Belardinelli

Belardinelli
di Ombretta Ciurnelli

È frequente che la pittura e la scultura illustrino parole e storie, ma può accadere anche che attraverso la poesia e la prosa si raccontino dipinti o manufatti architettonici. Si parla in questo caso di èkphrasis, una figura che i dizionari definiscono con l’espressione “descrivere con eleganza”, quasi a voler mettere in evidenza il fatto che la parola scritta gareggia con la cosa descritta. Continua a leggere→

Anime Baltiche

anime baltiche
di Giorgio Gizzi

Durante queste feste sono inciampato in un libro, Anime baltiche, che pochi mesi fa, alla sua uscita avevo colpevolmente ignorato. Un libro potente, di quelli che chiamano altri libri e letture, in una rincorsa infinita ed inesausta; sono ormai questi i miei preferiti: Danubio di Claudio Magris e Buddha sorride di Cesare Brandi per intenderci. Continua a leggere→

Sclerocardia

Italo
Alla fine del giorno, ho capito una cosa: non è la religione, non è l’etnia, non è l’ideologia che conta. C’è qualcosa che  rende uomini e donne, fa essere se stessi e permette di essere felici. C’è altro che invece c’indurisce e ci nasconde dietro le maschere dell’aggressività e della paura. Sto guardando un bambino Gesù un po’ fuori dal comune, che si lancia verso me, per abbracciarmi. Mi pare la risposta più sensata al modello “cuore di pietra”, a ogni tipo di sovrastruttura che fa credere migliori o peggiori degli altri, mentre la verità è che io, senza l’altro, sono nulla, né posso sperare d’essere felice. Voglio lanciarmi come quel bambino, perché l’altro capisca che la durezza di cuore è l’unico modo per fallire, per dare e ricevere morte, per rendere inutile la vita.

Alessandra Palombo, Mestieri

Palombo Mestieri
Alessandra Palombo, Mestieri, (Giuliano Ladolfi Editore, 2014)

di Claudio Damiani

Alessandra Palombo ha la capacità di ingabbiare cose e farle apparire. E’ una magia perché l’oggetto prima è invisibile, poi esce fuori dal cappello come una colomba. Nella poesia le parole sono sempre “costrette”, nel verso, nella forma, nella metrica. Alessandra le costringe ancor più, come quando scrive tautogrammi, ossia testi in cui le parole sono costrette a cominciare tutte con una stessa lettera. Sembra un gioco ma per lei non è un gioco. Il tautogramma gli era servito ad esempio, in un prezioso libretto intitolato Tautogrammi d’amore e d’amarore (Liberodiscrivere, 2005), a parlare della costrizione amorosa, “i lacci d’Amor” petrarcheschi, quella condizione di impotenza e superpotenza insieme, d’essere prigioniero e libero nello stesso tempo (“e ardo e sono un ghiaccio; / e volo sopra ‘l cielo, e giaccio in terra; / e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio”, diceva Petrarca). Continua a leggere→

Ultime dalla Geenna

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da qui

Non so più che ora fosse di preciso
a quel giornale. Nel nostro emisfero
occidentale la ruota girava.
Da noi, il Divino Amore tributava
l’addio a Pino Daniele: Je so’ pazzo,
cantava, come fosse inconsapevole
e postumo profeta
di quello che accadeva al Charlie Hebdo.

I magnifici sette Beatles

nati per i beatles
Guido Michelone commenta i nuovi libri sul gruppo inglese

Il 2014 appena trascorso ha visto in Italia la pubblicazione di parecchi libri sui Beatles; dato l’interesse di cui gode ancora il Quartetto di Liverpool, che di fatto inventa la musica giovanile lungo gli anni Sessanta, con canzoni ancor oggi amatissime da parecchie generazioni, tra bambini, adulti, anziani; di libri sui Beatles ce ne sono per tutti i gusti, i colori formati, da leggere o da sfogliare, da studiare o da giocare; ne segnalo sette, tra i più recenti, per il taglio originale che viene fornito sull’argomento medesimo. Continua a leggere→

Un omaggio a Pino Daniele

daniele FOTO
di Guido Michelone

La morte di Pino Daniele ha sorpreso un po’ tutti noi che, la notte di San Silvestro appena trascorsa, l’avevamo visto e sentito in televisione a festeggiare il Capodanno in ottima forma artistica; si augurava, serenamente, nell’intervista poco prima dell’esibizione, un buon 2015 che per lui avrebbe anche significato un nuovo album, dopo la trionfale tournée dell’estate 2014 a riproporre Nero a metà, un long playing di trentacinque anni fa, ma che da tempo è da annoverare tra i ‘classici moderni’ della musica popolare italiana. Continua a leggere→

Saranno dunque i miti a possedere la terra

Lucini I miti
di Gianmario Lucini

Saranno dunque i miti a possedere la terra
coloro che diranno: ” non facciamo più armi
non lavoreremo oltre il necessario,
vogliamo il nostro tempo per capire il donde e il dove
vogliamo la dignità, non la ricchezza
non vogliamo sciupare nulla ma prendere in prestito soltanto
chiedendo il permesso alla natura
per l’attimo che dura la nostra scintilla
nella magnifica notte dell’immensità
senza sogni da vendere o sogni da comprare
vivi fino all’ultimo, eretti
con dignità davanti alla morte
salutando gli amici ”
Così canteranno i miti
portando covoni di grano.
Canteranno i loro poemi
quando tornerà la bellezza dagli occhi ridenti
alla fine d’ogni parola
al tramonto d’ogni ragione.

[Con gli auguri per il nuovo anno di Annamaria Ferramosca]

45. La volontà

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Il mondo moderno ha assunto il metodo della verifica empirica quale criterio decisivo del sapere, ma è solo uno dei modi in cui si articola l’intelligenza, e il meno indicato per condurre all’enunciazione di un principio valido a livello universale. Continua a leggere→

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 760.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 33 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.