Archivi autore: fabrizio centofanti

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https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Mare vostrum

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Se ho ben capito, l’operazione Triton serve a smentire l’operazione Mare nostrum, destinata al salvataggio dei migranti. Ora, dei mezzi a disposizione ci si avvale per respingerli, o per soccorrerli solo se in grave pericolo di vita. Così, i naufraghi imbarcati dai pattugliatori sono morti di freddo poco dopo. I fatti sono questi, nudi e crudi. I commenti con cui rivestirli li lascio a chi ha ancora qualcosa da discutere.

Dire la nostra

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Bisogna mettersi insieme per dire la nostra, scrive un caro amico. Proprio così: rinunciare all’autoaffermazione, al solipsismo di chi pensa di cavarsela da solo, di chi insegue – rifacendosi al titolo di un famoso capolavoro di Graham Greene – il potere e la gloria. Su questo Gesù è stato tentato. E’ istruttivo analizzare le parole che Satana gli rivolge nel deserto: “Lo condusse in alto, gli mostrò in un istante i regni della terra e gli disse: ‘Ti darò il potere e la gloria di tutti questi regni, perché è a me che sono stati dati e io li do a chi voglio. Prostrandoti e adorandomi, tutto sarà tuo'”. (Lc 4, 5-6). Se fossi ricco, resterei turbato, conoscendo l’origine del patrimonio. Secondo il vangelo, la ricchezza è sempre iniqua (Lc 16,9), per cui è meglio condividerla e farsi degli amici. Gesù ha rinunciato dall’inizio al potere e alla gloria: per questo lo hanno ucciso e sepolto fuori delle mura, in mezzo a una discarica malsana, dove tutti deponevano o facevano i bisogni. Nessuno lo dice, ma noi sì. Noi diciamo la nostra.

Pensiero unico? No grazie

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Siamo in tempi in cui non è più lecito accodarsi a qualche carro, sperando che sia quello vincente. E’ ora di pensare con la propria testa, smascherando le lobbies che impongono un pensiero unico, fidando nel fatto che le pressioni economiche e sociali – il ritorno d’immagine, il cachet, l’inserimento in una élite col privilegio fisso di prime serate e prime pagine – siano sufficienti a sbaragliare ogni rigurgito d’indipendenza. E’ ormai noto che la politica, ad esempio, non è più appannaggio dei partiti, ma dei grandi quotidiani: la sinistra non è guidata dal Pd, ma dal giornale di Scalfari e Mauro, la destra si affida alle campagne di Feltri e di Belpietro, il centro è diventato il mercato, la logica capitalistica a cui si sono piegate le menti tutte dell’arco costituzionale, salvo, forse, Landini. Credo sia ora di cominciare a pensare, a scoprire i germi di una cultura alternativa, che rifiuta la gabbia delle visioni fabbricate nei backstage delle banche e delle redazioni dei giornali. Facciamoci sentire, diciamo la nostra, impediamo a coloro che vogliono asservire il mondo – e ci sono riusciti – di toglierci l’ultimo barlume di quella che un tempo chiamavamo libertà.

52. La giustizia

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Le facoltà di cui abbiamo parlato – intelligenza, libertà, volontà – sono strumenti di cui disponiamo per scoprire e gestire i valori e gli attributi dell’essere umano, le dimensioni della nostra natura, che riflettono l’immagine di Dio, per il credente. Continua a leggere→

Federico Garcia Lorca. Mistero, amore e morte

Garcia Lorca
di Augusto Benemeglio

1. Alle cinque della sera

Quando si parla di Federico Garcia Lorca viene subito alla mente il famoso “Lamento per Ignacio Sanchez Mejias “, che abbiamo ascoltato cento, mille volte, recitato dalla voce profonda di Arnoldo Foà. Ignacio, grande amico del poeta, (e per Federico l’amicizia era una passione), è uno dei personaggi più importanti dell’epica lorchiana. Continua a leggere→

E’ oggi

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Orrore su orrore: roghi e impiccagioni, per vendetta. Come se la violenza fosse, ormai, l’unico criterio per affrontare e risolvere i conflitti. E’ entrato nel cuore dell’uomo un virus micidiale, che neutralizza e annienta ogni germe di bene. E’ un buco nero, da cui non esce luce, e che rischia, essendo invisibile, di catturare e inghiottire buona parte della nostra umanità. La presa di coscienza non è più procrastinabile: domani è troppo tardi. E’ oggi che bisogna decidere di cambiare abitudini e pensieri, convincersi che il male si vince con il bene, che l’amore è la forza che ha potere sull’odio e sulla morte. E’ oggi che bisogna fiaccare il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana (Ap, 12,9). Non serve a nulla bruciare e impiccare, precipitare nella spirale di un orrore che diventa spettacolo per miserabili voyeurs. E’ oggi che bisogna rinunciare al male, alle sue seduzioni e alle sue opere.

William Shakespeare Ladro gentile, traduzione di Francesco Dalessandro

cop Gt series
di Domenico Ludovici

A metà degli anni Cinquanta del Novecento, un estimatore e critico per niente accademico ma di notevole acume e intelligenza, lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in certe sue originali lezioni di letteratura inglese dedica ai Sonetti alcune mirabili pagine e, scegliendone idealmente una quarantina, «fra i massimi che mano umana abbia scritto», li definisce «la più dolorosa tragedia di Shakespeare». E poco altro di nuovo o di originale potremmo aggiungere alla sterminata letteratura che sui Sonetti si è scritta da quando Wordsworth affermò che in essi «Shakespeare ci ha aperto il suo cuore» e Browning gli replicò che «allora di altrettanto ne esce diminuito». Continua a leggere→

Linea di fondo, di Edoardo Ferri

Ferri
Fabio Ciriachi su Linea di fondo di Edoardo Ferri (Edizioni Il Labirinto 2014)

La misura dell’addio

“Quel misterioso incrocio di molecole / che racchiude il senso del gol” si può leggere al termine della prima strofa di Bomber. Conviene muovere da qui le nostre considerazioni su Linea di fondo, giacché la natura quasi fisica della raccolta, solo ipotizzata fino a quel punto (Bomber è la ventunesima poesia di un corpus che ne contiene cinquantuno), grazie ai due versi sopra citati inizia a trovare una certa conferma d’autore. Continua a leggere→

51. La paura della verità

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La verità esiste, diceva don Mario: come dargli torto? In realtà sono in molti, oggi, a contraddirlo, sostenendo la necessità di convertirsi a un relativismo implicito in ogni affermazione, all’impossibilità di stabilire con certezza scale di valori e priorità. Continua a leggere→

Je suis Charlie, con quattro tipi di immagine

foto Benvenuti Mazzucco Marsalis Bellardone
Il caso ‘Charlie Hebdo’, le vignette, la cultura e i libri

di Guido Michelone

Sarei tentato in questi giorni di parlare o scrivere sul caso Charlie Hebdo per La poesia e lo spirito, ma altrove lo hanno già fatto in molti, spesso (ma non sempre) con cognizione di causa, e comunque attraverso ogni medium possibile e immaginabile. Continua a leggere→

La ‘poesia’ del jazz italiano Max De Aloe, Marcella Carboni, Filomena Campus, Massimo Barbiero

campus 2
di Guido Michelone

“Il mondo del jazz in Italia è un mondo piccolo, lontano dal music-business e dai clamori, ma questo suo limitato potere commerciale ha il vantaggio di preservare la purezza e l’autenticità del processo creativo. Tradotto vuol dire che possiamo scrivere, suonare e registrare la musica che più ci aggrada. E non è poco”. Continua a leggere→

Sorso di notte potabile, di Flaminia Cruciani

Cruciani
di Claudio Damiani

Quand’ero ragazzo non si faceva altro che parlare di poesia “orfica”. Se penso a quanto questo orfismo fosse nell’aria e nelle bocche di tutti, perseguito e ricercato da tanti, mi stupisco di come di tutto quel gran polverone non sia rimasto niente. Se provo a pensare ai decenni passati e mi metto a cercare anche una sola poesia che si possa dire veramente orfica, non me ne viene in mente nessuna. E più ci penso e più niente, il deserto. Forse, in poesia, è così, quando una cosa la si cerca, non la si trova.
Mi è capitato di leggere recentemente un piccolo libro uscito nel 2008, da Lietocolle, dal titolo Sorso di notte potabile. L’autrice è Flaminia Cruciani, archeologa (è membro della missione italiana a Ebla) nonché esperta di glittica, iconografia, percezione visiva, ipnosi, discipline analogiche e non so quant’altro. Continua a leggere→

Domenico Vuoto, Nessuna direzione

Vuoto
di Marco Lodoli

L’arrivo delle tenebre sulla metropoli imbiancata

Leggendo Nessuna direzione di Domenico Vuoto (nome autentico o pseudonimo crepuscolare?) viene da domandarsi come mai alcuni veri scrittori rimangono pressoché invisibili, come mai non hanno avuto riconoscimenti che meritano. I tre racconti di questo esile libretto sono ambientati nei giorni della neve del 2012, quando tutta Roma si fermò imbiancata e stupita. E in questa pausa qualcuno esce dal ritmo inconsapevole del tempo e incontra la sua verità, quasi sempre dolorosa, accecante, fatale. Continua a leggere→

Una piuma

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Ah, dimenticavo. Nella vita si scoprono, a volte, progetti luminosi, privilegi assegnati per potenti intercessioni, doni immeritati che piovono dall’alto come manna nel deserto; ma a causa del loro inestimabile valore, si ottengono accettando di rendersene degni, attraverso passaggi dolorosi. Continua a leggere→