Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

I mercanti nel tempio

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=j7cztpz-Hfs]

da qui

Sono convinti che non siamo capaci di pensare, che ormai ci hanno ridotto a macchine, automi, pronti a obbedire al dio mercato. Evaporati i valori, non si crede a niente, tutto è rimesso in discussione, eccetto il dio mercato, che pretende fede, né ammette obiezioni. L’antidoto è uno solo: pensare, rendersi conto delle realtà in cui Dio – quello in cui non crede più nessuno – si comunica ancora: il bello, il buono, il vero. Ha ragione Dostoevskij: la bellezza può salvare il mondo, il bene lo rimette in sesto, il vero ricupera il mistero in cui troviamo la nostra identità. Rinunciate al mercato e a tutte le sue seduzioni? Credete alla gratuità della vita? Ripartiamo da qui: cacciamo i mercanti dal tempio, facciamogli capire che non hanno vinto.

Un muggito

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=RxnB4VodEX4]

da qui

Lo spread, finalmente, è sotto i cento punti: il popolo esulta, la Tv trabocca di commenti euforici e inneggianti al governo salvatore, Renzi gongola – superato il panico per i noti problemi all’elicottero. Ciò non ha effetti sullo stato della gente, che tra l’altro, da tempo immemorabile, non può eleggere i suoi rappresentanti. Ma il popolo esulta, i commenti entusiasti si moltiplicano sui media più influenti. Un muggito impressionante riempie i cieli, percepibile, persino, da AstroSamantha e dallo studio di Fazio e Gramellini.

I Feel Good, l’autobiografia di James Brown

BROWN I Feel God Autobiografia
Il cantante, ballerino, autore, multi-strumentista della black music

di Guido Michelone

Un nuovo libro della collana ‘Minimun Fax Musica’ getta nuova luce su un personaggio-chiave del sound contemporaneo: a raccontarsi è in prima persona James Brown, senza il quale non esisterebbe il novanta per cento della black music degli ultimi quarant’anni. Continua a leggere→

Un giudice

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=7zHHoKM1JeQ]

da qui

La riforma delle norme sulla responsabilità civile dei magistrati fa sorridere. Scatta solo in casi molto gravi di dolo accertato, e implica un risarcimento che non potrà superare la metà di uno stipendio annuo. E’ un ridimensionamento simbolico di personaggi che spesso si ritengono al di sopra di ogni legge, umana e divina, e un buffetto a chi ha fatto del giustizialismo l’unica, misera arma di una politica priva di valori.

Quaresima. Un inedito di Maurizio Soldini

Seme
nuoce all’asola quando s’ostina
il dito a forzature di vana aporia
se un destino vuole chiudere spazi

che si lasci allora imbastita la luce
che penetra l’ombra distratta nel cuneo
di occhiuta speranza ai soli di marzo

invetriate oscillano a scatto da un caffè
le parole di un pomeriggio di note
rapprese nell’uggia che allunga i passi

annuncia la radio un futuro crudele
che si lascia andare in bene – omnia peccata mundi –
fiorito come da un seme che ammalia – e monda

27 febbraio 2015

[la foto è tratta da qui]

La fine della storia

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=OXDmfAB42z0]

da qui

E subito dopo, una domanda più stringente: possibile che nessuno comprenda che i conflitti non si appianano con la violenza delle armi, ma realizzando una giustizia solidale che assicuri un’esistenza degna? Credo che l’Italia sia una delle poche nazioni, in Europa, in cui non vige la norma del reddito minimo garantito: qualcuno sa spiegarne il motivo? Forse ha ragione Fukuyama: è la fine della storia. O forse è l’ora di capire che, la storia, può ripartire solo dalla follia apparente del Vangelo.

Domande

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=ZtCQXJwN96o]

da qui

In molti ci chiediamo cosa sia ciò che passa sotto il nome di Isis. Inorridiamo di fronte alle sue gesta, alla violenza esibita come fosse uno spettacolo horror, offerto in un cinema d’infimo livello. S’alza un coro di guai, gridolini paurosi o urla di sdegno, sospese tra la rabbia e l’impotenza. Sempre più, tuttavia, si fa largo una domanda: chi lascia scorrazzare indisturbata questa banda di crudeli tagliagole? Chi tra i potenti, che facilmente potrebbero annientarli, ha interesse che portino scompiglio in certe zone chiave del pianeta? Quanto dovrà nuocere la nuvola di gas velenosi prima di finire nel nulla da cui è uscita?

Le cose come stanno

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=u-Y3KfJs6T0]

da qui

Le cose come stanno, romanzo di Franz Krauspenhaar, è una dura requisitoria sulla vita, fatta apposta per scuotere il lettore. E’ uno di quei titoli, inoltre, dal valore autonomo, in un mondo in cui vorremmo conoscere, e mai conosceremo, esattamente questo: le cose come stanno. È un titolo che fa pensare a come ogni notizia sia truccata e rovesciata: lo sguardo danza tra le righe come a un ballo mascherato, uno spettacolo il cui autore è il primo a non credere nella sua performance. Occorre scavare e perlustrare per conoscere il vero, vedere lo stesso fotogramma da molte prospettive, scoprire che “informare” è un tentativo – maldestro o raffinato – di nascondere agli altri la realtà. Non resta che tessere reti in cui trasmettersi dati verificati di persona, creare un giornalismo indipendente da qualunque potere, macro o microscopico, una fitta ragnatela d’occhi ed orecchi con un unico obiettivo: sapere ciò che tutti dovrebbero sapere. Le cose come stanno.

I muscoli del capitano

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=OG_pMHOF8ME]

da qui

Oggi vince chi urla di più. Lo sappiamo bene: è lo stile televisivo sdoganato da spettacoli di second’ordine spacciati per intellettuali, mentre l’unico oggetto certamente smarrito è il ben dell’intelletto. E’ una gara a chi la spara più grossa, in un mondo che si lascia convincere solo dai muscoli del capitano, per dirla con Francesco De Gregori. Continua a leggere→

Seminterrato, di Fabio Ciriachi

Tunnel
1.
Niente di bello intorno (è normale), niente, a ben vedere, di veramente importante; a voler proseguire sul poco roseo, niente per cui valga la pena (tanta vita, quanta, per tanto poco, e troppo limitato, gioco). Certo, è solo l’impressione, il casuale disegno di cose e persone lungo un asse capitato fra i possibili: scorcio, tralice, vista d’occhio, anche un mostrare e nascondere della prospettiva che è tale solo perché si è acceso un punto di vista (le batterie che alimentano “l’essere visti” prima o poi finiranno, e niente più apparirà ad apertura d’occhi). Quindi, per cominciare, che il punto di vista non sia molesto, non sia nutrito del grigio che giudica e danna con troppo facile propensione, che toglie e guasta più di quanto non sia già di per sé tolto e guasto. Continua a leggere→

Il ‘numero zero’ di Umberto Eco

Eco
di Guido Michelone

Il nuovo romanzo dell’ottantatreenne studioso alessandrino viene ambientato nei primi anni Novanta, all’indomani dell’operazione Mani Pulite sulla ‘Milano da bere’, quando, proprio nel capoluogo lombardo, viene riunita la fantomatica redazione del nuovo quotidiano “Domani” che dovrà essere stampato, in prova, per dodici numeri all’anno, fin tanto che il finanziatore (classico bauscia meneghino) deciderà se pubblicarlo regolarmente ogni mattina. Continua a leggere→

Traslochi

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=2nwJVn7zyug]

da qui

Abbiamo paura. Ora che abbiamo smontato l’armadietto, gli scaffali della libreria, ora che in camera non c’è più nulla, che ogni soprammobile è stato ritenuto fuori luogo, che neanche un fiore ha un motivo per fermarsi; ora che il letto, l’abat-jour, la scrivania con la poltrona in pelle, la foto che occhieggiava sul mobile di fronte, il calendario appeso dal 31 dicembre, la sveglia, il telefono, la luce notturna; ora che persino le ciabatte sono state sfrattate dall’angolo nel muro; adesso che qualcuno porta dentro le sue cose – estranee, inquietanti, sconosciute -, restiamo stupiti, increduli, spiazzati. Ci sembra impossibile che la nostra cultura stia per fare la fine di ciò da cui ci siamo liberati. Adesso è tardi, forse, per cambiare.

L’Effetto città, di Vincenzo Trione

trione vincenzo FOTO
La seducente archeologia del ‘futuro contemporaneo’

di Guido Michelone

Effetto città, di Vincenzo Trione (edito Bompiani), racconta anzitutto la città come arte, ma è anche molto di più: non si tratta soltanto di un libro recentissimo che potrebbe diventare, in materia, in Italia e all’estero (se prontamente tradotto), un punto di riferimento essenziale per la cultura del XXI secolo; sono soprattutto ottocento pagine fitte in cui l’Autore teorizza che le maggiori innovazioni riguardano la città moderna: fenomeno che, in perenne metamorfosi e ormai privo di centro, inventa un nuovo modo di vedere, come già intuisce Baudelaire (a cui Trione dedica molte pagine, eleggendolo quasi a guida spirituale). Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Gianluca Barbera

Barbera Gianluca editore
Cosa significa fare l’editore oggi?

Caro Gianluca, da scrittore ti chiedo subito una riflessione sul cosa significhi fare l’editore, mandare avanti una casa editrice, produrre e pubblicare libri oggigiorno
Significa essere pronti per il reparto psichiatrico. Scherzi a parte, si deve accettare l’idea di correre grossi rischi economici e di andare incontro a più dolori che soddisfazioni. Come ho detto a un amico: troppe leggi, troppe tasse, troppi pochi lettori. Continua a leggere→

53. L’amore

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=bSDNX9kRI7s]

da qui

Dopo aver definito la giustizia come scelta non condizionata di rispetto dovuto a chiunque e in qualunque condizione, il passo successivo consiste nell’approccio a un altro valore fondamentale, quello dell’amore.
Ci sarebbe moltissimo da dire: don Mario ha scritto sul tema in più contesti, dedicandogli due cicli catechetici completi, per poterlo approfondire.
L’amore è iscritto nella natura umana: Dio è amore, leggiamo nella 1Gv 4,8, per cui l’uomo ne porta in sé l’impronta. Il bambino lo dimostra: abbiamo ricordato quanto l’essere amati incida sullo sviluppo e la salute della sua psicologia.
Don Mario sottolinea l’esigenza imprescindibile della verità, perché l’amore vero non può essere confuso con qualunque surrogato: esso dà vita e costruisce, in quanto espressione dello spirito, e solo in questo caso dà risposta al bisogno che l’uomo ha per natura.
Cosa si intende per “amore vero”? Nei primi anni di vita si determina la struttura del carattere: l’accoglienza della nuova creatura, l’attenzione, la disponibilità, la cura amorevole e concreta risultano, quindi, decisive. Questo richiede che entrambi i genitori rinuncino a se stessi per il bene dei figli: insomma, il sacrificio fa parte integrante dell’amore. Se si ama veramente, tuttavia, non è lecito parlare di sacrificio in senso stretto: le rinunce, vissute in questo modo, si trasformano in gioia e soddisfazione.
Il vero amore non è mai egoista: sembra banale, ma nella nostra società coltivare se stessi è visto come l’unico valore: tutto ciò che esula da questo meccanismo è vissuto come perdita,e genera emozioni e sentimenti negativi. Il dono della vita, invece, genera a sua volta vita, in sé e negli altri: è la verità che la cultura in cui viviamo occulta, proponendo abitudini volte a nutrire egoismo e narcisismo, portatori, questi sì, di aridità e di morte.