Archivi autore: fabrizio centofanti

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Guido Michelone intervista Daniela Angelucci

angelucci daniela
La filosofia del cinema

Giovane ricercatrice di Estetica nel Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e spettacolo all’Università Roma Tre, Daniela Angelucci è oggi tra i massimi esperti dei rapporti cinema/filosofia, a cui ha già dedicato saggi e volumi, tra il cui il recente Filosofia del cinema per Carocci Editore, che sembra quasi far da pendant alla Filosofia del film di Enrico Terrone (pubblicato nella stessa collana Quality Paperbacks), benché l’approccio sia fondamentalmente diverso e proprio per questo interessante e costruttivo, come racconta la stessa Angelucci in quest’intervista in esclusiva per La poesia e lo spirito. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Carlot-ta

carlot-ta 2014
La giovane cantautrice realizza Songs of Mountain Stream

Carlot-ta è ormai una realtà consolidata, persino a livello europeo, nell’ambito della nuova canzone d’autore: una moderna folksinger, senza compromessi, che musicalmente risulta aggiornatissima, idealmente vicina al new acoustic movement, nonostante gli esordi nel rock, con il tipico gruppo liceale Le Prerogative. A livello musicale, oggi, predilige atmosfere oniriche, anche molto variegate che passano dal minimalismo alla classic song, mentre sul piano letterario, dopo essersi cimentata con le versioni sonore di mostri sacri quali Thomas Eliot ed Emily Dickinson, scrive ora brani quasi ecologisti in un contesto visivo tra impressionismo francese e divisionismo montano. Continua a leggere→

2. Il punto di partenza

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da qui

Da dove cominciare? Dalla vita. C’è un’espressione divenuta invisa al grande pubblico: valori non negoziabili; si pensa subito a un diktat della Chiesa, un modo per imporre volontà retrograde alla società civile, finalmente emancipata da cilici e catene d’altri tempi. Continua a leggere→

All’ultimo metro

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da qui

Sai quelle gare incerte fino all’ultimo
metro, le maratone in cui soltanto
il taglio del nastro acclama il vincente?
Così è la nostra storia. Come tutte
le storie in cui la posta in gioco spinge
a credere e a sperare, oppure a scegliere
di lasciarsi cadere nella fossa
comune, dove in molti preferiscono
liberarsi del peso insopportabile
della sua irriverente verità.

Guido Michelone intervista Cristina Rava

RAVA cristina foto
Il notturno scurissimo di Cristina Rava
A tu per tu con l’autrice del romanzo Dopo il nero della notte

Dopo il nero della notte è un libro che avvolge dall’inizio alla fine: come nei migliori romanzi di stile noir (o giallo, che dir si voglia) c’è sorpresa, intreccio, dramma, umorismo, tensione; ma anche, indirettamente, un discorso sul senso della vita (e della morte) che ha un profumo filosofico, visto che si tratta di un’opera di un’autrice coltissima, che sparge qua e là, fra le pagine, tra vittime e carnefici, anche una dichiarazione d’amore per i libri altrui, per la musica classica, per l’arte e il paesaggio della propria città (Albenga, in Liguria, dove sono ambientati quasi tutti i testi della Rava), oltre che per la buona cucina regionale. Di questo e altro parliamo con Cristina, in esclusiva per La poesia e lo spirito. Continua a leggere→

Il cacciatore di gesti

Means
di Giuseppe Granieri

“Mi interessa come la gente vive la vita di tutti i giorni. Sì, insomma, il modo in cui le persone trascorrono il tempo, le cose con cui lo riempiono. Non quelle grandi, i piccoli dettagli: la donna che stende i panni sul filo, alla vecchia maniera, rompendo con la convenzione dell’asciugabiancheria a gas, il movimento fluido delle sue braccia che sollevano le lenzuola, una molletta di legno tra i denti, l’ondeggiare del filo, carico di lenzuola gonfiate dal vento, in risposta al modo in cui la donna si alza e si protende verso di lui quasi in segno di saluto; un ragazzo al distributore di benzina che fa il pieno ai clienti, un piede sulla striscia nera del paraurti in gomma, la gamba che dondola con decisione su e giù mentre lui riempie il serbatoio, la macchina che si alza e si abbassa dolcemente, e intanto i suoi occhi si perdono a fissare un punto sull’orizzonte e lui si pizzica le macchie sotto le maniche della felpa verde. Sono un cacciatore di gesti. Catturo istanti e me ne prendo cura”.

Sto leggendo, in questi giorni, Episodi incendiari assortiti (una raccolta di racconti di David Means, pubblicata da minimum fax, 163 pag., 9 euro). Quello che avete appena letto è l’incipit dell’undicesimo racconto, Il cacciatore di gesti. Un attacco tanto denso di significato che non mi ha ancora permesso di andare avanti nella lettura del racconto: leggo e rileggo queste righe. Sarò in grado di procedere nella lettura?

Così stanno le cose. Il Salento del Professor Virgilio

Galatina
di Augusto Benemeglio

1. La morte di Virgilio

No, amici lettori , non è il Salento che vide Publio Virgilio Marone tornando dalla Grecia in quel lontanissimo giorno di un settembre di fuoco, col sole a picco, senza ombre, fiumare asciutte, terra gialla di stoppie ,rintronata dal frinire ossessivo di cicale scoppiate ( “ogni notte scoppiano tra i rami cigolii sanguinari”); quello fu un Salento nero , pieno di occhi di luna e strisce di lutto , in cui il mantovano trovò la parola chiusa , che diventa morte, trovò la sua lenta fine (Hermann Broch , nel suo libro ,“Morte di Virgilio”, immagina una lunga agonia di diciotto giorni). Continua a leggere→

57. La roccia

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da qui

Venne il giorno della verità, invocata da entrambi, perché le profezie ricevute si avveravano l’una dopo l’altra, in un succedersi logico di eventi, ma rimaneva un nodo che nessuna preghiera o sacrificio erano mai riusciti a sciogliere e che rischiava di portare il Progetto al fallimento: l’impasse nella nostra relazione, così consolidata da non lasciar intravedere vie d’uscita. Continua a leggere→

L’Arcadia di Lauren Groff

GROFF Lauren foto
Un bellissimo romanzo sulla gioventù americana

di Guido Michelone

Arcadia è il nome di una comune hippy o meglio dell’enorme dimora al centro di un vasto territorio incontaminato tra boschi, laghetti, foreste, torrenti, dove, alla fine degli anni Sessanta, si insediano alcune decine di giovani fricchettoni, decisi a trasformare i vecchi ruderi in un’autentica ‘Città del Sole’. Continua a leggere→