Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Solo adesso

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=0CppxeES5cw]

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Sì, stavolta ci siamo, finalmente.
Era molto più facile di quanto
potessimo pensare. La memoria
è il segreto: ricordi quella cena
in cui egli prese il pane e lo spezzò,
lo benedisse e diede ai suoi fratelli,
come se, in quel gesto, fosse possibile
tenere fra le dita tutto il mondo,
come se nulla fosse più diviso,
ma un unico pensiero racchiudesse
l’universo? E’ qui che ti ritrovo,
dopo il tuffo pauroso nel crogiolo,
dopo essermi perso mille volte.
Di mille volte, solo adesso volo.

Un vetro

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Il tuo sguardo severo mi colpisce
sempre: scortica tutto, come un vetro,
o come un sole che sparisce dietro
il sipario dei sogni, quelli ancora
miracolosamente vivi. Eppure
non cedo, come il fante accovacciato
tra la polvere e il sangue di trincee
dimenticate, fra gli inganni eterni
dell’io. Sì, resto qui: mi troverai
di notte, lo sguardo perso, in Dio.

81. Nemmeno un istante

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Glielo dissi per l’ennesima volta: si trattava d’essere più lungimiranti. Fin dall’inizio, del resto, il biglietto aveva espresso la sostanza del Progetto: il cuore del cuore di don Mario era posto, per sempre, nel suo cuore. Continua a leggere→

Vorrei

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Vorrei farti felice, nonostante
le spine che il Signore non estirpa,
per qualche suo motivo. Vorrei darti
le certezze che cerchi, fra le tante
paure che attraversano la mente,
quando mi pensi in giro. Solamente
amarti, all’incrocio delle strade
dove il corpo si è già trasfigurato,
e si è incarnato lo Spirito Santo,
e, del peccato, non rimane niente.

Una canzone

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Lo conosci il deserto, quello vero,
quando tutto, all’intorno, sembra morto,
quando l’ultimo stelo si ripiega
con un rantolo lieve, come quando
l’uccellino compie l’ultimo balzo
e soccombe, cercando la compagna?
Solo allora ti accorgi che la verde
vallata di cui t’avevano detto,
la tua rivoluzione, scritta dentro,
non era che un miraggio, solo il sogno
di un amore perduto, una canzone.

79. Un orizzonte nuovo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=YsDYvoyFJdE]

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Faticavamo a trovare il passo giusto: bastava che lei fosse attaccata dal nemico per mettere in azione il meccanismo perverso dell’orgoglio, la presa di distanza che attizzava la paura di perdersi, il dubbio, l’orrore del vuoto scaturito dai fatti infelici del passato, che ancora gettava la sua ombra sulla pianta bisognosa di luce e di calore. Continua a leggere→

Oltre

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=c_gDnTVWivI]

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Da qui si vede tutto. La facciata
del mondo è trasparente. Non c’è più
la rabbia dello scontro, la tensione
mortale di paure e resistenze,
ma la resa a chi solo può guardare
dall’una e l’altra parte, riallacciando
i nessi lacerati nella trama
disfatta dal peccato. Da quassù
l’odio diventa compassione, l’urlo
di guerra si trasforma nella lenta
gestazione di un sogno appena nato.

Gli ‘evoluti’ e gli ‘abbandonati’ di Telmo Pievani

Pievani Telmo
di Guido Michelone

Il nuovo testo del filosofo Telmo Pievani, Evoluti e abbandonati, richiede una lettura impegnativa, senza distrazioni e forse con un minimo di conoscenze storiche, biologiche, scientifiche, antropologiche, benché, fin dalla bella copertina di Tullio Pericoli (e dall’inserimento nella collana ‘Passaggi’ di Einaudi), venga spacciato come libro di divulgazione: e in effetti opera didattica lo è, ma ad altissimi, serissimi, profondissimi livelli sia per l’indiscussa competenza dell’Autore – professore di Filosofia delle Scienze Biologiche all’Università di Padova – sia per l’argomento trattato – il darwinismo ‘ieri’ e soprattutto ‘oggi’ – con un linguaggio e un’argomentazione che richiedono, a loro volta, uno sforzo di dialettica e di ragionamento, del resto voluto e inseguito da Darwin medesimo. Continua a leggere→

Spine

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Dal tuo rifiuto viene la mia vita,
dai bastioni che innalzi appena sveglia
per respingere in tempo la corona
di spine, per riprendere colore
dopo il collasso di certezze, l’orlo
raggiunto dal lontano mormorare
del vento, quella che chiamano Ruach
i rabbini del Tempio. In fondo al mare
c’è la perla preziosa: per brillare
ha bisogno di te, del tuo scontento.

78. La sua lunghezza d’onda

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Se la mia vocazione era il supporto al sacerdote nelle sue difficoltà col celibato, anch’io venivo liberata da alcuni problemi radicali: un incastro perfetto, che solo Dio poteva architettare. Ciascuno di noi era strumento per la crescita dell’altro. Continua a leggere→

77. In cielo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=baE82Gm8olY]

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Sentivo che tutte queste prove ci portavano a una meta che ancora stentavamo a immaginare. Venivamo da due storie parallele, con esperienze estreme, refrattari ad ogni tipo di normalità. Non tutti sono uguali: noi due eravamo preparati a farci prendere da Dio, dopo aver riconosciuto i nostri limiti. Il coraggio di guardarci fino in fondo ci metteva in condizione di ricevere un dono straordinario; era la trama ben nota del Vangelo, nella quale i perduti, i malati, gli sconfitti, sono sempre i più aperti e i più vicini a Dio. Gesù esige che veda a quale rischio di frane e di sfaceli ti sei esposto, che la casa costruita sulla sabbia, quando soffiano i venti, straripano i fiumi e si scatena il temporale, è destinata alla rovina.
Nella preghiera del mattino avevo avuto un’intuizione: il motivo per cui non mi affrancavo dai legami ambigui era il credito che ancora accordavo a chi s’era proposto con fini contrari rispetto all’aiuto esibito e proclamato. Finché non avessi preso atto dell’inganno, non sarei stato liberato; avrei dovuto, con un gesto energico, scrollarmi tutto il male di dosso, respingere al mittente le contraffazioni sfacciate della verità. Ripercorsi le tappe del calvario: m’avevano convinto, mentendo spudoratamente, che don Mario avesse indicato chi m’avrebbe accompagnato nel cammino. Ma il vero emergeva con potenza, come se il Cristo mi spalmasse gli occhi di fango e, dopo averli ripuliti, mi guarisse un’antica cecità. Mi tornò in mente la supplica che da giorni rivolgevo alla Madonna: Maria, regina della pace, illumina il mio cuore. La preghiera autentica e costante, come Gesù insegnava ai suoi discepoli, era sempre esaudita, perché in cielo c’è qualcuno che muore dalla voglia d’infrangere i ceppi del nemico.

60 jazzisti. Gian Nissola intervista Guido Michelone

jazzisti Michelone
Sta uscendo nelle librerie il tuo nuovo libro dal titolo 60 jazzisti: partiamo proprio dal titolo?
Sì, 60 jazzisti sono appunto sessanta personaggi della musica jazz che ho voluto raccontare brevemente: si va dalle tre alle sei pagine per ciascuno, per un totale di circa trecento pagine, dunque non si tratta di vere e proprie biografie esaustive, ma di brevi flash che caratterizzano ciascun jazzista sotto un certo punto di vista estetico, culturale, privato, eccetera. Continua a leggere→

Visione

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Sì, lavorare stanca, soprattutto
quando il frutto del lavoro ti manca,
quando è strutto che ingrassa
il padrone esigente, la sua azienda
che spreme fino all’osso gli ingranaggi
umani. Eppure il sogno
di una casa comune, di un bisogno vero,
di una giusta gestione dei proventi
continua ad affiorare nella notte,
come un fantasma messaggero, come
una nave che appare, a fari spenti.

Beatles e libri (cinque nuove proposte)

Beatles immagine
di Guido Michelone

Durante l’aprile di mezzo secolo fa, i Beatles in America posseggono ben cinque 45 giri ai primi cinque posti delle classifiche, un record ancora imbattuto. Il 6 luglio per l’anteprima a Londra del lungometraggio comico semi-autobiografico A Hard Day’s Night (Tutti per uno) da loro interpretato (con la regia di Dick Lester) la città è invasa da decine di migliaia di fans in delirio: è la summa della beatlesmania. Continua a leggere→