Archivi autore: giorgiomorale

Il libretto rosso di Garibaldi

di Michele Lupo

Giuseppe Garibaldi, l’uomo che ammira la Comune di Parigi e che vorrebbe “l’istruzione obbligatoria, gratuita e laica”, è il protagonista di un “libro esortativo”: così i curatori definiscono Il libretto rosso di Garibaldi.

Non ha pretese filologiche infatti il piccolo volume curato dai fratelli Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, ma quelli su cui poggia sono pur sempre documenti scritti di proprio pugno dal grande generale, “Eroe dei due mondi” Continua a leggere→

Michel Houellebecq, La carta e il territorio

La carta e il territorio: un’autobiografia della stanchezza
di Alessandro Cartoni


Tenuto conto del sistema socio-economico in vigore, tenuto conto soprattutto dei nostri presupposti filosofici è evidente che l’essere umano si precipita verso una catastrofe a breve scadenza, e in condizioni atroci, ci siamo già. La conseguenza logica dell’individualismo è l’omicidio e l’infelicità

Così Houellebecq sintetizzava il suo punto di vista teorico in un’antica intervista ad Art Press nel 1995. Oggi, a quindici anni di distanza con la vittoria del Goncourt per il suo ultimo romanzo La carta e il territorio (2010, trad. it. Bompiani), l’autore de Le particelle elementari, è sicuramente il più importante scrittore francese contemporaneo. E si può anche aggiungere che la sua ricerca teorico-letteraria non ha mai smesso di incarnare quel lontano presupposto fino a trasformarsi in ossessione pura Continua a leggere→

Rosamaria Loretelli, L’invenzione del romanzo

di Michele Lupo

La lettura ad alta voce oggi è pratica diffusa solo nei luoghi deputati a readings letterari moltiplicati sia dalla legittima necessità per molti scrittori di farsi spazio nell’oceano dell’offerta editoriale che da un certo compiacimento modaiolo e spettacolare.

L’invenzione del romanzo di Rosamaria Loretelli ricostruisce una storia della lettura dalla Grecia antica al Settecento, il secolo maggiormente implicato nelle argomentazioni della studiosa perché è allora che alcune trasformazioni diventano significative Continua a leggere→

Anna Maria Carpi, L’asso nella neve


(…) ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo
e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia
una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile. (Eugenio Montale)

Non è difficile amare la poesia, alcuni poeti soprattutto. Ma bisogna saperla trovare, la cura giusta. La giusta malattia.
Per esempio si potrebbe scoprire che Anna Maria Carpi andrebbe assolutamente letta…
Silvia Monti

da L’asso nella neve, 2011

IL MIO CUORE ha l’accesso stretto
il sangue non ci passa facilmente
o rigurgita o rimane dentro,
così gli altri non sanno
che passione ho per loro
che potrei
fermare anche gli ignoti per la strada
e dirgli
tutto quello che ho dentro e non mi passa –
e sarebbe la grazia. Continua a leggere→

Silvina Ocampo, Un’innocente crudeltà

di Michele Lupo

Nemmeno essere dentro e in prima fila nella «scuola di Buenos Aires» e dei «cuentistas», gli scrittori di racconti fantastici che di tanto prestigio hanno goduto in Europa, ha fatto crescere più di tanto l’apprezzamento di Silvina Ocampo fuori dalla cerchia ristretta di pochi cultori forse non meno eccentrici di lei. Né, ogni volta che se n’è scritto o parlato, si è riusciti a evitare il riferimento alle sue prestigiose e ingombranti parentele, dalla sorella Victoria al marito Adolfo Bioy Casares Continua a leggere→

“Cartoline dai morti” di Franco Arminio. Appunti di lettura

di Donato Salzarulo

So che morirò, ma non lo credo
J. Madaule

Al termine della lettura dell’ultimo libro di Franco Arminio, Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010, pagg. 137, euro 8,00), mi è tornata in mente una massima di Spinoza. Cito a memoria: l’uomo libero su nessuna cosa riflette meno che sulla morte. La sua sapienza non è meditazione della morte, ma della vita.

In fondo, mi sono detto, i morti non scrivono nulla e chi attribuisce loro delle cartoline è un abile e sperimentato scrittore vivo (io preferirei di più definirlo poeta) che utilizza questa intelligente finzione per parlare d’altro. Continua a leggere→

Michele Lupo, I fuoriusciti

Vestiti, fuoriusciamo
di Lucia Tosi

Michele Lupo ha pubblicato numerosi racconti su riviste letterarie, un romanzo, L’onda sulla pellicola, Besa Editrice, 2004, un altro romanzo è atteso per la prossima primavera. Fresca di stampa la raccolta di racconti I fuoriusciti, Stilo editrice, 2010, E. 10,00.

Di queste “Storie di fughe, ritorni e trascurabili vendette“, eloquente sottotitolo, colpisce innanzi tutto l’assenza del finale regolamentare Continua a leggere→

Alessandro Cartoni, Io sono la nemesi

di Giorgio Morale

“Siete in macchina a finestrini aperti, tu, tua moglie e tua figlia, davanti alla Riviera Adriatica”.

Padre, madre, figlia, auto, spiaggia: è il quadro della tipica famiglia italiana immortalata dalla commedia italiana nella serie di film dedicati alle vacanze al mare, dai recentissimi andando indietro fino a quelli degli anni Sessanta, quando col boom economico esplodeva la mania delle vacanze e lo sfoggio dei segni del benessere.

Così inizia il racconto Io sono la nemesi, che dà il nome alla raccolta di tre racconti di Alessandro Cartoni edita di recente dall’editore Perrone. Che poi continua:

“La distesa del mare è verdognola, con una striscia di colore beige che solca longitudinalmente le onde a dieci metri dalla riva…
– Cos’è quella cosa color cacarella? Chiede Sibilla, tua figlia…
Sibilla ti ha guardato contrariata e non parla, poi avanza di qualche passo sulla riva, azzarda un’entrata riluttante in acqua infine si ritrae inorridita.
– Io qui il bagno non lo faccio…” Continua a leggere→

“China” a Milano

Sta venendo un tempo, te ne uscivi improvvisa,
spalancando vetri e silenzio,
sullo stupefatto giardino di San Paolo.
Indicavi il nord, viene da Milano e porta pioggia.
Annuivo, seguendo il tuo profilo sporgersi additare
dove il fischio dei treni aumentava

tu restavi calma,
ne eseguivi imperterrita l’ascolto
di vicende del tempo di stagioni, latrice
di messaggi, giudizi antichi.

(Maria Pia Quintavalla, China)

Venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni, 12, Milano, tel. 02.76000386, incontro con Maria Pia Quintavalla, autrice di China (Effigie Editore).

Intervengono Gabriella D’Ina, Paolo Giovannetti, Itala Vivan. Continua a leggere→

Edwin Drood: il mistero risolto?

Qualche mese fa lanciavo questo appello:

“Leggete questo romanzo, leggetelo e ditemi come finisce… Aiutatemi a risolvere il mistero più intrigante della storia della letteratura.
Il romanzo è stato lasciato incompleto da Dickens per il sopraggiungere della morte, ma la storia è così ben congegnata che quando pensiamo di esserci fatta un’idea della soluzione, subito dopo la scartiamo e ripartiamo…”

La prima risposta è questa che propongo di Giovanna Ciracì. Sarà questa la soluzione? Cosa ne pensano gli altri appassionati di Dickens?

The Mystery of Edwin Drood: l’enigma della letteratura inglese
di Giovanna Ciracì

Introduzione
Nell’aprile del 1870 i più importanti giornali londinesi accoglievano con entusiasmo la pubblicazione del primo numero di un nuovo romanzo a puntate (1) intitolato The Mystery of Edwin Drood e firmato da uno dei geni della letteratura inglese, Charles Dickens. Il romanzo in questione è incentrato, come il titolo lascia supporre, su un mistero: la scomparsa di un ragazzo, Edwin Drood, per l’appunto. Continua a leggere→

Karl Ove Knausgard, La mia lotta (1)

di Michele Lupo

La mole è impegnativa ed è solo il primo di sei volumi. Il titolo, Min Kamp, sinistro. Le ambizioni da leggere fra le righe – in tutti i sensi. Ha un bel dire Knausgard che non voleva fare letteratura quanto piuttosto un esercizio (di verità) che avesse insieme il valore di un’esperienza Continua a leggere→

Giacomo Sartori, Autismi

…tutto è nato con un primo testo che ha per così dire aperto la via, e poi alla spicciolata sono venuti anche gli altri, che avevano con quel primo scritto un legame di necessità ma anche di libertà, forse di sfida aperta, proprio come succede nelle nidiate…

…i racconti escono per quel piccolo editore, che si chiama Sottovoce. Nome che mi sembra più che pertinente: è normale e giusto che i miei racconti, snobbati da chi ha molta voce, escano “sottovoce”… (Giacomo Sartori, qui)

di Michele Lupo

Sono 16 racconti questi raccolti in Autismi; qualcuno fra i lettori potrebbe già conoscerli poiché sono stati “postati” su Nazione Indiana (Giacomo Sartori fa parte della redazione in pianta stabile) lungo un intero anno.

Il libro è un trattatello di vita domestica feroce, vero e divertentissimo. Sartori vi dispiega uno humor delizioso che unisce per ossimoro acribia e svagatezza. Una scrittura tutta materica, giocata su un registro “basso” Continua a leggere→

Maurilio Riva, 2022 destinazione Corno d’Africa



Le radici nel cuore

di Monica Martinelli

Maurilio Riva è un tipo di idealista convinto della necessità della “buona volontà” per provare a cambiare il mondo. La sua formazione umana e di scrittore ha origine nei giorni lontani delle lotte operaie, in giorni in cui studiare, tenersi informati, lottare concretamente per i propri diritti faceva parte di una quotidianità che oggi sembra impraticabile. Continua a leggere→

Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, Fiume di tenebra

di Michele Lupo

1920. La Grande Guerra è finita da un pezzo, ma non negli umori dei più. Il capitano Italo Serra, nel cui cuore di soldato è imprigionato un buio che “non c’entra niente con tutti i discorsi inventati da chi li aveva mandati al massacro”, è immerso in una caligine della coscienza che lo fa sentire perduto, strappato all’uomo che pensava di essere, invischiato in una tormenta che gli fa temere di essere impazzito – e forse lo è. Continua a leggere→

Lia Albricci, Spegnete la luce, per favore

Questa è una storia gotica, se avete voglia di leggerla, per favore, spegnete la luce

Ma voi lo sapete davvero perché di notte lasciano accese le luci di alcune botteghe? Naturalmente, sì certo, è evidente, per motivi di sicurezza, è un deterrente per i malintenzionati, perché i possibili clienti possano guardare le vetrine anche se il negozio è chiuso, perché se no le strade sono troppo buie e le città sembrano disabitate, può succedere persino che si dimentichino accese, le luci, qualche volta, oppure non so, non ne ho idea, sai, la gente racconta un sacco di cose strane, dicono che se le luci sono spente possa accadere che…, mi sembra di ricordare di una volta in cui… Continua a leggere→

Fortuna Della Porta, La sonnolenza delle cose

Due poesie di Fortuna Della Porta e una nota di Marco Scalabrino

ad Ana Politkovskaja

Solitudine e nobiltà
segnarono il passo di Anna
tra i detriti della sua terra.
La condanna
fu emessa
e la sentenza passò alle armi
ma lei continuò
a indossare il vestito da sposa
a immaginarsi
l’interno della casa col sole Continua a leggere→

Alessandra Paganardi, Altri occhi

Non dire mai: sei bello
a un volto, un verso, un canto.

Fermalo nel tuo sguardo. Arriva il tempo
rosicchia ciò che deve – tu non sai
della verde sua fame.

Non dire mai che soffri, che qualcuno ti mancherà per sempre…

Solstizio

Non lo diresti, ma l’inverno è stanco
di freddo. Proprio adesso che le ombre
sono tappeti lunghi sull’asfalto
già si smagliano scampoli ribelli
a gettare coriandoli di luce. Continua a leggere→