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Etere 1 : l’antichità.

di Antonio Sparzani
Firomaco, Combattimento tra Etere e gigante, altare di Zeus

La storia di cui vorrei raccontarvi alcuni episodi corre su due rotaie, spesso parallele: quella della poesia e della letteratura, che continua a vedere l’etere come qualcosa di vago e misterioso, ma che in questa vaghezza trova la sua sottile bellezza, e quella, d’altra parte, dei tentativi che ha messo in atto la scienza per cogliere finalmente, per serrare tra le tenaglie di una definizione precisa e quantitativa, questo inafferrabile elemento, che continuamente è stato congetturato esistere, ma che altrettanto continuamente è sfuggito ad ogni presa. Perché queste rotaie non sono poi soltanto due e non sono neppure tanto ben distinte: anche la filosofia e la medicina mescoleranno infatti i loro saperi nella trama, stranamente tenace, dell’etere.

Nei poemi omerici, punto cardine d’irradiazione della nostra cultura, l’etere è femminile, Continua a leggere

Chi gira intorno a cosa

di Antonio Sparzani

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Le recenti vicende centrate attorno alla mancata visita del Papa all’Università La Sapienza di Roma hanno toccato anche questioni scientifiche centrate sulla figura di Galileo e sulla sua decennale vertenza con il Santo Uffizio dell’epoca. E hanno anche riguardato la posizione del noto epistemologo contemporaneo Paul Karl Feyerabend, da non molto scomparso, accreditandogli un po’ frettolosamente una posizione di incondizionato appoggio alla famosa condanna di Galileo.

Non intendo offrire qui alcuna valutazione complessiva sulla vicenda, che se mai ho già detto in altri luoghi, ma non riesco a trattenermi dal cercare di dire qualcosa che contribuisca a chiarire dal punto di vista della fisica queste problematiche, che non sono certo esauribili negli slogan purtroppo più diffusi, tipo “la chiesa oscurantista voleva fermare il progresso della scienza”, oppure “è ormai risaputo che è la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa”. Purtroppo, per ragioni storiche che non sono qui in grado di indagare e di mostrare, si è affermata nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, ma talvolta anche nel loro, una formulazione facile e sbrigativa della questione che appunto viene riassunta nei due slogan ora citati. Continua a leggere

Solo le parole ci salveranno dai fondamentalismi

Rafik Schami: «L’ esilio è una condizione amara ma può anche essere liberatorio»
Lo scrittore siriano Rafik Schami è nato nel 1946 nel quartiere cristiano aramaico di Damasco. Nel 1971 si è rifugiato in esilio in Germania. Nel 2006 è uscito in libreria «Il lato oscuro dell’ amore» (Garzanti, pagine 858, euro 22).
Rafik Schami
Credo che non sia inutile rileggere oggi l’intervista che gli fece Claudio Magris, pubblicata sul Corriere della sera del 12 marzo 2006. a.s.

Claudio Magris: La globalizzazione cancella alcune identità, ma ne crea altre, accresce diversità e meticciati. Sul piano letterario, incrementa un fenomeno stimolante, già esistente in passato, l’ opera di autori che – in seguito all’ esilio, all’ emigrazione, allo sradicamento – scrivono i loro testi in una lingua diversa da quella materna, come un tempo Joseph Conrad oppure oggi, in Italia, uno scrittore quale Giorgio Pressburger. Rafik Schami, siriano immigrato in Germania all’ inizio degli anni Settanta – è nato nel 1946 -, è divenuto un narratore tedesco di grande successo, anche in Italia, col suo libro Il lato oscuro dell’ amore, tradotto da Rossella Zeni. È un affresco epico, un tappeto orientale in cui i fili di innumerevoli destini individuali si intrecciano in un disegno in cui vive il Medio Oriente nel crogiolo delle sue stirpi, religioni e culture.
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Nuovo anno: preludio al martelliano!

di Antonio Sparzani

serdana

[Pier Jacopo Martello vi avrebbe deliziato
col verso martelliano, se fosse più durato:

trattasi, com’è noto, d’un doppio settenario
con la rima baciata, come un doppio binario

che potete allungare a vostro piacimento
sempreché il vostro pubblico si dimostri contento]

(mi tenta la congettura che Pier Jacopo Martello abbia fatto un tale brillante uso del settenario, perché il suo nome completo è uno splendido settenario, a.s.)

Gloria della Serdàna

Nei gorghi e nelle gore della cascina in festa
s’aggirava l’afrore nell’ombra più funesta
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Preludio alla ottava di esametri dattilici

di Antonio Sparzani
Erato, musa della poesia lirica e amorosa

ecco a voi questo nuovo e curioso mixing: l’ottava classica dei nostri poemi epici, composta però di puri esametri  dattilici, ovviamente catalettici – l’ultimo è un trocheo come di prassi. Il nonsense è meno apparente, più velato che nei precedenti esempi, però è, doverosamente, festaiolo. In figura la musa Erato, che presiede alla poesia lirica e amorosa.

Tè di rugiada
Quando la scotta del boma di mezzo accompagna la brezza
nascono roride palme di more e di turgide felci,
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Opale

di Antonio Sparzani

Erano le sette di uno slavato pomeriggio della fine di maggio. Nel cortile del liceo artistico il preside, finito il lavoro durato inusitatamente a lungo, intratteneva un amico, un suo caro amico, che era andato a trovarlo e a confidargli i casi propri. L’amico stava vivendo un momento complicato della sua vita.

Improvvisamente il preside, che aveva alzato il viso – l’amico era più alto di lui – fu colpito da una sensazione di bellezza; aveva guardato distrattamente il cielo, mentre parlava, parlava con il suo inimitabile accento senese – che suonava sempre così strano nella sonnecchiante città dell’Emilia – e aveva subito decifrato un colore raro. Continua a leggere