Archivi categoria: Critica letteraria

La zattera dei morti, di Harald Mueller

 

Nota di lettura a cura di Federico Federici
Versione stampabile QUI

 

 

« Alzo gli occhi verso i monti; da dove mi verrà l´aiuto? »

Salmo 121

 

 

 

« Buio in platea e sulla scena. Si comincia a sentire il rombo ritmico e scandito del GRANDE TAMTAM. Ampio e vistoso cartello pubblicitario. Checkup è al centro della scena e ascolta. »[1] Continua a leggere→

L’eredità di Franco Fortini

fortini.jpgDa “Il Manifesto” (http://www.ilmanifesto.it/), 8 settembre 2007, p.12.

La passione per il mondo di un ospite ingrato

Sono trascorsi ormai tredici anni dalla morte del poeta e saggista Franco Fortini, ma l’eredità del suo magistero di intellettuale complessivo, esponente di punta del marxismo critico europeo del secondo dopoguerra, continua a interrogare quanti rifiutano quel sistema di rapporti fra uomini mediato da cose che definiamo capitalismo.

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La mania per l’alfabeto, di Marco Candida.

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MANIE, PAROLE E FANTASMI.

Recensione di Michelangelo Cianciosi

Vorrei mettere subito le mani avanti. Non è facile parlare de La mania per l’alfabeto. Potrei cominciare, dando una vaga idea di quella che è la trama, dicendo che il primo romanzo di Marco Candida è la storia di Michele, un ragazzo che ha ventiquattro anni, un lavoro precario in una ditta produttrice di asfalto, una ragazza di nome Savemi e, soprattutto, un’ossessione con cui è difficile convivere: quella per la scrittura.

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Mario Bianco su Paolo Nori

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Tratto da http://societe.splinder.com/

Ho scritto, or son due dì, un commento ad un post dedicato a Paolo Nori, scrittore, sul blog de La poesia e lo spirito (https://www.lapoesiaelospirito.it). Nel detto commento mi sono permesso di dire che secondo me Paolo Nori, che pratica narrativa, crea prodotti di intrattenimento di livello medio/ buono.

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Lo scrittore per ragazzi, di Lucio Angelini.

Il compito di uno scrittore per ragazzi (1)

Da Il fantomatico piacere della lettura
(Dialogo tra un Appassionato di libri e un Giovane Alitterato (© Edizioni Libri Molto Speciali]
di Lucio Angelini
tratto da: http://www.lucioangelini.splinder.com/post/13603592

“Il compito di uno scrittore per ragazzi è molto delicato. Per quanto dichiari di rifuggire da ogni intento edificatorio e di volersi limitare a regalare emozioni e divertimento, non sfugge al fatto di rendere certi personaggi (e i loro comportamenti) più simpatici e degni di imitazione di certi altri, orientando in tal modo l’identificazione del giovane lettore.”
“Identificazione?” Continua a leggere→

Guy de Maupassant. Scrittori e giornalisti.

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Guy de Maupassant

Quel che serve a un romanzo nuoce a un pezzo di cronaca

da “Il Manifesto”, 28 agosto 2007, p.12.

La grande querelle che oppone i romanzieri ai cronisti sembra lontana dal concludersi. I cronisti rimproverano ai romanzieri di scrivere cronache mediocri, e i romanzieri accusano i cronisti di concepire dei cattivi romanzi. Hanno qualche ragione sia gli uni sia gli altri. Certo, sarebbe sorprendente sentire dei pianisti che rimproverano ai flautisti di avere le dita deboli e dei flautisti prendersela con i pianisti perché hanno il fiato troppo corto. Sono musicisti sia gli uni sia gli altri, sebbene suonino strumenti diversi.

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Poesia!

di Pasquale Giannino

Stoisa – “Narciso”, catrame e pittura a olio su pavimento in legno, installazione del 1984 presso la Galleria Tucci Russo

La poesia è come l’amore. Questo pensavo mentre ero “in fila al supermercato col carrello gonfio”. Prima di me c’era una coppia dall’aria insofferente: lui, un tipo “alternativo”, l’evidente calvizie “impreziosita” da un grottesco interminabile codino, i jeans pieni di squarci griffati…

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Interzona #3: Vita di Vittorio Alfieri

di Francesco Sasso

Di pochi autori si conosce la vita attraverso un’opera quanto è “Vita” dell’Alfieri (1749-1803), che in essa forse si descrive più quale credeva di essere che quale era realmente, ma che tuttavia compose un’opera molto interessante, da cui traspare chiara la crisi dell’Illuminismo e il primo annuncio della nuova epoca del romanticismo.

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Emile Faguet, Contro l’oscurità.

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da “Il Manifesto”, giovedì 23 agosto 2007, p.12.

[Da un grande critico e scrittore francese una arringa rivolta a demolire quegli autori che tramite giri di frase, inversioni di senso e un certosino lavoro di sostituzione di parole pertinenti con termini oscuri, ottengono l’ambito risultato di trasformare frasi chiare in espressioni sibilline].

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Clemente Rebora – da Pensieri in Le poesie, Garzanti, 1988

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Ogni vero poeta (e pochissimi sono) – e a lui si aggiunga ogni artista, o semplicemente artefice, ché veramente al Divino Creatore dovremmo riservare la qualifica di Artista – è unitotale, sia pur ristretta di numero l’opera sua; egli ha in proprio il suo non comunicabile genio personale innestato nell’elemento unanime e perenne della cultura e della civiltà del suo tempo; per cui, questo elemento universale – e quanto più è purificato d’ogni ingombro contingente – lo fa diventare un classico.

13 ottobre 1956

Il Celan di Tonino Pintacuda

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Poesia e verità in Paul Celan
di Tonino Pintacuda

La prima volta che ho letto le poesie di “Atemkristall” di Paul Celan, io la poesia l’ho vista. Proprio davanti agli occhi mi si è presentata una scena completa e compiuta d’impareggiabile bellezza. L’ho ottenuta mischiando quello che mi porto dietro nella mia comprensione del mondo, la mia valigia di necessari pregiudizi, per dirla con Gadamer. C’era dentro Charlie Chaplin nella FEBBRE DELL’ORO che per rimediare una tazza di caffè simula un congelamento, ci ho messo pure qualche scena dalla COMPAGNIA DELL’ANELLO e ho chiuso il tutto dentro una di quelle bocce che vendono nei negozi di souvenir, quelle con la neve dentro che basta girare per veder nevicare sul Colosseo o sulla Torre Eiffel.

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Le fiabe di Lucio Angelini

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Leggere, che libridine!

Ovvero Quel bruttocattivo di papà Cacciari, Edizioni Libri Molto Speciali, Venezia, 1999.

di Elena F. Ricciardi

Ci sono mondi secondo Angelini in cui tutto gira al contrario. Il sole nasce … a ovest direte voi! Embè no ! Troppo facile! Il sole, per Angelini, nasce a Sud e poi rimane fermo mezza giornata se gli va; se invece ne ha voglia, girella fra stella e stella fino a sera e gira in spirali rettangolari, in cerchi ortogonali all’ipotenusa della luna, che spesso strabuzza gli occhi e sbuffa, perchè è un po’ pigra e preferirebbe non dover ruotare e circumnavigare come un carillon impazzito intorno a quel sole strambotto e irrequieto, per rette parallele che regolarmene a un certo punto s’incontrano provocandgli un deragliamento.

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Remo Bassini, Il quaderno delle voci rubate.

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Remo Bassini, Il quaderno delle voci rubate, Vercelli, La Sesia, 2002.
Recensione di Elena F. Ricciardi

Un bar sotto i portici, nel cuore del paese fra Chiesa e Municipio, al crocevia di incontri e scontri delle piccoli grandi vite che fanno la storia di ciascuno di noi, di quelle storie che spesso, troppo spesso, in un piccolo paese, ma forse anche nei grandi condomini di città, diventano pettegolezzo; voci che girano incontrollate e che possono ferire fino ad uccidere. A Luca Baldelli però non interessa il pettegolezzo che pure il suo amico, il toscanaccio Lorenzini, di tanto in tanto ama gettare come le monetine tinnanti sul tappeto davanti al suonatore di fisarmonica nel freddo inverno, quasi un regalo “confidenziale” agli avventori e che pure ferisce la sensibile anima del taverniere dei nostri giorni. Continua a leggere→

Jean Paulhan, poesia e mistero.

paulhan-jean.jpgArticolo pubblicato su “Il Manifesto” del 17 agosto 2007, p.12.

Voglio immaginare un angelo, un persiano, un uomo caduto sulla terra da un altro pianeta che scopra all’improvviso – come è tipico di personaggi del genere – tutta la poesia francese, ma anche quella tedesca e inglese, dal XII al XX secolo, da Théroulde, o più semplicemente da Chenedoullé, fino a Paul Éluard. Ecco, all’incirca, ciò che potrebbe osservare: la poesia appare oggi una faccenda molto più seriosa di quanto non lo sia stata un tempo.

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Angelini su “Nenio”

nenio-de-medio.jpgEugenio De Medio, Nenio.
di Lucio Angelini

Vibrisselibri è una casa editrice “anfibia” sorta nel giugno 2006: cerca il nuovo e l’insolito attraverso una rigorosa (e gratuita!) opera di scouting, ne pubblica on line i frutti migliori, rendendoli leggibili e scaricabili (sempre gratuitamente) secondo la formula del copy-left) e proponendoli poi agli editori tradizionali per un’eventuale versione cartacea. Il sito è www.vibrisselibri.net.
Vibrisselibri è figlia di una febbre di mezza estate di Giulio Mozzi, che intendeva soprattutto lottare editorialmente contro la cosiddetta “logica del profitto”, dando visibilità a testi letterari ritenuti interessanti indipendentemente dalla “speranza di lucro” loro attribuita. Volontariato culturale bello e buono, da parte di tutti gli aderenti all’iniziativa: una sessantina di persone circa.

continua qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/08/002342.html#002342

Su “Il collezionista di tempo” di Marino Magliani

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di Remo Bassini

A prima vista «Il collezionista di tempo» di Marino Magliani pare un romanzo-congiunzione. Che lega e collega luoghi – da una parte i carrugi e mulattiere bruciate dal sole dell’entroterra ligure, dall’altra dune e boschi olandesi e tempi – da una parte l’infanzia di Gregorio, che s’interrompe il giorno in cui parte per studiare dai preti, in collegio, dall’altra Gregorio adulto: prima militare, poi aspirante spacciatore di droga in Spagna, infine in Olanda, scrittore da due soldi ma, come tutti gli scrittori, dai grandi sogni nel cassetto -. Continua a leggere→

Magrelli sulla poesia

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Da “Avvenire” giovedì 2 agosto 2007.
OBIETTIVO POESIA/4,
«Si aggrava il dissidio tra mass media e cultura»: il j’accuse di Valerio Magrelli. «Svalutando la trasmissione del sapere, la nostra società si condanna a divorare il proprio cervello»

I nuovi sapienti? Sono proprio i poeti

«Il panorama che c’è in Italia, nel campo di chi scrive versi, è differenziato e vivo. Ma si traduce poco. I miei favoriti? A parte i grandi Bonnefoy e Walcott, Charles Simic e Sharon Olds».

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“Extra Omnes”, di Gaja Cenciarelli

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Extra omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi.

di Gaja Cenciarelli

recensione di Elena F. Ricciardi

Ci sono molti modi per leggere un libro. Lo si può scorrere velocemente e pensare che quel tappeto di parole che si srotola più o meno linearmente sia tutto ciò che il testo ci può offrire in questo caso nel libro della Cenciarelli si trovano un’infinità di date che pur spesso intersecandosi in continui flash-back ci raccontano una storia che inizia con un rapimento, o meglio con la scomparsa di una quindicenne romana il 22 giugno 1983, dell’inutile ricerca affannosa , degli assurdi impedimenti politici, dei presunti o veri intrighi intenazionali nel meccanismo dei quali la povera ragazza sarebbe incappata diventando il capro espiatorio di lotte di potere
troppo più grandi e opprimenti del suo essere solo una ragazzina anonima per la grande Roma sonnecchiante e indifferente di
quell’estate.
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