Archivi categoria: Critica letteraria

Una collana su Tolkien scrittore. Finalmente.

Restituire Tolkien a Tolkien. Dopo decenni di disinvolte e superficiali appropriazioni, rifiuti di prammatica o sterili dispute ideologiche nasce finalmente uno strumento d’approfondimento rigoroso e assieme divulgativo per spostare l’attenzione su Tolkien dal gossip paraculturale all’ambito della letteratura e dell’indagine filologica. La casa editrice Marietti 1820, una delle più antiche d’Italia, ha inaugurato nel 2007 una nuova collana, denominata Tolkien e dintorni.

Tratto da qui tolkiennew.jpg Continua a leggere→

L’onda marchigiana

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(prima parte)

Non esiste la linea marchigiana, non esiste una comune cifra stilistica degli autori marchigiani. Per alcuni che negli ultimi anni si sono voluti addentrare in un dibattito simile non esistono neppure le Marche come regione e tanto meno come comunità linguistica. In gran parte condivido lo scetticismo dei più e anche il pessimismo derivante da una storica assenza di contatti tra i cosiddetti poeti marchigiani. Però, però, però non si può nascondere che dal secondo novecento in poi questa regione ha continuamente prodotto voci poetiche di tutto rispetto a volte persino eccellenti. Continua a leggere→

K

Uno dei tanti vizi umani consiste nello “scoprire” qualcuno (cantante, sportivo, poeta, uomo politico, ecc.), metterlo su un altare, tributargli omaggi quotidiani e mandare al rogo per lesa maestà chiunque osi mostrarsi tiepido. Continua a leggere→

Carolina Invernizio, la dismenorroica di Voghera – di Annalisa Busato

Carolina Invernizio

Cent millions de feuilletons
(ipotesi di trama con capitoli centrali intercambiabili)
Parte prima – LA FAMIGLIASTRA

Finalmente ritrovato il 127.mo romanzo di Carolina Invernizio, ambientato, con slancio futuristico, nel 2007. L’opera si conclude quanto mai tragicamente con una TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva), la quale, subita dalla sfortunata protagonista, Carolina I***, in una condizione all’incirca simile agli arresti domiciliari, segna tragicamente la fine della rigogliosa vita onirico-fantasmatica di una fanciulla dal temperamento vivace e… sanguigno.
Carolina aveva regalato sfrenate gioie e trionfi intellettuali (orgasmi sublimati) al suo psicanalista, autore, per merito di lei, di: “Histoire d’I”, “Corpo Luteo e latenza dell’oblio”, “Il lettino di Procuste”, “Ciclo femminile e panni da lavare in casa” e dell’esaustivo testo:”Flusso di coscienza”.
Le opere di quel devoto seguace del viennese Dr.Freud avevano dato il via a dotte polemiche in ambiente accademico, specie dopo la pubblicazione su una nota rivista medica di uno sprezzante articolo, dal titolo “Sull’incidenza dell’allergia alla cellulosa nel vissuto onirico-mestruale della donna del sud-est europeo, Balcani inclusi”.
Purtroppo il manoscritto, trovato nel corso di restauri entro un antico baule, risulta gravemente danneggiato dal tempo e dalle intemperie. Per di più sembra sia stato diviso a metà, e dopo la sibillina scritta ” – pausa ” potrebbero esserci stati altri capitoli rivelatori… Ma saranno ritrovati?
Daremo in seguito notizie sulla fortunata trouvaille agli appassionati lettori della nostra Autrice, che rimane la più famosa e letta scrittrice del genere rosa.
Ecco dunque a voi l’incipit del romanzo “La famigliastra”.
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Giampiero Marano – Un inedito

Valsan: La dottrina degli stati molteplici dell’essere nel cristianesimo

Sul finire degli anni Cinquanta il dantista Philippe Guiberteau (1897-1972), che nel 1947 ha già dato alle stampe una traduzione del Paradiso, si appresta a curare per Gallimard l’edizione commentata del Convivio. Per l’occasione entra in contatto epistolare con lo shaykh Mustafa ‘Abd al-‘Aziz, il rumeno naturalizzato francese Michel Valsan (1907-74), che tra il ’58 e il ’59 gli indirizza tre lettere ora pubblicate in italiano con il titolo La dottrina degli stati molteplici dell’Essere nel Cristianesimo (ed. Orientamento/Al-Qibla, www.edizioniorientamento.it, Reggio Emilia 2007). Continua a leggere→

POTERE (EDITORIALE) E LETTERATURA: RIVINCITA DEL WEB E MORTE DELL’ AUTORE

[Permettetemi di esprimere un profondo ringraziamento al professore Giuseppe Panella per aver concesso a La Poesia e lo spirito il saggio “Potere (editoriale) e letteratura: rivincita del web e morte dell’autore”. Il testo verrà pubblicato nel prossimo numero speciale de Il Ponte (rivista fondata nel ’45 da Calamandrei) dedicato alla letteratura in Italia oggi. f.s. ]

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POTERE (EDITORIALE) E LETTERATURA: RIVINCITA DEL WEB E MORTE DELL’ AUTORE

di Giuseppe Panella

«Rivolevo indietro il mio libro perché mi piaceva scrivere. Mi piaceva avere un progetto da portare a termine e mi piaceva soprattutto se si trattava di un progetto difficile come scrivere un libro. Inoltre continuavo a non sapere chi avesse ucciso Wellington e nel mio libro c’erano tutti gli indizi che avevo scoperto e non volevo che venissero buttati via»
(Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte)

1. Letteratura stampata on demand

Martedì 6 marzo di quest’anno il noto scrittore milanese Giuseppe Genna (1) annunciava, con molta fierezza e una punta di commozione, sul proprio sito web (denominato perlappunto GIUSEPPE GENNA) una notevole e avvincente novità editoriale:

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Postilla sui generi letterari, o del perché lo scrittore non esiste

di Ezio Tarantino

Una delle conseguenze, dal punto di vista semiologico, dell’assioma c) delle note caratteristiche dei generi è che il narratore sia situato ontologicamente al livello della fiction, dei personaggi e delle azioni. Il che, è stato osservato (Andrew Kania, Against the ubiquity of fictional narrators. The Journal of aesthetics and art criticism 63:1 Winter 2005) porta lo scrittore ad assumere una natura ultra-umana la cui caratteristica principale è l’ubiquità: “If novels have narrators, they often know more than, and have powers grater than, any hman could. Thus, a ubiquity theorist must insist from the start that human personality is not a sine qua non for narrator-hood”.
Kania confuta nel suo articolo questa teoria (di critici come George Wilson, Seymour Chatman e Jerrold Levinson), sostenendo che la presenza di romanzi in cui la presenza del fictional narrator (o embedded narrator) è conclamata – come nel caso dei romanzi scritti in prima persona – non è sufficiente a decretare che questa sia una caratteristica ontologica della narrativa.
A ben vedere gli ubiquisti com Jerrold Levinson sostengono una cosa diversa: secondo loro, dal punto di vista fattuale, lo scrittore proprio non esiste.

Dal fondo della sala sento arrivare l’obiezione: ma qualcuno il libro lo avrà pur scritto!
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Double face # 2 Per cosa si uccide di Gianni Biondillo

di Ezio Tarantino con “controcanto critico” di Gianni Biondillo

Ma insomma, Per cosa si uccide di Gianni Biondillo è un romanzo di genere, oppure no?
Io direi di sì, che lo è. Di quale genere? All’ingrosso: è un poliziesco all’americana; ancora meglio: un poliziesco alla milanese – Carlo Manzoni, qualcuno l’ha letto? spassosissimo.
Per cosa si uccide fa sue alcune caratteristiche che mi paiono imprescindibili perché un romanzo possa definirsi di genere.

a) Una storia molto solida come impalcatura.
I fatti sono legati fra loro da una logica ferrea. Spesso però le motivazioni che stanno dietro sono miserabili, o assenti. Non ha importanza.

b) Il punto di vista del narratore è completamente immerso nella vicenda.
Al punto che, ad esempio, la terza persona usata da Biondillo sembra in verità la terza persona vicaria di una prima persona timida. Il punto di vista del narratore può essere moralista, cinico, ironico. Comunque totalmente dentro la storia. Nel caso di Biondillo è moralista e ironico (a tratti spassoso).

c) La fiducia del narratore nella materia narrata e nella forma scelta è assoluta.
E’ l’elemento più importante: il genere è tale perché rispetta il codice. Se lo viola, lo rivisita, lo altera non è più genere. E in questo libro le regole del genere vengono rispettate. C’è il fatto, la soluzione del fatto, c’è il poliziotto smagato e un po’ cinico, c’è il narratore. Continua a leggere→

Apologia del pensiero impuro, la dimensione poetica del corpo femminile

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di Fabrizio Corselli, pubblicato sul n.37 della rivista Atelier

Il cammino della virtù qui s’arresta, addolcendo e cullando tra le docili pareti di un abisso che il pudore e la gioia non temono, le voluttà di una giovane donna. Che la lettrice, qui, si fermi o divenga di se stessa mirabile carnefice, inchiodando ogni suo limbo ad atroci e nefande azioni ancor più voluttuose degli stessi piaceri ch’ella conosce soltanto in fantasie nascoste.Il male s’incarna e trionfa nella disfatta della virtù, adesso ridotta a brani da quella stessa libertà dissoluta di un’ascoltatrice che ode soltanto le ragioni della propria immaginazione. E proprio «l’immaginazione è il pungolo dei piaceri;… essa regola tutto, è il motore di tutto; non si gode forse proprio grazie ad essa? Non è da essa che ci vengono le voluttà più provocanti?…l’immaginazione ci aiuta solo quando il nostro spirito è assolutamente libero da pregiudizi: uno solo è sufficiente a raffreddarla. Continua a leggere→

Double face # 1 Per cosa si uccide di Gianni Biondillo

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di Francesco Sasso con “controcanto critico” di Franz Krauspenhaar

Leggendo Per cosa si uccide di Biondillo, pubblicato da Guanda nel 2004, si noterà subito una cosa: omicidi ed enigmi vi sono ammessi, purché in piccolo formato e solo come pretesti narrativi. Infatti, a mio parere, lo scrittore milanese- scaltro nell’inserirsi nel filone aureo del genere, pur restandone fuori- non imbastisce schemi narrativi studiatamente congegnati, bensì s’impegna “sentimentalmente” per ritrarre l’anima di una città (Milano), di un quartiere (Quarto Oggiaro) e dei suoi abitanti. Continua a leggere→

Tradotti dal silenzio I – Joë BOUSQUET (seconda parte)

Tradotti dal silenzio I – Joë Bousquet / seconda parte (di Francesco Marotta)

(La prima parte, pubblicata il 20 marzo 2007, si può (ri)leggere qui.)

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[I testi di Joë Bousquet qui presentati sono dati nella traduzione di Charles Debierre e Beppe Sebaste; il saggio “Un viaggiatore immobile” è di Beppe Sebaste. Testi e saggio sono tratti da: In forma di parole, Libro VII, Il Pomerio. Antologia poetica, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1983, pag. 334-342 e pag. 803-809]

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Interzona #9: “Il critico è simile all’attore”- F. DE SANCTIS

di Francesco De Sanctis

Il critico è simile all’attore; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico, ma lo integrano, empiono le lacune. Il dramma ti dà la parola, ma non il gesto, non il suono della voce, non la persona; indi la necessità dell’attore. Togliete alla poesia drammatica la rappresentazione e rimarrà necessariamente un genere monco ed imperfetto. Il simile è della critica. Si sono scritte delle dissertazioni per provare la sua inutilità. Eh! Mio Dio! La critica germoglia dal seno della poesia. Non ci è l’una senza l’altra. Cominciate dunque dal distruggere la poesia.

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Wodehouse, la poesia del riso letterario

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di Guido Michelone

È fresca la notizia del Premio Nobel per la Letteratura a Doris Lessing, narratrice inglese, anche se nata in Iran e vissuta a lungo n Africa (ma da decenni residente a Londra). Questo consente una rivalutazione della storia letteraria del Regno Unito nel XX secolo, che in Italia non ha mai goduto di particolari apprezzamenti da parte sia del pubblico sia della critica, ma che invece meriterebbe nuove attenzioni, a cominciare dalle figure maggiormente popolari (ma anche meno prevedibili) nella patria di Shakespeare, Byron o Geoffrey Chaucer. Continua a leggere→

Short stories e Dostoevskij

short-stories.jpgLa infelice sorte del racconto

di Maria Teresa Carbone

tratto da http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Ottobre-2007/art55.html

Ah, in America le cose vanno diversamente, sospirano i rari autori italiani di racconti, amaramente consapevoli di quanto la forma breve sia impopolare nel nostro paese. Laggiù, sognano, dall’altra parte dell’oceano, c’è il «New Yorker», e tutte quelle belle riviste letterarie dove la short story trova terreno fertile e lettori in abbondanza.

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Guido Michelone su Francesca Tini Brunozzi

michelone.jpgFrau: la poesia al femminile

di Guido Michelone

Giunta al primo libro cartaceo, dopo un quindicennio di ‘sperimentazioni’ più o meno isolate su riviste, antologie, raccolte, e-book (il poemetto Brevi danze per Biagio Cepollaro e-dizioni), la poetessa Francesca Tini Brunozzi, quarantenne, umbra, ma piemontese d’adozione, esordisce con un volume che rappresenta solo in parte la sua pur copiosa opera omnia: infatti la prima metà del libro è occupata da due nuovi componimenti, mentre solo nella seconda vengono inserite sia Brevi danze sia una selezione del corpus lirico precedente, secondo l’espresso desiderio dell’Autrice.

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Futuro della Poesia

Le accezioni e le metafore dell’ordine immaginario particolarmente ricche di fonosimbolismo hanno un’ origine remota nella psiche arcaica, ove l’ideazione di immagini non presuppone un uso gratuito dell’immaginario. Le immagini sono create per una motivazione rituale. La figurazione espressa attraverso immagini plastiche è legata originariamente ad un pensiero mitico. Così il linguaggio porta metamorfosi radicali alle formazioni originarie, come ben sapeva quel genio assolutamente incompreso e travisato di Freud che tanto irritava Wittgenstein. Continua a leggere→

COMPILATION 2

ORDINAZIONE

l’ultimo che aspetta, la cascata
di luce e il calendario dei suoi dolori,
il paradosso che esista un Dio
nonostante lo svanire, la preghiera
di terra: oscurità magnifica
raccolta per marcire, consacrata
alla polvere amara dell’incenso,
alla bruma che sale, diafana, nel vuoto.

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Tommaso Landolfi, Le donne di Dostoevskij, in Gogol’ a Roma, Adelphi 2002

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La biografia di Dostoevskij è, si può ben dire, inesauribile; e non ci si vuol qui riferire a quello che di oscuro o di torbido vi è contenuto, piuttosto anzi ai suoi caratteri palesi. Essa insomma è tanto congrua e tipica non solo del suo destino, ma del destino dello scrittore in generale (per non dire dell’uomo, superiormente inteso), da restare una fonte perenne di meditazione e da renderci poi ben accetto qualunque tentativo un po’ serio di interpretazione, di chiarimento o semplicemente di esposizione che altri fornisca.

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