di Ezio Tarantino con “controcanto critico” di Gianni Biondillo
Ma insomma, Per cosa si uccide di Gianni Biondillo è un romanzo di genere, oppure no?
Io direi di sì, che lo è. Di quale genere? All’ingrosso: è un poliziesco all’americana; ancora meglio: un poliziesco alla milanese – Carlo Manzoni, qualcuno l’ha letto? spassosissimo.
Per cosa si uccide fa sue alcune caratteristiche che mi paiono imprescindibili perché un romanzo possa definirsi di genere.
a) Una storia molto solida come impalcatura.
I fatti sono legati fra loro da una logica ferrea. Spesso però le motivazioni che stanno dietro sono miserabili, o assenti. Non ha importanza.
b) Il punto di vista del narratore è completamente immerso nella vicenda.
Al punto che, ad esempio, la terza persona usata da Biondillo sembra in verità la terza persona vicaria di una prima persona timida. Il punto di vista del narratore può essere moralista, cinico, ironico. Comunque totalmente dentro la storia. Nel caso di Biondillo è moralista e ironico (a tratti spassoso).
c) La fiducia del narratore nella materia narrata e nella forma scelta è assoluta.
E’ l’elemento più importante: il genere è tale perché rispetta il codice. Se lo viola, lo rivisita, lo altera non è più genere. E in questo libro le regole del genere vengono rispettate. C’è il fatto, la soluzione del fatto, c’è il poliziotto smagato e un po’ cinico, c’è il narratore. Continua a leggere→