Archivi categoria: Critica letteraria

Una tragedia negata

paolin.jpgSaggio di Demetrio Paolin, Vibrisselibri.

di Elena F. Ricciardi

“La speranza vagante tra gli errori
a molti è un bene, ad altri è solamente
una trama di vuoti desideri:
penetra l’ignaro animo, prima
che l’uomo incontri il fuoco sul cammino.
Un saggio fu colui che pronunciò
questo motto famoso: il male sembra
un bene all’uomo quando un dio gli vuole
oscurare la mente: allora è breve
il tempo che precede la rovina”.
(Sofocle, Antigone)

Il saggio che si accinge a leggere chi apre il testo di Demetrio Paolin “Una tragedia negata” attraversa, come da intento dell’autore, la letteratura che negli ultimi anni ha cercato di dire l’epoca del terrorismo in Italia.

Continua a leggere→

Alle radici della poesia di Francesco De Girolamo

radice.jpgdi Rosa Salvia

La lingua degli angeli di Francesco De Girolamo è un testo che piace particolarmente in quanto, attraverso lo scorrere dei versi, il lettore si fa partecipe della mente amara e intrepida del poeta, della sua ironica e tuttavia appassionata nozione del mondo, in cui il suo spirito disilluso e limpido non vede che gli elementi di un gioco effimero ed estremo “dammi un martirio che mi renda vivo”, futile “amore furtivo, svanisci tra le ombre di questa notte di vetro e di velluto” e assoluto “l’io che non sono ha ucciso l’io che ero”, in un variopinto gioco di passaggi ariosi, in un’assenza che si tramuta in perfetta presenza.

Continua a leggere→

L’organigramma

lorganigramma.jpg
L’ORGANIGRAMMA
romanzo di Andrea Comotti

di Elena F. Ricciardi

La strage di Piazza Fontana avvenne il 12 dicembre 1969, provocando la
morte di sedici persone ed il ferimento di altre ottantotto. La bomba
esplose alle 16.37; lo stesso giorno venne scoperta un’altra bomba,
fortunatamente inesplosa, nella sede di Milano della Banca Commerciale
Italiana: venne fatta brillare subito dopo,
occultando così una prova importantissima che avrebbe forse permesso di
risalire a chi aveva preparato gli ordigni.

Continua a leggere→

Nomadi e monadi

Il senso che manca tra nomadi e monadi
Contributo al convegno: Canone e canoni – Pozzolo (AL), 23 giugno 2007
Adam Vaccaro

È opportuno, negli spazi qui disponibili, dare conto dei punti ritenuti essenziali, lasciando aperti sviluppi per altre occasioni.
Maionese impazzita e specchio rotto sono due metafore di Eugenio Scalfari (Repubblica, 3/6/07) riferite allo stato attuale della società italiana, in cui “si procede a tentoni, animati solo dall’istinto di sopravvivenza …dalla psicologia del branco, dai legami corporativi”. Sono immagini purtroppo riferibili anche all’ambito della cultura e dell’arte, in cui manca un pensiero critico del mondo nel suo complesso. Senza toccare tale nodo credo rimanga esercizio retorico un esame dei canoni in atto – per il passato e il presente – nell’assordante silenzio (di senso) in cui siamo. Continua a leggere→

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

monica-viola.jpg

romanzo di Monica Viola

di Elena F. Ricciardi

Non essere scoperti e riuscire a fare tana in barba a chi ci cerca è il
gioco che ha accompagnato i pomeriggi dell’infanzia di molti di noi. Il
piacere della fuga e del nascondimento, il brivido sulla schiena quando chi
sta sotto e conta passa davanti al nascondiglio e non ti vede, la corsa
folle dal nascondiglio alla tana per essere salvi e gridare finalmente: tana!
E il grido liberatorio dell’ultimo che urla: tana libera
tutti!

Continua a leggere→

Nenio

nenio.jpg

di Elena F. Ricciardi

“Un errore di vecchiaia. inizialmente avevano pensato a un brutto male, ma
poi avevano scoperto che si trattava solo di una gravidanza tardiva e
avevano deciso di tenermi: meglio me che un brutto male no? Certo, ero una
bocca in più da sfamare, ma che fare? Essendo credenti, non potevano mica
buttarmi via.”

Continua a leggere→

Appuntamento con il notaio

piccolo_appuntamento.jpg

di Elena F. Ricciardi

Alessio Paša, Appuntamento con il notaio / Paura della notte, racconti in versi, Vibrisselibri.

Testo insolito quanto a forma e procedimento narrativo. Nervoso, inquieto,
inquietante. Un film in cui tutto sembra accadere nel pensiero . Non si riesce a
distinguere il narrare, l’accadere e il vivere dei personaggi che entrano
ed escono fulminei da un fermo immagine fisso degli occhi del lettore che
vede vivere, raccontare, accadere, con distacco quasi psicotico, un
turbinare-immobile di personaggi.

Continua a leggere→

“Poetiche della precarietà”.In uscita il nuovo numero di Re:.

cid_08ff01c7c7fc4354b7a00201a8c0pc270871877486.jpg

E’ finalmente uscito, per la casa editrice ZONA, il terzo numero di Re: (viste sulla letteratura e le arti) dal titolo “Poetiche della precarietà”, un numero che affronta da più punti di vista il tema tanto dibattuto della precarietà, dalla forma-saggio sul precariato sociale e lavorativo ai testi di stile “precario” proposti da una nuova ondata che nasce dal web e dalla performatività delle arti. Continua a leggere→

Baldus, la ricezione – di Adriano Padua

arton710-142x200.jpg

1

Il numero 0 della rivista Baldus esce nel settembre 1990. Nell’editoriale introduttivo Mariano Baino afferma che la linea della rivista sceglie la contaminazione quale campo privilegiato, sebbene non esclusivo, di riflessione. Anche, se non soprattutto, per analizzarne le possibilità relative a una sperimentazione nuova, in un’epoca di mutamenti delle strutture comunicative, e di generale e complessa ridefinizione della cultura e dei suoi oggetti. Continua a leggere→

Tre capitoli di fedeltà

genova.jpgCamminiamo tra questi Capitoli con i sandalini di gomma, attenti alle ondate perché non si sa mai: qui l’acqua è ovunque ed è imperiosa e improvvisa. Camminiamo tenuti al guinzaglio dal ben noto sentimento d’amore, ma nel paesaggio insistito di un confine: Genova, Venezia. Siamo quasi sempre a piedi nello slittamento delle rive, su sabbie e cementi scivolosi, con un piede nella solida ragionevolezza terrestre e l’altro nel lavoro testardo del mare di sgretolare, smangiucchiare.

Continua a leggere→

Sottovoce

streubel.jpgLe poesie di Manfred Streubel parlano sottovoce, senza nessuna intenzione di imporsi. Nascono nel quotidiano: il loro centro interiore è l’uomo debole, insicuro, fallibile, l’uomo girovago, all’eterna ricerca di qualche cosa che intuisce ma non sa.
Nessuna certezza. Continua a leggere→

L’ideografia del bello quale presupposto di una critica letteraria? – “Ars poetica” di Ezra Pound (traduzione di Cristina Campo)

waterhouse-psyche-box.jpg

I
La poesia dev’essere scritta altrettanto bene quanto la prosa. La lingua dev’essere bella e in nessun modo allontanarsi dalla parola detta, se non per un’accresciuta intensità (cioè semplicità). Non devono esservi parole libresche, niente perifrasi, niente inversioni. Dev’essere semplice come la prosa di Maupassant e dura come quella di Stendhal.
Non sono ammesse le interiezioni, non le parole che volano via nel nulla. Ammesso che non si può ad ogni colpo far centro, si almeno questa l’intenzione. Il ritmo deve avere un significato. Non può essere una semplice partenza, senza presa, senza stretta sulle parole e il senso. Continua a leggere→

TONDELLI? PERCHE’, HA MAI SCRITTO QUALCOSA?

di Gian Paolo Serino
(pubblicato in origine su “Il Domenicale”)

serino

Se c’è un lettore che non capisco è il lettore di Pier Vittorio Tondelli.
In realtà, mi correggo, non esiste un lettore di Tondelli: esistono i fan.
Come accade anche per Alberto Arbasino: di Arbasino, però, a occhi chiusi (nel senso che sono contento di non averlo mai letto) riconosco la genialità tipica da “Fratelli d’Italia”. Tondelli, invece, proprio non l’ho mai capito.
Continua a leggere→

Su “Nome, nome” di Massimo SANNELLI – I

Su “Nome, nome” di Massimo SANNELLI – I

Nel grembo d’ombre della madre.

Tutto ciò che accade, si accende, si disperde – si rivela fiamma sconosciuta all’ordine
dei giorni. Tutto ciò che accade è un corpo che tende alla visione, epifania di transito –
l’istante, ridiventato carne, che risponde in natura di specchio alla notte, all’immutato
esilio della luce. Continua a leggere→

Meeten Nasr

Meeten Nasr, sei poesie da ‘Atlante del nomade’:

II corvo

Sfarfallio di penne sull’armadio
in camera da letto. Quante volte
di notte sillabando alla mia immagine
allo specchio insistente mi chiedevo
se il tempo che trascorre, il martellare
dei clacson, dei motori, quel brusio
degli umani fra strepiti e sirene
di ambulanze alla fine per forza
avrebbero prevalso costringendo
noi sulle soglie di tanta nullità.
“Giammai!” gracchiava allora il corvo.

Dunque addio, mio io, nuvola passeggera,
lascia 1’asilo del mio corpo, spenta voce,
sciogliti al far dell’alba, nero abbaglio.

Continua a leggere→

In terza persona di Giovanni Nuscis – Recensione di Marco Scalabrino

 nuscis_copertina1.jpg

In terza persona

Giovanni Nuscis

 

Manni 2006

         La terza persona di cui al titolo non dia adito a fraintendimenti!

         Essa infatti, lo si apprende sin dai versi d’esordio e lo si reitera per tutta la silloge, <questa giungla bestiale / di pali e fili, gemiti e carne>, <scintillio di idee e muscoli, missili, e dollari>, <vuoto che s’invera giusto il tempo / di uno scampanio di sensi>, non è la comoda, equidistante, vaga postura di chi osserva dall’alto, da distanza, con distacco; non è “maschera”, passività, spocchia. È piuttosto il tratto ponderato della contemplazione, dell’approccio critico alle “cose”. Continua a leggere→

Amanuense, di Massimo Sannelli

Già altrove dissi che davanti alla scrittura di Massimo a me pare di trovarmi di fronte a un Libro d’Ore, da sfogliare in ascolto e in riverenza. La suggestione dell’immagine, che mi convince ancora, e di più ad ogni lettura, mi sorse dall’analogia per me naturalissima tra la sua poesia – e la poesia che nella sua prosa si trasfonde – e l’evoluzione storico-artistica degli antichi libri di preghiere medievali. Continua a leggere→

Sull’avventura dei baldusiani (di Massimo Rizzante)

baldus.jpgda Baldus, (1990.96), rivista di letteratura, selezione antologica e raccolta integrale, a cura di Lello Voce e Massimo Rizzante, introduzione di Massimo Rizzante, con un intervento di Adriano Padua, CD-ROM allegato.

Marginali incompatibili moderni

Adesso che sono qui, dieci anni dopo, in questo lugubre inverno padano, fitto di nebbie e privo di sole, a sfogliare i dieci numeri bianchi e neri, punteggiati a volte di rosso, verde e blu, di Baldus (1990 – 1996), l’ultima rivista letteraria italiana del XX secolo, sono preso da nostalgia. Continua a leggere→