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L’Elia dalle braccine tese verso il cielo aveva un senso più preciso di quanto potessimo pensare. Continua a leggere
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L’Elia dalle braccine tese verso il cielo aveva un senso più preciso di quanto potessimo pensare. Continua a leggere
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Nel tempo d’Avvento, nonostante le tempeste passeggere, vivevamo un momento quasi magico: le scoperte si moltiplicavano, cominciavamo a cogliere il senso profondo del Progetto. Si aprivano orizzonti che parevano promettere chiarezza sugli enigmi insoluti fino allora. Continua a leggere
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L’e-mail del pomeriggio ricalcò i dubbi e la stanchezza di quelle precedenti. Mi stavo per arrendere, ma il giorno successivo l’aria sembrava trasformata. Continua a leggere
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Il miglior criterio di discernimento, dicono gli esperti, è la frase del Vangelo che invita a riconoscere dai frutti persone e situazioni. Il cammino riusciva a operare importanti cambiamenti; la nostra fatica, spesso eroica, non era un esercizio ascetico o un tratto masochista, ma un’assenso al volere del Signore. Continua a leggere
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Fu un mattino col fiato sospeso, fino all’ora in cui lessi il suo messaggio: si sarebbe convinta? Continua a leggere
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Uno degli insegnamenti più importanti che ricevetti da don Mario fu la necessità dell’obbedienza. Lui, così innovatore in tutti i campi, era sensibile ai principi della tradizione. Continua a leggere
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A volte ritornava l’idea di buttare tutto all’aria, perché pensavo che non fosse in grado di comprendere le sue stesse ispirazioni e le sfuggisse quello che vedevo come il nocciolo della questione. Continua a leggere
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Ogni volta che progredivamo o ci sembrava d’aver colto un obiettivo, c’era qualcosa che ci spingeva indietro. Ormai era una legge: una forza oscura provocava un’azione contrapposta, che avvertivo addosso persino in senso fisico. Continua a leggere
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L’e-mail arrivò puntuale: questa volta più sfumata, confermando la mia sensazione di una svolta. Continua a leggere
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Mi sono convinta che Dio non chiede molto: chiede tutto. Le mezze misure non gli piacciono, raccoglie le schegge disperse di un io disintegrato per rendercelo intero: uno scambio vantaggioso. Continua a leggere
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Insomma, dài oggi e dài domani, il Signore m’aveva provvisto della chiave giusta. Continua a leggere
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La mia vita, ultimamente, è un paradosso. E cos’è, in definitiva, un paradosso? Secondo il dizionario, una proposizione che apparentemente, per forma o contenuto si oppone all’opinione comune o all’esperienza quotidiana. Apparentemente? Gli aspetti inconciliabili sono quanto mai evidenti, quando li si vive. Come si spiega, allora, la presenza dell’avverbio? In modo che pare, ma non è, recita ancora il dizionario. Continua a leggere
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Quella mattina mi alzai prima dell’alba, come da tempo avevo preso a fare. Pregavo e meditavo, cercando di trovare il filo smarrito chissà quando, o chissà come. In realtà lo sapevo: fu la paura della libertà, il senso di vertigine che provi quando sei su una ferrata di montagna, o ti affacci all’ultimo piano di un palazzo altissimo. Non mi fidai: temevo di cadere, e quel che temi, spesso, si realizza. Il crollo successivo dipese dall’assenza di fiducia, di autostima: m’era già capitato di lasciare una ragazza nel dubbio che l’avrebbe fatto lei. Continua a leggere
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Il nostro cammino proseguiva, e qualche frutto cominciava ad arrivare. Continua a leggere
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L’operatività era già in atto: dovunque tagliavo le frequentazioni, evitavo le occasioni in cui entrare in contatto con le donne, eliminavo cene e feste dove si sarebbe potuta allentare la stretta vigilanza. Continua a leggere
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Quando persi mio marito feci, per la prima volta, l’esperienza dello Spirito. Continua a leggere
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Tornava spesso, in quel periodo, il brano sul regno dei cieli e sui violenti che se ne impadroniscono. Continua a leggere
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Sai quando il tempo cambia
e sembra che esca il sole,
e già ti appresti a mettere da parte
la giacca che t’ingombra,
l’ombrello che ti pesa,
i sentimenti grigi dell’inverno,
con la corte maligna dei presagi
tristi? Già pregusti la fetta azzurra
di cielo (al di là della vetrata),
il merlo che s’arrampica sul palo,
condottiero che pianta la bandiera
sul punto più elevato della rocca
nemica. Eppure già senti lo scroscio
disonesto, il funesto temporale
che infradicia i pensieri, fino a sera.
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La preghiera è intimità con Dio, e che questo desiderio crescesse nel prete a me affidato mi riempiva gioia. Continua a leggere
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Riflettevo sul dubbio del Battista riguardo al messianismo di Gesù. Se vacillò un profeta come lui, vuol dire che nessuno può scampare al tarlo dell’insicurezza. Persino Gesù, nel Gat Shemanin – il pressoio per l’olio – provò a chiedere al Padre di cambiare il suo destino. Compresi come il dubbio sia una specie di test per smascherare la struttura resistente a Dio: agendo su di me, il peccato mi rendeva complice di chi continuava ad insidiarmi nonostante i rifiuti, le ritirate strategiche, la miriade di segnali che emettevo per chiarire quali fossero le mie intenzioni. Solo così si spiega la resa senza condizioni, malgrado gli sforzi eroici della volontà. L’incapacità di tradurre in azione la scelta razionale era il mio cruccio più angoscioso. Potevo spiegarmi, da questa prospettiva, la potenza del peccato originale: un morbo che circola nel sangue e che solo un miracolo può neutralizzare. In questa fase, attendevo inquieto le e-mail che m’inviava; temevo l’eterno stillicidio del “niente da fare, sei sempre nello stesso punto”. Avrei voluto rinunciare, ammettere d’essere inadatto a questo genere d’impresa. Anche lei dava segni di stanchezza, scoraggiata dall’assenza di progressi decisivi. Se i messaggi si facevano radi, se vedevo assottigliarsi il filo che Qualcuno aveva teso fra noi due, ne deducevo che si fosse arresa, delusa dal partner impotente di fronte a una realtà troppo complessa. Ero tentato di chiudermi anch’io in un mutismo irreversibile, di scavarmi una nicchia di cinismo e noncuranza, pur di sottrarmi al turbamento. Ripensavo all’elefante di peluche sul balcone dell’EUR, al bambino che sperava di trovarvi un improbabile conforto per la sua solitudine inguaribile. Sarei mai sceso in strada? Avrei deciso, un giorno, di affrontare quel male alla radice?