Archivi categoria: Fabrizio Centofanti

Peppe

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=sPlhKP0nZII]

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Ti ho visto nella sala, tra i malati
buttati su barelle di fortuna,
tremante per carenza di respiro,
issato sul crinale dove il vento
è gelido e ti avverte che qualcosa
di grave sta accadendo. Sei riuscito
a sorridere, vincendo per l’ultima
volta la stretta di un destino noto,
da tempo. Mi hai perfino detto – come
lanciando la parola sopra un muro –
“bellezza”: da quel punto mi è sembrato
un testamento pieno di coraggio,
la prova che l’estremo tuo respiro,
nel letto d’ospedale, non si spezza.

37. Prima che arrivi l’alba

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=q_AXUI1uuug]

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Sei sempre in viaggio: non è questo il senso della vita? Dall’io al tu, l’hai detto tante volte; hai cercato di spiegarlo a chi si bea del proprio ego, a chi si sente prigioniero di se stesso, a chi non vuole saperne di alzarsi e di partire. Continua a leggere→

Sherazad

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=y0R439gPhEE]

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Chissà se i versi che ogni giorno scrivo
– come se fosse sufficiente un solo
angolo vuoto, un’assenza legittima,
la stanchezza del molto operare
in questo caldo agosto, per perdere
il filo dipanato con pazienza,
un equilibrio sempre in discussione,
l’incanto di saperci in sintonia
con la lunghezza d’onda del respiro
di Dio – potranno prolungare ancora
Il canto dell’altezza, la poesia
che inonda di pienezza la ragione.

Un grido

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=DgYhcM5TB_c]

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Non è così difficile, a pensarci,
anzi, sarebbe sufficiente fare
come quando si parte e non c’è verso
di fermare la corsa, di arrestare il vento
che senti scatenarsi dall’interno,
come un invito a credere nel volo.
Va bene, dici, ci provo di nuovo,
perché è impossibile salpare senza
quest’atto di fiducia, l’intenzione
di andare dove vuole Chi ne sa
più di noi senza farlo mai pesare,
arroventando il fondo del tuo cuore,
accarezzando l’ultima emozione
che strappa un grido di felicità.

Come se Dio

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=vVNmVSufv0A]

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Peccato non avere sempre a mente
l’amore che esorcizza ogni paura,
dimenticare troppo facilmente
che c’è un respiro in ogni situazione,
lo spirito che geme per sfondare
i confini segnati, i muri grigi
delle paure arcaiche di bambini,
i traumi, le violenze, gli abbandoni
che scavano fossati nei silenzi
cattivi, nell’orgoglio che rinuncia
a tutto pur di avere la ragione
armata del potere, nonostante
che questo voglia dire solitudine,
perdita secca di ogni bene, amaro
trionfo dell’io sul tu, come se Dio
non avesse creato ponti invece
che palizzate, argini, recinti,
per ricordare a chi è distratto come
si debba attraversarli, ora o mai più.

Settimo giorno

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Fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Da questa luce opaca della piazza
vedo passare le svolte, i tormenti,
le intuizioni improvvise, i tanti segni
che svelano il cammino passo passo,
come fosse una marcia nel deserto,
un esodo felice dall’io vecchio,
ormai inservibile, legato ancora
alla bruttezza orrenda del peccato,
nel punto esatto della fede in Te,
dove si vede, come in uno specchio,
quella lama di luce del futuro
che col settimo giorno è già arrivato.

Intero

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Appesi sulla costa, nell’azzurro
che ci ha visto cullati dall’incanto
di una bellezza pura, irraggiungibile
agli artifici e ai trucchi del serpente
e i suoi emissari; chiamati ad amare
un Progetto pensato nei dettagli
dalla mente di Dio, anzi dal cuore:
soltanto aprendo il nostro sull’abisso
del rischio calcolato, del timore
previsto e prevedibile, del fiato
sospeso per la spada che separa
il bene e il male, la menzogna e il vero,
decisi a ritentare la fortuna,
anzi la fede in chi ci ha letto dentro,
in chi ha visto affacciarsi da qui sopra
il sogno bello di un amore intero,
vivo, tra il Magnificat e la luna.

Indistruttibile

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C’è un punto all’orizzonte in cui s’incontrano
finito ed infinito: più lo guardo,
più mi convinco che il nostro arrancare
su sentieri difficili sia un modo
per prepararci all’attimo del volo,
in cui l’onda del tempo e dello spazio
saranno un nodo solo, un lungo abbraccio
del cielo e della terra, l’impressione
esatta che l’intrico di cui scrivo,
quel labirinto fitto, inestricabile,
la fitta al cuore che ti prende quando
ti pare tutto perso, per l’inganno
del nemico di sempre, solo allora,
nel nucleo incandescente dell’amore,
sarai di nuovo vivo, indistruttibile.

Rendez-vous

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Non manca molto, credo, al rendez-vous
previsto già da un anno, come vuole
Colui che tutto può. E nel frattempo
si prega, si perdona, si sprofonda,
a volte, nella melma del dolore.
Di questo tempo ci ricorderemo,
un giorno, quando il mondo sarà quello
che avevamo sognato, e le ferite
saranno versi tristi ma preziosi
della poesia di Dio, dell’ombra, in fondo,
lasciata lì dal lembo del mantello.

Piano piano

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Lasciarsi accarezzare dal tuo vento
che nessuno sa mai di dove venga
o dove vada. Intravedere il sole
tra le foglie degli olmi e la sua scia
larga sull’acqua. Sì, comunque vada,
qualcosa sta cambiando lentamente.
Sentirlo qui, dove per tante volte
la gioia ci ha visitato, come un ospite
venuto da lontano, dopo tanto
tempo: il passato diventa futuro,
l’origine la meta, e il paradiso,
che noi immaginavamo nell’inizio,
comincia solo adesso, piano piano.

Ora

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Vedere in filigrana in fondo al golfo
il tuo volto accanto al suo,
ora che tutto si è chiarito, ora
che la bellezza ha rovesciato il mondo
e che niente, niente può più distruggere
la trama ricamata dall’eterno,
il mare, il cielo, le nuvole appese
al filo che trascina l’universo,
in un vortice d’amore che il mostro
s’impegna ad ostruire, a tutti i costi,
e tuttavia non può, non può, nemmeno
coi trucchi più insidiosi, con gli inganni
più astuti: sarete come Dio, fate
come vi dico io, e vedrete. Niente
può oscurare la bellezza di questo
golfo di Sirolo, dove, lá in fondo,
si vedono due volti, tra la gente.

32. Che cosa sia successo

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A Cafarnao c’è di tutto: è un incrocio di traffici, mercanti, doganieri. Potessi passeggiare senza destare l’attenzione, ti godresti ogni minimo dettaglio: le macine dell’olio e del frumento, le reti pendenti dalle barche, le botteghe ricolme di ceramiche. Continua a leggere→

Ti scrivo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec]

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Lo sai, però non puoi, però non vuoi,
se tutto questo amore ti toccasse
veramente, potresti, sì, vorresti
solamente amore, nonostante
le paure, nonostante il rischio,
vinceresti di slancio resistenze
e pregiudizi. Ma non vuoi, non puoi
dimenticare. Se soltanto, all’alba
della domenica mattina, quando
la pietra è ancora rotolata, quando
lo stesso giovane ripete: cosa
cercate, non è morto, è vivo, come
aveva detto negli scritti, è vivo
e vuole fare, delle vecchie, nuove
cose, lui sì che può e che vuole, come
ripete da duemila anni, ancora,
con le stesse parole che ti scrivo.

Miracolo

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Salvato a pezzettini di preghiera
dalle fauci del mostro –
che si serve di docili strumenti
in suo potere -, apprendi un po’ alla volta
il Progetto di un miracolo, l’ora
che scocca nonostante,
il suo volto che appare sullo sfondo,
di là dalla finestra, sulla soglia
della porta. Dentro la luce, pelle
che trema a ogni rumore,
il suo sguardo si posa sull’istante
intenso, sulla sposa
del Cantico dei cantici, nel sogno
del primo pomeriggio, quando insieme
li senti, li ricevi,
lasciandoti portare su dall’onda
del raggio che ti preme, che trasforma
in amore la sferza del bisogno.

31. Al centro esatto del cosmo

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Ti piace insegnare, portare la parola di tuo Padre, far capire al mondo che c’è qualcuno che si prende cura, che ama come nessuno potrebbe immaginare. Appena la gente ti si ferma intorno, lasci che dal cuore trabocchi la forza che non puoi più trattenere, neanche se volessi. Continua a leggere→

Rimedio

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E non ti sembra vero, palpitare
all’unisono col tempo, pensare
a quello che da allora
aveva aperto un varco all’ignoranza
del Tutto, mentre ora
si affaccia dal terrazzo il panorama
intero, l’emozione
dell’unico possibile rimedio,
con l’estasi del duplice tornare
e ritornare insieme:
passando, le parole si trasformano,
i muri si frantumano,
e il filo si sbroglia a poco a poco.
S’infiamma l’alternanza
del nero e del bianco, nella schiuma.