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Vorrei dirti: buon Banale. Ma è il compleanno di uno giustiziato iniquamente: la memoria di uno sporco mondo, che sopprime il povero; in fondo, natale è la festa di chi resta, di chi ha torto. Il nato è morto, ma porge l’altra guancia: risorge solo se vuoto la pancia dai cenoni e la riempio di sogni, delle facce dei poveri, di propositi buoni. Buon natale se decido, finalmente, di cambiare canale, di crocifiggere come un malfattore tutto il buon banale. Se decido di amare, solamente.
